SEZIONE I
TRA XVIII, XIX E XX SECOLO: ALIMENTAZIONE ALL’INTERNO DI ISTITUZIONI; IL CIBO REGOLATO, IL CIBO COME CURA
(Carceri, istituti di ricovero, istituti assistenziali, militari)
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(1)
Origine, opere, leggi, e privilegi dell’Ospitale Grande di Bergamo, Detto di S. Marco. Con le Tavole, così de i Capitoli principali, come delle più importanti materie in essi contenute,Bergamo, 1764, per i tipi di Francesco Traina.
cm 225x320
cc. 120
Foglio di apertura: Officio del Canevaro Cap. XXXVII, pag. 145.
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii ,Ospedale Maggiore Provvedimenti Generali, b. 960). |

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(2)
Raccolta di ordinazioni, e capitoli fatti in diversi tempi ai ministri dell’Ospitale Maggiore dè Santi Maria e Marco di Bergamo ordinata, ed approvata dalla Nobile Reggenza dell’anno 1784, Bergamo per i tipi di Francesco Locatelli, s. d.
cm 21x26
cc. 76
Foglio di apertura: Del Dispensiere, pag. 46; Del Canevaro, pag. 86.
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii, Ospedale Maggiore Provvedimenti Generali, b. 960). |
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(3)
“Quesiti della Commissione sugli Stabilimenti di Pubblica Beneficenza con le Risposte date dall’Amministrazione dell’Ospitale di Bergamo”, 1802.
Cm 245x360
cc. 14
Foglio di apertura: “Vitto e Vestito”, c. 7.
In risposta alle richieste della Commissione sugli Stabilimenti di Pubblica Beneficenza, gli amministratori dell’Ospedale Maggiore allora intitolato ai santi Maria e Marco inviano al Commissario Straordinario di Governo presso il Dipartimento del Serio un prospetto articolato in 138 domande ed altrettante risposte elaborate al fine di tracciare una descrizione completa ed esaustiva dell’Istituzione, dei suoi compiti, statuti, caratteristiche, finalità e funzionamento. I quesiti numero 55, 56, 57, 58 e 59, compresi nel capitolo intitolato Vitto e Vestiario, disciplinano la somministrazione del cibo agli assistiti: la sua qualità, quantità, approvvigionamento e distribuzione.
Il vitto viene diviso in quattro classi, associato a quattro categorie di ammalati; i menù comprendevano: pane, brodo, panata, uova, minestra e vino, talvolta vino di Cipro; le quantità somministrate cambiavano a seconda della gravità delle condizioni in cui versavano i degenti. La carne era destinata solo ai malati di terza e quarta classe, non si consumava latte.
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii, Ospedale Maggiore-Provvedimenti Generali, b. 960). |
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(4)
Tavola illustrante un modello di “fornello economico alla Rumford”, 1812.
La Congregazione di Carità scrive al Prefetto del Dipartimento del Serio in data 20 agosto 1812 per comunicare l’avvenuta istallazione e messa in funzione presso gli “stabilimenti con convitto” dipendenti dalla stessa istituzione, delle cucine economiche modello Rumford, per il contenimento del consumo di legna.
cm 430x570
c. 1
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii, Provvedimenti Generali Serio A-Z, fasc. “Cucina economica”).
Benjamin Thompson conte di Rumford (1753-1814) militare ed eminente fisico inglese compì studi sul calore dimostrandone per primo la natura di energia, studiandone la trasmissione nei fluidi e la loro espansione. Applicò lo studio teorico alla sperimentazione portando quasi alla perfezione la tecnica di costruzione di camini da riscaldamento e stufe per la cottura dei cibi. Intelletto versatile, dalla curiosità enciclopedica, compì fra l’altro studi sul miglioramento delle prestazioni militari come conseguenza di una alimentazione ricca; inventò il calorimetro per calcolare il calore di combustione di legna, carbone ed altri combustibili; creò un moderno metodo di organizzazione degli ospedali e degli ospizi; diffuse l'uso degli utensili da cucina portatili; inventò la prima caffettiera a gocciolamento (alla napoletana). Nel 1795 pubblicò il trattato intitolato Sui camini, con proposte per migliorarli e risparmiare combustibile, rendere le abitazioni più confortevoli e salubri, e prevenire efficacemente l'emissione di fumo dalle canne fumarie. (cfr. Sanborn C. Brown, Il conte Rumford. Un avventuriero scienziato, Zanichelli, 1968). |
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(5)
1808 giugno 15, Casnigo.
Certificato medico rilasciato dal chirurgo Mario Toscalo a favore di G. F. di Casnigo attestante una “infiammazione del cervello cagionata da malatia scorbutica”.
cm 17x22,5
C. P. di Casnigo, moglie di G. F., scrive al Sindaco della Comunità per richiedere il ricovero del marito presso il Luogo Pio della Maddalena di Bergamo, definendolo “in stato di grave pazzia” e descrivendone la violenza omicida.
In data 7 giugno il parroco di Casnigo rilascia una dichiarazione nella quale certifica che il F. “[…] oltre ad esser pazzo, egli è più poverissimo […]”. Lo stesso giorno la Municipalità rilascia un analogo certificato nel quale due suoi rappresentanti in vece del Sindaco ne dichiarano lo “[…] stato di assoluta impotente miserabilità […]”.
Il 13 giugno lo stesso Sindaco scrive al Giudice di Pace residente a Casnigo chiedendone l’intercessione presso il Prefetto per sollecitarne il ritiro presso l’Ospedale della Maddalena, corredando la richiesta di una ulteriore dichiarazione nella quale afferma che “[…] ogni momento minaccia ora la morte alla moglie e ora ai figli, ed ha anche tentato più volte di abbracciarne la propria casa […]”.
cc. 8
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii ,Ospedali della Maddalena - pazzi e imbecilli, b. 958, fasc. “F. G. 1808 giugno 7-15”). |
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(6)
6/a
1813 maggio 19, Alzano.
Il Sindaco di Alzano Maggiore richiede il ricovero di A. G., agricoltore di 42 anni, “[…] il quale per effetto della sua mania ha commesso molti disordini e si rende pericoloso alla sua famiglia, ed alla società […]”.
cm 19,5x29
cc. 2 |

