(1)
1899, 25 febbraio, Roma
Il Ministero dell’Interno, Direzione Generale dell’Amministrazione Civile, invita i Prefetti del Regno ad uniformarsi, nell’approvazione dei figurini delle bande musicali, al parere espresso dal Consiglio di Stato circa il divieto ai componenti le bande musicali comunali o private del porto della sciabola o della daga come complemento delle uniformi.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b.92, f. Bande musicali
cc.4 |
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2)
1899 agosto 4, Roma
Il Ministero dell’Interno, Direzione Generale dell’Amministrazione Civile, invita i Prefetti del Regno ad impartire disposizioni ai Sottoprefetti e ai Sindaci dipendenti circa la scrupolosa osservanza da parte dei corpi municipali, bande municipali ecc., dell’uso di uniformi che non siano identiche a quelle del Regio esercito.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
cc. 4 |
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3)
1899 agosto 23, Bergamo
Circolare della Prefettura di Bergamo con la quale si chiede a Sindaci e Sottoprefetti di verificare l’esistenza nei loro comuni di corpi municipali o altre corporazioni che facciano uso di uniformi non approvate dalla competente autorità militare in quanto in alcune province del Regno l’abuso di portare uniformi non autorizzate ha assunto carattere di eccezionale gravità.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c. 1, a stampa |
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(4)
1899 agosto 23, Bergamo
Elenco dei Comuni della Provincia di Bergamo con l’annotazione dell’approvazione, o meno, dell’uniforme da parte dell’Autorità militare.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b.92, f. Bande musicali
c.1, mm 350x470, a stampa con annotazioni |
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(5)
1902
Figurino del corpo musicale di Almenno S. Salvatore.
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“1. Chepì rosso con visiera nera e con piuma bianco celesta.
2. Giubba di panno color bleu-scuro a doppio petto, ornata da cordoncino bianco, con gli orli rossi in fondo alle maniche, ed a mezza punta. Colletto ornato di rosso. 3. Pantaloni di panno color bleu-chiaro con due bande doppie rosse al fianco ”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 94, f. Bande musicali
c. 1, acquarello, mm 210x240 |
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(6)
1897
Figurino del corpo musicale di Caprino.
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“Uniforme in panno nero bleu con colletto paramani due bande ai pantaloni ed orlatura completa della tunica in panno rosso violaceo: sulle estremità del collo e paramani corre un cordoncino dorato così pure sulla destra manica sta la cetra con due fettucce del medesimo metallo. Completano la guarnizione un nodo di grosso cordone dorato alle spalle e quattordici bottoni d’oro”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c. 1, acquarello su cartoncino rigido, mm 160x240 |
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(7)
1898
Figurino del corpo musicale di Caravaggio.
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“Giubba.- di panno nero-bleu, con paramani e colletto rossi con filetti d’oro, bottoni dorati, cetre al colletto dorate, spalline metallo dorato con frangia rossa e fili d’oro.-Cordoniera intrecciata di cordoni rosso e oro.-
Kepy.– Con gallone rosso e oro, treccia di cordoni rosso e oro - Pennacchio dritto tutto bianco.-
Pantaloni: panno grigio con pistagna rossa.
Borsetta - per la musica, di pelle nera, appesa alla cinta dei pantaloni, con cetra di metallo dorato su fondo di panno rosso”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c. 1, acquarello, mm 230x320 |
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(8)
1899
Figurino del Corpo Musicale di Cisano Bergamasco.
c.1 r, figurino; c.1 v, descrizione (part):
[..] Giubba blu filettata in rosso con cetre al colletto. Pantaloni blu con fascia (o bande) rosse. Berretto blu con fascia rossa, coccarda tricolore, cetra musicale in metallo bianco, e filetto in argento ne mezzo della fascia.”
ASBg, Prefettura , Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c1, mm180x150 |
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(9)
1897 agosto 30, Palazzago
Il Direttore della compagnia musicale del Comune di Palazzago presenta al Prefetto di Bergamo il disegno del figurino del proprio corpo bandistico, con la “calda preghiera di volerne ottenere dall’Onorevole Comando de la Divisione Militare territoriale di Brescia il prescritto visto di approvazione”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
cc. 4 |
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(10)
1897 settembre 3, Brescia
Il Comando della Divisione militare territoriale di Brescia restituisce non approvato al Prefetto della provincia di Bergamo il figurino dell’uniforme del corpo di musica di Palazzago: a norma delle vigenti disposizioni non possono essere adottate divise con fregi e distintivi quali manopole a punta simili a quelli in uso dai corpi del Regio Esercito.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
cc. 4 |
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(11)
1897 settembre 22, Palazzago
Il Direttore del Nuovo Corpo Musicale di Palazzago rimette alla Prefettura, debitamente regolarizzati, i figurini per la prescritta approvazione.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
cc. 4 |
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(12)
1897
Figurino del corpo musicale di Palazzago.