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6/b
1813 maggio 19, Alzano.
Accompagna la richiesta inoltrata al Prefetto la certificazione rilasciata, lo stesso giorno, dal medico della Comunità il quale attesta che la mania è causata da “[…] discrasia umorale pellagrosa […]”.
cm 18x25,5
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii ,Ospedali della Maddalena - pazzi e imbecilli, b. 958, fasc. “G. A.”). |
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(7)
7/a
1811 luglio 24, Arcene.
cm 19,5x28,5
cc. 2 |
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7/b
1811 luglio 25, Bergamo.
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7/c
1811 settembre 6, Bergamo.
cm 22,5x33
cc. 2
Alla richiesta inoltrata dal Sindaco di Arcene in data 24 luglio 1811, di provvedere al ricovero di B. R. di Lurano “affetto di pellagra, con aberazzione di mente” presso l’Ospedale della Maddalena, fa riscontro la risposta della Congregazione di Carità che in data 25 luglio 1811, informando della assenza di “piazza gratuita che sia disponibile pel ricovero” suggerisce di ricoverare lo stesso presso “l’Ospitale degli Infermi nel supposto che una cura bene intesa possa riuscire proficua, e sanare la discrasia scorbutica da cui accenna affetto il R[…]”. Accettata la richiesta e avvenuto il ricovero, la Congregazione della Carità informa in data 6 settembre 1811 che “[…] il suddetto R[…] in virtù di un regolare trattamento abbia notabilmente migliorata la propria condizione […]”.
cc. 12
(ASBg, Dipartimento del Serio, Luoghi Pii ,Ospedale Maggiore-ammalati, b. 963, fasc. “Ammalati civili, R. B.”). |
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(8)
Piano d’Appalto per il vitto, forniture, ed infermeria dè carcerati della Comune di Bergamo, Bergamo, 1804, per i tipi di Alessandro Natali.
cm 170x220
cc. 20
Titolo Secondo, Sussistenza dè Prigionieri Condannati, e non Condannati, pagg. 8-12.
Titolo Quarto, Trattamento, e cura dei prigionieri ammalati, alimenti-dieta-vitto primo-vitto secondo-vitto terzo, pagg. 24-26.
Pagina di apertura: Titolo Quarto, Trattamento, e cura dei prigionieri ammalati, alimenti-dieta-vitto primo-vitto secondo-vitto terzo, pagg. 24-25.
La dieta prevista per i detenuti nelle carceri di Bergamo variava in primo luogo a seconda del fatto che un carcerato fosse o meno stato sottoposto a giudizio e condannato. La base alimentare era costituita da pane di mistura somministrato in quantità differente: ad un detenuto condannato spettava una razione giornaliera di trenta oncie “[…] senza verun altra somministrazione”. Ad un detenuto in attesa di giudizio spettava una razione giornaliera di pane pari a ventiquattro oncie ed una razione di minestra pari ad un boccale del peso di 28 oncie di Milano. La composizione della minestra prevedeva orzo, riso, pasta alternativamente ed “[…] frammista una discreta porzione di legumi, che però non potrà mai essere maggiore di un decimo dell’Orzo, Riso, o Pasta”. La dieta dei condannati in attesa di giudizio veniva arricchita da condimenti come il lardo utilizzato nella preparazione delle minestre nei giorni di grasso, il burro utilizzato nei giorni di magro e dal sale “[…] infuso in una discreta proporzione”. Ogni giovedì veniva somministrato “un mezzo di oncie 14 peso di Milano di vino di buona qualità mediocre”. Nei mesi di maggio, giugno e luglio la dieta veniva integrata con “una porzione d’Insalata composta di oncie due peso di Milano almeno di Erbaggi nuovi a seconda della stagione e condita con buon Oglio d’Oliva,e d Aceto forte, e sale in quantità discreta”.
Precise disposizioni disciplinavano la scelta delle materie prime e la loro panificazione, al fine di garantire, teoricamente, agli istituti un approvvigionamento di buona qualità.
Ben più ricca e diversificata era la dieta prescritta ai detenuti malati: Suddivisa in quattro tipologie di menù a seconda della gravità delle condizioni del malato, integrava alla base alimentare prevista per gli altri detenuti alimenti più consistenti come brodo di vitello, panata, uova e carne, in proporzioni differenti, distribuiti in quattro pasti, a differenza dell’unico pasto previsto per i detenuti comuni.
(ASBg, Dipartimento del Serio, Bergamo Consorzio dei Carcerati, b. 943, fasc. “Uffici”). |
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(9)
9/a
1807 febbraio 26, Bergamo
Il Camerlengo delle carceri di S. Agata al Prefetto Manini.