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“Giubba di panno bleu a due petti, collo e paramani dritti senza punta, di panno bleu chiaro, bottoni d’argento, collo ornato di due cetre in metallo bianco, e filetto d’argento, alle spalle alemari in cordone d’argento. Pantaloni dello stesso panno della giubba con listone bleu chiaro come da guarnizione della giubba. Berretto all’Italiana = cetra argento ”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c. 1, acquarello, mm 190x290 |

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(13)
1905
Figurino del corpo musicale di Ranica.
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“1° Pantaloni: stoffa bleu-nero - di forma ordinaria con lista a fianco di stoffa chiaro-azzurro della larghezza di tre centimetri.
2° Giubba: stoffa bleu-nero filettata tutta all’ingiro di stoffa chiaro-azzurro a doppio petto con doppia botoniera di sette bottoni ciascheduno. Alle maniche paramano profilato da lista d’argento della larghezza di centimetri 1 1/2 con fiore d’argento come a disegno in figura della larghezza di 1/2 di centimetro.
Spallini con cordoncino intrecciato di metallo bianco fermati con tre bottoni.
Collo: stoffa bleu-nero filettato tutto all’ingiro con lista d’argento di 1/2 di centimetro con due cetre nel davanti.
3° Berretto: di stoffa nera, con cetra in fronte, filettato con liste d’argento come a modello in figura”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 94, f. Bande musicali
c.1, acquarello, mm 160x235 |
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(14)
1899
Figurino del corpo musicale di Stezzano.
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“Keppì - Colore bleu indaco, filettato di bianco, coperto di imperiale nero; visiera di cuoio inverniciato, senza orlatura. Cetra grande inargentata; pennino diritto formato da penne bianche.
Giubba - panno bleu indaco, a due petti, con otto bottoni per petto di metallobianco. Paramani e fintine indietro, panno bleu indaco; cetre piccole sul colletto; filettatura di panno bianco avente la larghezza di sei millimetri. I paramani misurano l’altezza di centimetri sette; le fintine indietro hanno la larghezza alla base di centimetri quattro, che va diminuendo fino a due, e la lunghezza di centimetri diciotto.
Pantaloni - Sono di panno bigio con striscia di panno bianco della larghezza di centimetri cinque.
Borsetta - E’ di cuoio inverniciato con cintura di cuoio a tracolla. Vi è una cetra nel mezzo della borsetta ”.
ASBg, Prefettura , Uffici Amministrativi, b.92, f. Bande musicali
c. 1, acquarello, mm 300x330 |
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(15)
1905
Figurino del Corpo Musicale di Vedeseta
c.1 r, figurino; c.1, descrizione:
“Giubbe e pantaloni in panno nero - filettatura di colore cremens .- bottoni in metallo – colletto con cedre [sic] – Spalline con francia [sic] di cotone – borse di cuoio”
ASBG, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 94, f. Bande Musicali.
c. 1, mm 390x300 |
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(16)
1903
Figurino del berretto dell’uniforme del corpo musicale di Vedeseta.
c. 1 r, figurino, descrizione; c. 1 v, approvazione (part.):
“Il berretto suddetto è di panno nero; ha la visiera ed il centurino di corame nero verniciato. Le filettature sono d’argento e così pure la cetra sul davanti del berretto”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 94, f. Bande musicali
c. 1, acquarello, mm 230x330 |
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(17)
1896
Figurino del corpo musicale del Villaggio Crespi (Capriate d’Adda).
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione:
“Cappello all’italiana, cetra argento, coccarda nazionale a penna di fagiano.
Giubba di panno bleu a due petti, collo e paramani alla moschettiera di panno rosso, bottoni d’argento, collo ornato di due cetre in ricamo d’argento - alla spalla alamari in cordone d’argento.
Pantaloni dello stesso panno della giubba.