“Eccellentissimo Signor Prefetto, questi poveri Carcerati, che oltre la perfida situazione, ossia destino che li tocca di sofrire, sono costretti anche di cibarsi di un cibo, oltre ad esser di pregiudizio alla propria salute, renderebbe vomito ad un cane; uno di questi cibi si è il pane, che sarebbe capace di servire di lievito alla fabricazione del altro pane; una minestra tutta ripiena di sassi di luini, formentone, e sterco di porci. Questo è il motivo, per cui siamo costretti a gettarsi a vostri piedi, perché mediante la vostra estrema bontà e misericordia vogliate col vostro mezzo rimediare ad un inconveniente, egli senza confine […]”.
cm 20x29
cc. 2 |
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9/b
1809 maggio 22, Bergamo
Il Camerlengo delle carceri al Prefetto Manini.
“Appoggiati alla di lei giustizia nonche alla sua umanità o integerrimo Signor Prefetto, ricorrono umili tutti i carcerati della piazza esponendo, che da molto tempo ci … somministrato la minestra dalli impresari del Consorzio quale cagiona una general indisposizion di salute a cagione d’esser questa tutta nella brovadura di fagioli senza esser ripulita, ne lavata, dal che deriva l’esser piena di terra, e di immondizie il che cagiona specialmente ne poveri detenuti un scorbuto tanto …. Il disordine procede dal non vedersi mai nessuna persona a visitare la riferita minestra, … il più preciso dovere ispettore del Consorzio, che mai non si vede evitando in tal modo di udire i giusti riclami dei detenuti. Si notifica pure che la pagnotta è composta di quasi sola farina di melgotto contro il contenuto ai capitoli del impresa, e del … la quale pure essendo solitamente mal cotta cagiona un grave pregiudizio alli infelici riccoventi, che non tengono altro alimento per sostentarsi […]”.
cm 20x29
cc. 2 |
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9/c
1809 luglio 4, Bergamo
I detenuti delle carceri di S. Agata al Prefetto.
“Noi individui della comuna delle Carceri di S. Agata costretti siamo a ricorrere a Vostra Signoria a ciò ponga rimedio a questo mal nato disordine, con l’abuso introdotto del cattivo vitto, ad ogni individuo razionale, che per quotidiano convien soffrire, come asserisce il medico delegato delle Carceri, dè il principio di tanti ammalati, provenir dal pessima minestra, e orida pagnotta, e come dice il medico che tanti scorbuti provengono dalla cattiva minestra, che venendo in visita, imprevista ne troverà l’effetto, e così potrà interrogare ad uno ad uno, e ne troverà da tutti li loro doglianze, e lamentele sopra tal ratione. L’individuo detenuto, non avendo altro che vivere, per necessità conviene che declina e che si amala, per inedia passa al mal sottile, e rende incerta la sua guarigione. […]”.
cm 17x23
cc. 2
(ASBg, Dipartimento del Serio, Tribunali Giudiziari, Bergamo Carcerati-petizioni e suppliche, b. 1787). |
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(10)
10/a
Planimetria delle Carceri Criminali di S. Agata, piano terreno-primo piano-secondo piano. |
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10/b
Pianta del terzo piano superiore delle Carceri Criminali di S. Agata.
cm 340x555
cc. 8 |
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10/c
Spaccato del Locale delle Carceri Criminali di S. Agata, veduto sulle linee nere, segnate nelle quattro tavole, rappresentante l’impianto di esso Locale.
cm 630x500
(ASBg, Genio Civile (1830-1873), b. 21, fasc. “Carceri Criminali di S. Agata”). |
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(11)
11/a
1911 aprile 19, Bergamo
Contratto fra l’Amministrazione Governativa dell’Interno Direzione Generale Carceri ed il sig. Virotta Luigi di Bergamo per l’appalto di fornitura del pane occorrente per il Reclusorio di Bergamo dal 10 aprile 1911 al 30 giugno 1915.
cm 21x30,5
cc. 4 |
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11/b
1891 agosto 31, Roma
Ministero dell’Interno
Capitoli per l’appalto delle somministrazioni in natura dei commestibili e combustibili occorrenti agli Stabilimenti Carcerari ed ai Riformatori Governativi – Stabilimenti Penali di Bergamo.
a stampa
cm 21x31
cc.14
(ASBg, Prefettura di Bergamo, Uffici Amministrativi, b. 12)
Nella sezione Capitoli Speciali agli artt. 28 e 29 sono descritti i tipi di pane che dovranno essere somministrati ai carcerati sani e malati nel corso della loro detenzione negli stabilimenti di pena.
Il cosiddetto Pane Bianco doveva essere composto di farina di puro frumento di buona qualità, bene impastato, lievitato e cotto a regola d’arte in modo che la mollica fosse spugnosa ed elastica.
Le pagnotte di !° qualità erano riservate ai condannati o ricoverati ammalati; quelle di 2° qualità per i ricoverati o condannati sani.
Il cosiddetto Pane ordinario era destinato ai detenuti sani e doveva essere composto di farina di puro frumento ma stacciato e purgato dalla crusca in ragione del 15% .
Oggi lo definiremo un Pane integrale e semintegrale. |