Borsetta di cuojo per riporvi il libro della musica con monogramma B.C. in argento”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c.1, acquarello, mm 240x340 |

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(18)
1905
Figurino del Corpo Musicale di Villasola
c.1 r, figurino; c.1 v, descrizione:
“Giubba doppio petto panno nero guarnizione Cremes sormontato filetto oro, bottoni medalla oro, pantaloni panno nere bande Cremes.”
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b.94, f. Bande Musicali
c. 1, acquarello, mm 220x320 |
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(19)
1897
Figurino del corpo musicale di Zandobbio.c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione: “Il colore della divisa è oscuro turchino, i calzoni hanno da ogni lato una lista gialla larga centimetri 3 (tre). La giubba ha due file di bottoni gialli, è abbottonata sul lato destro, dal petto, ha sul ciglio il bordo giallo, come anche al manipolo d’ambe le maniche. Il berretto ha i filetti gialli, con piccola visiera, e porta nella fronte una cetra di filo d’oro uso fino. Nelle solennità, sul petto pendenti dalla spalla si metterebbero cordoni gialli pendenti dalla spalla sul petto. Il bordo è giallo-arancio come pure i cordoni”.
ASBg, Prefettura, Uffici Amministrativi, b. 92, f. Bande musicali
c. 1, acquarello, mm 220x320 |

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(20)
1905 agosto 2, Brescia
Figurino del vestiario del Corpo musicale di Zogno
c. 1 r, figurino; c. 1 v, descrizione (part.):
Progetto del vestiario per il Corpo Musicale di Zogno, approvato dal Comando Divisione Militare di Brescia.
ASBg, Prefetura, Uffici Amministrativi, b. 94, f. Bande musicali
c.1, acquarello, mm 210x160 |
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Appendice
a cura di Maria Pacella e Barbara Viviani
L’Archivio di Stato di Bergamo conserva, oltre al suo ricchissimo patrimonio documentario, un gruppo di documenti musicali finora sconosciuti e rimasti per secoli nascosti nelle legature di protocolli notarili. Trattasi, per la maggior parte dei casi, di fogli di pergamena di codici liturgici musicali (Graduali, Messali, Antifonari) “recuperati” e utilizzati, in un secondo tempo, dai notai bergamaschi come copertine per ricoprire i volumi degli atti rogati nel corso della loro attività.
L’interesse esclusivamente pratico e funzionale per la materia scrittoria, ritenuta particolarmente utile e resistente ai fini della rilegatura, ha consentito in tal modo che si conservasse e giungesse fino a noi un piccolo gruppo di documenti musicali che altrimenti sarebbero andati dispersi.
Il notaio, infatti, o il suo legatore, prelevava la pergamena da vecchi codici liturgici, evidentemente non più utilizzati, la adoperava per la rilegatura dei volumi dei protocolli, piegandola e rifilandola senza alcun riguardo al contenuto del foglio o alle lettere miniate e spesso tracciava sulla copertina il suo nome, l’indicazione dell’anno o un numero progressivo del volume.
Le testimonianze legate la mondo della musica ed oggetto della presente iniziativa provengono da due fondi conservati presso l'Archivio: il Fondo Atti dei Notai ed il Fondo Istituti Educativi .
Fondo Atti dei Notai
Dal Fondo Atti dei Notai provengono, sotto forma di coperte di rilegatura di registri notarili, fogli membranacei tratti da codici liturgici musicali la cui datazione va dal XII al XIV secolo. Le unità provengono da Antifonari di repertorio gregoriano ed evidenziano l'evoluzione della scrittura di questo genere musicale vocale nel corso dei secoli rappresentati.
Genere musicale vocale liturgico a carattere monodico e sostanzialmente ritmico, il canto gregoriano si espresse in un repertorio che per secoli venne tramandato oralmente, affidato alla memoria degli esecutori. Dei tre elementi costituivi, testo, melodia e ritmo, il testo solo poteva essere affidato ad un sistema di scrittura compiuto, mentre la linea melodica e l'andamento ritmico venivano richiamati alla memoria degli esecutori attraverso una serie di segni grafici (i Neumi) apposti sul testo stesso in corrispondenza degli accenti delle parole; segni che non riproducevano con esattezza la melodia eseguita, ma ne suggerivano l'evoluzione in maniera sostanzialmente intuitiva.
Questa forma di notazione musicale detta “notazione neumatica” si rivelò, attorno al X secolo, inefficace nel soddisfare l'esigenza di richiamare alla memoria degli esecutori un numero sempre maggiore di canti liturgici, la cui complessità aumentava. L'esigenza didattica di creare un sistema di notazione musicale capace di riprodurre fedelmente sia la melodia che il ritmo del repertorio gregoriano al fine di insegnare, tramandare e comporre la musica, condusse alla invenzione della notazione musicale moderna, sancendo il passaggio da un sistema di notazione adiastematica (senza cioè l'indicazione esatta dell'altezza di ogni singolo suono) ad un sistema di scrittura progressivamente diastematico (dove cioè l'altezza dei suoni veniva indicata con una sempre maggiore precisione). Fu il monaco benedettino Guido Aretino a sviluppare questo sistema di identificazione dei suoni, selezionandone una sequenza di sette definiti, caratterizzati da una precisa altezza e denominati ciascuno con la prima sillaba di ogni parola con la quale hanno inizio le sette strofe dell'Inno gregoriano a San Giovanni. In un primo tempo le indicazioni di riferimento per definire l'altezza dei suoni vengono graficamente rese attraverso un'unica linea segnata in rosso sopra il testo per indicare la nota Fa o in giallo per indicare la nota Do. Nasce così il concetto di rigo musicale, un insieme di due o più righe e spazi, sui quali vengono posti i segni grafici corrispondenti alle note (in un primo tempo quadrati, pieni, poi rombi, poi ovali), la cui altezza viene indicata da un ulteriore segno (la chiave) che indica la nota di riferimento (alla stessa maniera in cui i diversi colori indicavano la nota fa o la nota do quali riferimento). Il rigo musicale evolve progressivamente dai primi esempi composti da due linee, al un insieme di 4 linee (il tetragramma) fino a giungere al rigo composto da cinque righe (il pentagramma). Parallelamente evolve anche la teoria musicale, sia per quanto riguarda l'aspetto melodico che armonico, con la codificazione del sistema delle tonalità e dei modi.
I pezzi in mostra consentono di seguire l'evoluzione della scrittura musicale gregoriana, nelle sue tappe fondamentali, dai primi tentativi di scrittura, alla nascita della notazione musicale moderna, mostrando anche il progressivo processo di bilanciamento, dal punto di vista grafico, fra l'importanza attribuita al testo ed alla scrittura musicale. |
MESSALE sec. XIII-XIV
Foglio di codice liturgico, membranaceo, latino, databile tra il XIII ed il XIV secolo, scrittura gotica in inchiostro nero con rubriche segnate in inchiostro rosso. La lettera A appartenente all’Introito Ad te levavi della prima domenica d’Avvento, si presenta con una miniatura raffigurante un sacerdote che eleva la propria anima (raffigurata da un piccolo uomo in posizione di orante) a Cristo che appare in una mandorla, benedicente con la mano destra e in atto di accogliere l’offerta come gradita con la mano sinistra. E’ la rappresentazione del contenuto dell’Introito: A Te ho innalzato la mia anima, mio Dio in Te confido… Le altre capitali sono in inchiostro rosso o blu. La pagina è inquadrata sia sul bordo superiore (invisibile perché ripiegato all’interno della rilegatura) sia sul bordo inferiore da una bella e grande decorazione fitomorfa dipinta con inchiostri rosso, blu, verde, bianco e oro. Il testo è ripartito su due colonne.
La pergamena è stata utilizzata come coperta delle carte dal 1601 al 1605 del notaio Bono Arragonesi fu Bettino.
E’ la prima pagina di un messale plenario, riportante cioè tutte le parti della Messa, orazioni e letture, non più distribuite come un tempo fra i vari libri liturgici (Orazionale, Sacramentario, Lezionario, Evangeliario) ma raccolte in un unico volume per praticità del sacerdote celebrante ormai unico ministro della liturgia ordinaria.
La rubrica iniziale così recita:
In nomine domini n[ost]ri ih[es]u x[isti] amen. Incipit ordo missalis p[er] anni circulum. s[ecundum] curiam Romanam. D[o]m[ini]ca p[ri]ma de adve[n]tu. Statio ad s[an]c[t]am mariam maiorem.
Dopo l’intero testo dell’Introito con i corrispettivi versetti salmodici ed il Gloria Patri, si notano l’orazione colletta Excita q[uaesumu]s D[omin]e, e sulla colonna di destra la lettura tratta dalla Lettera di S. Paolo ai Romani, il graduale Universi e sull’ultimo rigo, l’inizio del Vangelo: In illo t[em]p[o]r[e] .