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(12)
1811 febbraio, Bergamo
“Modelli pel Registratore della Casa di Lavoro in Bergamo, allegato D, Conto per la somministrazione della prescritta Minestra”.
cm 29x40
cc. 38
I pasti destinati ai detenuti delle Case di Industria erano composti durante tutto il corso dell’anno di riso, legumi, lardo e sale e si arricchivano con verdura, sedano (sellero), pepe, salvia ed erbe nei mesi in cui ve ne era disponibilità.
(ASBg Dipartimento del Serio, Polizia-mendicità Bergamo-Casa di Lavoro Ricovero e Industria, b. 1115, fasc. “Provvedimenti Generali”). |

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(13)
“Stato delle somministrazioni fatte dalla Comune di Edolo nei mesi di aprile, e di maggio 1809 alla truppa di stazione, e di passaggio”.
cm 24,5x36
cc. 9
Razioni complete di viveri, pane, vino, carne, riso, sale venivano corrisposte dalle Comunità della provincia bergamasca alle truppe francesi di passaggio e di stanza sul suo territorio, con la clausola di un rimborso da parte delle autorità competenti delle spese sostenute. La composizione degli approvvigionamenti cambia a seconda dei mesi: nel caso di Edolo, nei mesi successivi a maggio-giugno, scompare la razione di pane corrisposta alle truppe.
(ASBg, Delegazione Provinciale, Militare (1822-1823), b. 577, fasc. “Viveri, foraggi, e contrattazioni relative, approvvigionamenti”, Comune di Edolo). |