(A.S. Bg., Archivio Notarile b. 3079) |
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GRADUALE XIV secolo
Fogli di codice liturgico musicale, membranaceo, latino, della fine del XIV secolo, scrittura gotica in inchiostro nero con capilettera in rosso o in blu, aventi leggere decorazioni a fantasia in inchiostri rispettivamente blu per le capitali rosse e in rosso per le capitali blu. Essendo le pagine divise in brani non è possibile enumerare i righi del sistema di scrittura di ogni pagina. Sopra il testo corre il sistema musicale, con tetragramma tirato a secco con linea del FA segnalata in rosso e linea del DO segnalata in giallo con inchiostro ormai caduto. La scrittura musicale è del tipo “quadrata”. Presenta la particolarità di avere una inquadratura segnata in rosso che separa neumi appartenenti o ad una sola sillaba o ad una parola, o ancora – come nel caso degli Alleluia – a singole cellule melodiche. La ragione di tale intervento è sconosciuta, forse didattica o forse collegabile a qualche interpretazione ritmica.
I fogli, almeno tre, sono stati riutilizzati per legare atti dal 1588 al 1589 del notaio Giuseppe Rota Palanca fu Manfredo.
Il repertorio liturgico musicale riportato appartiene a varie messe dei giorni che seguono la Pasqua. Sono riconoscibili l’offertorio Intonuit de c(a)elo del Mercoledì dopo Pasqua, il communio Data est mihi del venerdì dopo Pasqua, il Communio Omnes qui i[n] Xsto del sabato dopo Pasqua, parte dell’Introito Misericordia Domini plena est terra della Domenica dopo l’Ottava di Pasqua.
( A.S. Bg., Archivio Notarile, b. 2172)
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ANTIFONARIO sec. XIII
Foglio di codice liturgico musicale, membranaceo, latino, risalente alla fine del secolo XIII, scrittura classificabile ancora “di transizione” tra la carolina e la gotica, in inchiostro nero, con capilettera in blu e rosso circondate da decorazioni di fantasia rispettivamente in rosso per le capitali blu e in blu per le capitali rosse, rubriche liturgiche in rosso. Il sistema di scrittura è a 9 righi. Sono molto evidenti le tracce della rigatura a secco sia orizzontale (per la scrittura di testo e musica) sia verticale (per l’incolonnamento a sinistra del testo). La linea del FA è segnata con inchiostro rosso, quella del DO in inchiostro giallo. La scrittura musicale è ormai “quadrata” e completamente diastematica, ovvero capace di indicare giustamente l’altezza della nota. Pur non essendo segnate che due righe si nota l’avvio ad un sistema di scrittura su tetragramma.
La pagina è stata utilizzata per raccogliere le carte dal 1573 al 1575 del notaio Giovanni Giacomo Moioli fu Bernardino.
La pergamena riporta sulla pagina destra parti del vespro del Comune di più martiri (In nativitate plurimorum martiru[m] ad vesp[er]um), in particolare il responsorio breve Sancti tui Domine e l’antifona al Magnificat Isti sunt Sancti qui pro Dei amore, in seguito utilizzata come prima antifona delle Lodi nella memoria di Santi Giovanni e Paolo martiri (cfr. Antiphonale Monasticum 929).
La pagina di sinistra riporta altri responsori Tradiderunt, Isti sunt, Sancti tui Domine appartenenti probabilmente a qualche celebrazione comune di Santi.
(A.S. Bg., Archivio Notarile, b.2470)
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ANTIFONARIO sec. XII
Foglio di codice liturgico musicale, membranaceo, latino, del secolo XII, scrittura di transizione tra carolina e gotica,, in inchiostro nero, con capilettera e rubriche in inchiostro rosso. Il sistema di scrittura è a 12 righi. Alla riga del testo è sovrapposta la scrittura musicale caratterizzata da neumi “a punti legati”, appartenente all’area dell’Italia del Nord ed in particolare avente molti tratti in comune con scritture di area monzese. Con inchiostro rosso è segnata la linea del FA preceduta dalla rispettiva chiave.
La pagina è stata utilizzata, insieme con una proveniente da un Messale del XIV secolo in scrittura gotica, per rilegare gli atti del 1613-1614 del notaio Giulio Baldelli fu Giovanni Maria.