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(14)
“Regolamento Organico-Disciplinare-Economico dell’Orfanotrofio dei Maschi”, volume rilegato in cartone.
Statuto dell’Orfanotrofio Maschile di Bergamo già Pio Luogo degli Orfani di San Martino istituito da S. Giarolamo Miani, destinato ad accogliere gli orfani di entrambi i genitori, o di padre e con la madre passata a seconde nozze, oppure non orfani abbandonati dai loro genitori e totalmente privi di mezzi di sostentamento “(…) per cui sarebbero costretti andar mendicando per le strade (…)”, della città e Provincia di Bergamo, in età compresa fra i sette e gli undici anni “(…) sani di corpo e di mente, e capaci d’apprendere qualche mestiere con cui guadagnarsi il proprio sostentamento, quando dovranno sortire dal Pio Luogo”.
cm 215x310
cc. 80
Foglio di apertura: “Tabella dietetica del giornaliero trattamento della famiglia dell’orfanotrofio dei Maschi”.
La tabella dietetica stabilisce e normalizza l’alimentazione di tutto l’organico dell’Istituto, dal Rettore agli alunni, non trascurando commesso, cuoco ed inservienti. I menù si presentano suddivisi e diversificati nei giorni della settimana, con una base alimentare comune caratterizzata da pane, vino, carne di manzo, carne di vitello, riso, verdura, farina di melgottone, sale. Il condimento destinato al rettore ed agli alunni erano burro, lardo ed olio d’oliva nei giorni di magro, mentre al personale venivano corrisposte unicamente razioni di lardo ed olio di oliva. La dieta degli alunni veniva integrata in alcuni giorni anche con dello stracchino, mentre il solo Rettore poteva beneficiare di frutta.
L’alimentazione degli ospiti malati consisteva in tre pasti giornalieri composti di brodo, pane in zuppa, uova, panata, minestra e carne di vitello cruda, somministrate in quantità e modalità adeguate alle infermità.
In occasione di feste e solennità ( Pasqua, Pentecoste, Natale, S. Girolamo, S. Carlo, Giovedì Grasso) a discrezione dell’economo, era possibile integrare i menù con una pietanza il cui valore, per ogni porzione, fosse corrispondente a 20 centesimi di lira.
(ASBg, Delegazione Provinciale, Beneficenza (1841-1859), b. 2157, fasc. 3) |

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SEZIONE II
TRA IL XIX E IL XX SECOLO: PRODUZIONE ALIMENTARE, COMMERCIO, MARCHI
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(15)
15/a
1906 marzo 14, Seriate
Richiesta, inoltrata alla Camera di Commercio di Bergamo, di contravvenzione da applicarsi ad esercenti che fanno uso improprio delle bottiglie del marchio Premiata Fabbrica di Birra Fratelli von Wunster di Seriate.
cm 22x28 |

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15/b
Marchio di Fabbrica dell’amaro Kinamar di Amedeo Panzeri di Bergamo, 1922.
cm 18x14 |
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15/c
Marchio di Fabbrica delle caramelle al miele prodotte dalla Ditta Fratelli Cristini di Urgnano, 1922.
cm 19x13 |
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15/d
Marchi di Fabbrica della Ditta Carlo Villa di Bergamo produttrice di liquori, 1925.
cm 13x13,5
cm 13x13,5
cm 10,55x15 |
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15/e
Marchio di Fabbrica della Premiata Farmacia Bonapace di S. Pellegrino, concessionario fra l’altro per la provincia bergamasca della Magnesia Idrata delle Terme di S. Pellegrino, 1927.
cm 14x9 |

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15/f
Marchio di Fabbrica della Ditta Ermanno Bonapace di S. Pellegrino, biscottificio, 1928.
cm 16x12 |
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15/g
Marchio di Fabbrica della ditta Oliva & Agazzi di Bergamo, produttrice di vini.
cm 11x21
(ASBg, Camera di Commercio, b. 236, fasc. “Domande iscrizione marchi”). |
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(16)
1911 luglio 11, Stuttgart
Richiesta inoltrata dalla ditta M. Ruckle di Stoccarda alla Camera di Commercio di Bergamo di informazioni circa la produzione di mele da sidro nelle vallate bergamasche per l’anno 1911, e di recapiti dei principali commercianti delle stesse. La risposta specifica che tale produzione risulta più abbondante per l’anno in corso che per il precedente, seppure di qualità non ottima, mentre specifica la necessità di rivolgersi direttamente ai sindaci delle comunità della valle per ottenere i recapiti dei maggiori produttori e mediatori commerciali.
cm 22x29
(ASBg, Camera di Commercio, b. 248). |

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(17)
1937 giugno 21, Barbata
Lettera di trasmissione con la quale il Consorzio rimette al Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa in Bergamo moduli compilati per la rilevazione statistica dei prezzi del latte per il bimestre aprile-maggio.
cm 22x28
(ASBg, Camera di Commercio, b. 608, cat. V, fasc. 8 “Consorzio Produttori Latte Barbata”). |

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(18)
1937 settembre 4, Barbata
Lettera di trasmissione con la quale l’Unione rimette al Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa in Bergamo moduli compilati per la rilevazione statistica dei prezzi del latte per il bimestre giugno-agosto.
cm 21x27
(ASBg, Camera di Commercio, b. 608, cat. V, fasc. 8 “Consorzio Produttori Latte Barbata”). |

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(19)
1937 gennaio 7, Vedeseta
Giovan Battista Locatelli, presidente del Consorzio Produttori Stracchino di Taleggio, in risposta al Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa, comunica la produzione del mese di ottobre ammontante a 2243,900 kilogrammi di stracchino.
cm 21x27
(ASBg, Camera di Commercio, b. 608, cat. V, fasc. 8 “Consorzio Produttori Stracchini”). |

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SEZIONE III
CATTEDRA AMBULANTE DI AGRICOLTURA
Le Cattedre Ambulanti di Agricoltura furono per quasi un secolo la più importante istituzione di istruzione agraria rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto degli elementi più aperti degli ambienti intellettuali.
In genere a promuovere le Cattedre Ambulanti di Agricoltura furono i Comizi Agrari, poi Consorzi Agrari. La materia fu regolamentata con decreto 6 dicembre 1928 n. 3433, ma con la successiva legge 13 giugno 1935 n. 1220, le Cattedre furono trasformate in Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura, cessando di essere emanazione delle iniziative locali e diventando uffici esecutivi del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste. Alla grande novità delle Cattedre Ambulanti si affiancò un grande sforzo di qualificazione degli insegnanti che diedero vita ad attività educative effettivamente itineranti, con iniziative diffuse sul territorio.
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(20)
20/a
1914 ottobre, Bergamo
Relazione del prof. Gorini, della Scuola Superiore di Milano, sul lavoro svolto dalla giuria del Concorso per la buona fabbricazione del formaggio “Branzi”, organizzato dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura di Bergamo per il 1914.
cm 21x28,5
cc. 4
Il formaggio Branzi era prodotto durante l’estate sugli alti pascoli della Val di Foppolo e Val di Carona e di altre valli limitrofe. Trasportato nelle casere di Branzi, stagionava per 40 o 50 giorni e veniva venduto in occasione della festa di S. Matteo il 21 settembre. Il mercato durava tre giorni durante i quali venivano vendute quasi 10.000 forme di formaggio.
Agli inizi del 1900 la Cattedra Ambulante di Agricoltura organizzava, in concomitanza con la fiera, una mostra annuale del formaggio. Lo scopo era di favorire il miglioramento qualitativo della produzione, individuando le forme migliori e premiando i casari più bravi. |

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20/b
1924 agosto 7, Bergamo
La Cattedra Ambulante di Agricoltura di Bergamo informa la Camera di Commercio di Bergamo sul Concorso provinciale a premi per la buona fabbricazione dello Sbrinz, bandito per l’autunno del 1924, con lo scopo di contribuire al miglioramento di un tipo di formaggio “[…] che purtroppo, in questi ultimi anni, ha perso molto di quelle caratteristiche che lo distinguono e che lo fanno meritatamente apprezzare”.
cm 22,5x28,5
cc. 2
Lo Sbrinz viene considerato il più antico formaggio europeo. Originariamente esso veniva prodotto solamente nella regione di Brienz (Svizzera) ma dal XVII secolo la sua reputazione uscì dai confini elvetici per raggiungere l’Italia: utilizzando il Passo del San Gottardo e il celeberrimo Ponte del Diavolo, i commercianti elvetici portavano nel paese limitrofo il formaggio da loro prodotto per acquistare riso e vino. |

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20/c
sd, sl, ma Bergamo (1926)
“Cattedra Ambulante di Agricoltura – Bergamo, Concorso a premi per la Buona Fabbricazione del Burro di Montagna, Clusone”, Gennaio 1926. Programma, Regolamento.
cm 7,5x25
cc. 2
Il Burro di Montagna viene prodotto artigianalmente negli alpeggi delle zone montane lombarde, si ottiene per zangolatura di crema di latte non pastorizzata, separata per affioramento spontaneo da latte crudo.
Per ottenere il burro, la crema deve essere violentemente sbattuta, il che consente di rompere i globuli di grasso e di amalgamarli, facendo fuoriuscire la parte residua di acqua.
Questo processo viene chiamato zangolatura. Le zangole, un tempo in legno, sono oggi costituite da recipienti in acciaio inox che ruotano sul proprio asse. |