Il contenuto liturgico riguarda parti dell’ufficiatura della XXIII e della XXIV Dominica post Pentecosten e della Dominica de Sancta Trinitate. La collocazione di quest’ultima dopo le domeniche post Pentecosten e quindi come ultima domenica prima dell’Avvento, indica che il manoscritto segue la consuetudine liturgica gallicana e spagnola. Più tardi prevarrà ovunque la consuetudine romana di inserire la Dominica de Sancta Trinitate dopo la solennità di Pentecoste, come è anche attualmente.
(A.S. Bg., Archivio Notarile, b.2934) |
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Dal Fondo Istituti Educativi proviene un Graduale a Stampa datato 1526.
Volume corale da leggio, le cui dimensioni consentivano agli esecutori la lettura diretta della musica, dedicato alla liturgia della Messa, presenta una tipologia di scrittura musicale avanzata, distribuita sul rigo a tetragramma (quattro righe) con una costante indicazione delle alterazioni, indice di una significativa riflessione teorica. La notazione (scrittura delle note) è affidata all'utilizzo del quadrato (notazione quadrata) ed il rapporto fra testo liturgico e scrittura musicale volge decisamente a favore del secondo. |
GRADUALE a stampa 1526
Libro corale da leggio, cartaceo, latino, stampato a Venezia nel 1526 presso Pietro Liechtenstein, scrittura gotica in inchiostro nero, con capilettera e rubriche in inchiostro rosso. Rilegato di legno ricoperto da cuoio; tale rilegatura non è coeva.
Alcune capitali presentano belle stampe, di varia misura secondo l’importanza della celebrazione, rappresentanti episodi evangelici di riferimento o immagini del santo celebrato; motivi naturalistici o fantastici costituiscono la decorazione della lettera vera e propria, spesso inquadrata da cornice esterna ramiforme. Il sistema è a 8 righi. Il testo presenta ancora abbreviature tipiche delle epoche precedenti. Sopra il rigo del testo corre il tetragramma musicale segnato in rosso. La tipologia di scrittura musicale è ormai avanzata: la notazione è quadrata, sono segnati costantemente il SI bemolle ed il SI bequadro là dove la sistemazione modale li ha ritenuti opportuni.
Il volume è un Graduale che contiene il repertorio della Messa del Proprio e del Comune dei Santi disposte secondo la progressione del calendario liturgico, dalla festa di S. Andrea (30 novembre) fino alla memoria di S. Clemente (23 novembre), dopo il qual è riportata la serie dei Comuni secondo la scansione tradizionale. Essa si chiude con la commemorazione della dedicazione della chiesa, l’ “agenda pro defunctis”, la memoria di S. Maria in sabato, una sezione dedicata al Kyriale, vale a dire al repertorio dell’ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Sanctus, Agnus Dei), una raccolta con tre melodie per il Credo, un’interessante serie di Sequenze per le solennità del Natale, (due), della Pasqua (due) della Pentecoste (due), per il Corpus Domini, per l’Assunzione di Maria, per la memoria di S.Maria in Sabato, per gli Apostoli, per i Martiri, di S.Francesco, di S.Agostino, di S.Nicola da Tolentino. Il volume originale si chiude poi con il rito d’aspersione con l’acqua benedetta e con l’indice. Il contenuto musicale non è difforme, se non in qualche lieve differenza melodica, dal repertorio tradizionale gregoriano.
Questo volume costituisce il secondo di una coppia contenente tutto il repertorio della Messa. Il primo volume riportava il Proprio del Tempo, dall’Avvento fino alle Domeniche dopo Pentecoste.
Nella rilegatura del volume sono inserite alcune pagine manoscritte, di tre epoche e mani differenti, di cui la prima sezione di certo più antica delle altre e del volume stesso, forse quattrocentesca. Queste pagine riportano altre quattro melodie per il Credo, una per il Gloria e una messa per la solennità di S. Alessandro. Quest’ultima difforme da quella appartenente al Proprio diocesano bergamasco.
Il volume è stato restaurato nel 1990.
La presenza di alcune celebrazioni legate all’Ordine Agostiniano (S. Agostino, S. Nicola da Tolentino) e l’importanza dell’apparato grafico loro riservato, nonché l’inserimento di un manoscritto con la celebrazione del patrono di Bergamo S. Alessandro, fanno presumere l’appartenenza del volume ad uno dei monasteri agostiniani bergamaschi.
(A.S.Bg, Istituti Educativi, b.29)
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didascalie a cura di Pacella Maria, Peduzzo Emilia
e Viviani Barbara |