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20/d
1922 settembre 3, Taleggio
Relazione della Giuria del primo Concorso Metodico organizzato dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura di Bergamo per la “[…] buona fabbricazione dello Stracchino di Taleggio […]”.
cm 22x28,5
cc. 3
Il Taleggio prende il nome dall’omonima valle situata nell’alta Bergamasca.
La produzione di questo formaggio nasce dall’esigenza degli abitanti della zona di conservare il latte eccedente il consumo diretto. Inizialmente il formaggio così prodotto veniva chiamato “stracchino”, nome che per secoli in Lombardia ha contraddistinto, più che un determinato formaggio, in generale tutti i formaggi molli a forma quadrata. Il termine deriva dall’espressione dialettale “stracch”, che significa stanco, e allude probabilmente alle condizioni delle mucche che giungevano in pianura dopo un lungo periodo estivo di permanenza in alpeggio.
(ASBg, Camera di Commercio di Bergamo, b. 431, fasc. 11) |

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SEZIONE IV
IL VENTENNIO: SFORZO PRODUTTIVO E INCENTIVAZIONE
Campagna granaria
Tra le iniziative del regime fascista cui venne data più risonanza, in tema di politica agricola, fu la cosiddetta Battaglia del grano, lanciata da Mussolini nel giugno del 1925 con l’obiettivo di incrementare la produzione del frumento.
La campagna aveva lo scopo di far raggiungere la completa autosufficienza dall’estero rispetto a questa fondamentale fonte alimentare per la nazione, nell’ambito della politica autarchica inaugurata dal regime.
I risultati della Battaglia del grano furono soddisfacenti; si ebbe un incremento notevole della produzione, che comportò la contrazione delle importazioni.
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(21)
1927 gennaio 2, Bergamo
La Commissione Provinciale per l’Incremento della Produzione Granaria scrive alla Camera di Commercio di Bergamo chiedendo un contributo per la Battaglia del grano per l’annata 1926-1927.
La Commissione sottolinea che i benefici già conseguiti da un maggiore incremento della produzione di frumento andranno a vantaggio non solo degli agricoltori ma di tutta la Nazione che sarà “[…] liberata dal servaggio straniero che ha finora assorbito dei miliardi che, d’ora in avanti, rimarranno in Paese con grande beneficio dell’Economia Nazionale”.
cm 22,5x28,5
cc. 2
(ASBg, Camera di Commercio di Bergamo, b. 246, fasc. 4) |

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(22)
1932 – X° luglio 6, Bergamo
Il Prefetto e Presidente del Consiglio e Ufficio Provinciale dell’Economia Corporativa di Bergamo informa i Podestà e Commissari prefettizi della Provincia circa la riunione tenutasi con i rappresentanti degli Enti Agrari della Provincia e i dirigenti degli Istituti di Credito locali sulle questioni riguardanti la campagna granaria.
Raccomanda altresì una efficace opera di propaganda e di persuasione fra gli agricoltori e i piccoli coltivatori affinché si avvalgano delle opportunità per essi predisposte a tutela dell’interesse dell’agricoltura bergamasca.
cm 22x28
cc. 2
(ASBg, Camera di Commercio di Bergamo, b. 596, fasc. 68 ) |

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(23)
23/a
1933 – XI° maggio 16, Bergamo
La Federazione Provinciale fascista degli Agricoltori scrive al Consiglio Provinciale dell’Agricoltura informando che sono state predisposte misure organizzative a difesa del mercato granario, prima fra tutte l’istituzione del Monte Granario Bergamasco che provvederà ad istituire magazzini per i depositi collettivi di frumento ed a trattare con gli Istituti di credito per concedere finanziamenti con la garanzia del frumento depositato da parte dei produttori.
Tale ammasso servirà a contrastare l’abbattimento del prezzo del grano voluto dalle Borse cereali a danno degli agricoltori. “Ciò che negli scorsi anni era stata lasciata alla libera attività individuale e si frazionava in numerose iniziative e organizzazioni di depositi e di sovvenzioni verrà invece con la prossima campagna granaria accentrato in nuovo organismo che guidi e offre maggiori garanzie di organicità, di funzionamento, regolarità di finanziamento e di più efficace e stretta disciplina alle direttive degli Organi superiori e del Governo Nazionale che tanto e si efficacemente opera per la difesa dei prezzi dei prodotti agricoli”.
cm 22,5x28,5 |

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23/b
Monte Granario Bergamasco, Norme Generali
cm 22,5x28,5
cc. 7 |
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23/c
1933 - XII dicembre 23, Bergamo
I Magazzini Generali Bergamaschi con sede in Bergamo scrivono al Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa assicurando che essi hanno in deposito solo frumento per “conto terzi” e pertanto non effettuano operazioni di vendita o di acquisto di alcun genere di cereali e quindi dichiarano di essere conformi alle disposizioni emanate dal Ministero dell’Agricoltura in materia di ammassi.
cm 22x28,5 |

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23/d
1933 – XII° dicembre 27, Bergamo
La Banca Mutua Popolare di Bergamo scrive al Presidente del Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa informando che l’Istituto ha provveduto a concedere il finanziamento ai produttori per il deposito del frumento per il tramite del Monte Granario Bergamasco, il solo autorizzato alla vendita del prodotto e a persuadere gli agricoltori, che ne avessero intenzione, a non vendere tutto il grano prodotto.
cm 22x28
(ASBg, Camera di Commercio di Bergamo, b. 596, fasc. 69) |

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(24)
1938 – XVI°ottobre 17, Bergamo
L’Ospedale Provinciale Psichiatrico di Bergamo scrive al Centro Ammasso Provinciale Grano di Bergamo chiedendo l’esonero dall’ammasso del frumento prodotto nell’azienda agricola manicomiale per essere destinato all’alimentazione dei ricoverati.
Il numero dei ricoverati è di 1250 persone.
cm 22x29
(ASBg, Camera di Commercio di Bergamo, b. 596, fasc. 74) |

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(25)
25/a
1931 – X° dicembre 22, Roma
Circolare del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste indirizzata al Presidente del Consiglio provinciale dell’Economia Corporativa relativa alla II Mostra Nazionale del grano che avrà luogo a Roma nell’ottobre del 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma.
Secondo il ministro Acerbo la mostra del 1932 dovrà essere la dimostrazione di tutto il progresso che l’agricoltura italiana ha conseguito nella coltivazione del frumento e in tutto il complesso produttivo dell’azienda agraria.
La Manifestazione dovrà avere carattere dimostrativo e documentario e anche finalità didattiche in quanto la rassegna dovrà sottolineare le mete raggiunte e mostrare quelle ulteriori da perseguire.
cm 19x27
cc. 2 |

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25/b
1932 – X° maggio, Roma
II Mostra Nazionale del Grano e I Mostra Nazionale delle Bonifiche – Decennale della Marcia su Roma.
Opuscolo a stampa
cm 20x26
cc. 19 |
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25/c
1932 – X° ottobre 7, Roma
La Commissione Provinciale per l’incremento della Produzione Granaria di Bergamo trasmette al Presidente della sezione Agricola – Forestale del Consiglio Provinciale dell’Economia di Bergamo la fotografia dello stand della Provincia di Bergamo alla II mostra Nazionale del Grano, inaugurata a Roma nell’ottobre del 1932.
cm 22x28,5 |

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25/d
Fotografia dello stand della Provincia di Bergamo alla II mostra Nazionale del Grano.
Stampa fotografica bianco e nero
cm 18x24
(ASBg, Camera di Commercio di Bergamo, b. 650, fasc. 8) |

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SEZIONE V
CAMPAGNA DI AIUTI INTERNAZIONALI DOPO IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE: DISTRIBUZIONE DI GENERI DI PRIMA NECESSITA’
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(26)
Amministrazione Aiuti Internazionali, campagna pubblicitaria per la distribuzione alimentare di generi di prima necessità.
cm 18x24
(ASBg, Fondo Prefettura, Uffici Amministrativi, AAI, b. 53, manifesto, raccolta fotografica anni ’60). |

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(27)
Amministrazione Aiuti Internazionali, campagna pubblicitaria per la distribuzione alimentare di generi di prima necessità.
cm
(ASBg, Fondo Prefettura, Uffici Amministrativi, AAI, b. 53, manifesto, raccolta fotografica anni ’60). |
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regesti a cura di Barbara Viviani e Maria Pacella, Archivio di Stato di Bergamo. |