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MOSTRA
“Nikolai
Ivanovic, la vostra lettera…”. (regesti a cura di Barbara Viviani, salvo dove diversamente indicato) Documenti Esposti ♦
ASBg, Archivio notarile, notaio Poletti Bortolo, filza 9663, atto n. 100
1-1/A 1795 marzo 10, Bergamo Polizze di divisione dei beni mobili siti nell’abitazione di Bergamo stipulata a favore di Giacomo e Francesco Maria Quarenghi in seguito alla morte di Orsola Maria Quarenghi vedova Giacomo Antonio loro madre, che la abitava. Paolo Mazzoleni in rappresentanza di Giacomo Quarenghi. Cm 20x29 cc. 6 2 1795 marzo 23, Bergamo Inventario dei mobili presenti nella proprietà di Rosciate compilato in seguito alla morte di Orsola Maria Quarenghi. Cm 20x29 cc. 2 3 1795 aprile 13, Bergamo Inventario dei beni mobili siti nell’abitazione di Capiatone in Rota Fuori, Val Imagna, di proprietà del fu Giacomo Antonio Quarenghi compilato in seguito alla morte di Orsola Maria Quarenghi. Cm 20x29 cc. 4 ♦ ASBg, Archivio notarile, Notaio Mapelli Luigi, Filza 9393, atto n. 199
Durante il regno di Caterina II copiose maestranze erano giunte dall’Italia per lavorare nei numerosi cantieri aperti a San Pietroburgo. Lo stesso Quarenghi, intrattenendo corrispondenza con gli amici bergamaschi, chiede loro di reclutare a Bergamo e Milano capi mastri ed artigiani capaci ed affidabili che potessero raggiungerlo in breve tempo a cui affidare l’esecuzione dei lavori, le cui strette consegne richiedevano celerità e ampia disponibilità. Il prestigio dell’incarico ricoperto e l’ampio credito di cui il Quarenghi godeva presso la corte imperiale, fecero probabilmente di lui un sicuro referente per molti di costoro che, lasciata la famiglia in Italia, necessitavano di assistenza nelle più svariate e quotidiane vicissitudini.
4 1795 aprile 8, Bergamo Le sorelle Annunziata e Maria Bassi di Bergamo revocano la procura data al fratello Angelo Francesco Bassi e nominano loro procuratore Giacomo Quarenghi, residente in San Pietroburgo, perché si occupi della corretta esecuzione delle disposizioni testamentarie di Giovanni Bassi loro fratello, depositate nella città russa di Veteke, e delle pratiche per la riscossione dell’eredità. Cm 20x29 cc. 2 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza. 9663, atto n. 226
Fiora Quarenghi sorella di Giacomo, alla quale questi aveva affidato i propri figli dopo la morte della moglie, muore nel 1794 dopo il loro arrivo a Bergamo.
5 1803 dicembre 9, Bergamo Vertenza fra i fratelli Giacomo e Francesco Maria Quarenghi circa le disposizioni testamentarie paterne relative alla dote della defunta Fiora del fu Giacomo Antonio loro sorella. Procuratore per Giacomo Quarenghi l’Avvocato Gian Paolo Mazzoleni. In calce all’atto trascrizione di parte di una lettera di Giacomo Quarenghi a Paolo Mazzoleni datata 7 ottobre 1803, nella quale dichiara che “ho sempre pregato li miei fratelli a farle communi le mie lettere mentre senza il suo consilio ho ordinato che non faccino nulla nelle cose che mi riguardano”. In calce all’atto trascrizione di parte di una lettera di Giacomo Quarenghi al fratello Anselmo datata 21 ottobre 1803, nella quale lo stesso aderisce alle disposizioni date dal testamento paterno circa l’eredità della defunta sorella auspicando che Anselmo possa assumere “quest’intrigo per servire un fratello che tanto v’ama e che vi (…) con quella delicatezza che conviensi in tale ogietto acciò l’armonia fraterna non sia interrotta e che la cosa riesca di ugual soddisfazione a tutti”. Cm 29x40 cc. 2 ♦ ASBg, Prefettura Dipartimento del Serio, busta 1169
Al civico n. 347 presente la famiglia Quarenghi. Nella descrizione del nucleo famigliare, mentre i componenti maschi vengono elencati analiticamente indicandone il nome, l’età e la professione (descrizione che comprende anche il personale di servizio maschile) le componenti femmine vengono indicate solo attraverso il computo complessivo del loro numero. Con Francesco Maria Quarenghi, di 62 anni “possidente e Dott. Magistrato” che nell’elenco compare per primo, ed il loro fratello Don Anselmo di anni 57 “ex monaco benedettino di Pontida pensionato”, vivevano i figli del fratello Giacomo: Federico di 13 anni e Giulio di 11 anni entrambi “figli di scuola”. Fra le 5 femmine erano probabilmente comprese anche Caterina e Romilda.
6 1804 maggio 31, Bergamo Elenco degli abitanti residenti nel comune di Bergamo, parrocchia di S. Cassiano. Cm 36x48 cc. 9 ♦ ASBg, Catasto austriaco mapp. 344 - 346
7 Casa di via S. Lorenzo n. 26, già civico n.ro 1580
Il 29 luglio 1769 il notaio Giacomo Antonio fu Francesco Quarenghi acquista dall'abate don Francesco fu Antonio Salvioni e da Giovanni Francesco fu Giovanni Maria Salvioni una casa in contrada di S. Lorenzo, appena fuori la porta turrita che si apriva nelle antichissime mura cittadine, che ancora corrono, appena a nord delle case della via Tassis, già contrada del seminario. “un corpo di case posto nella contrada maestra del Borgo S. Lorenzo di questa cittá consistente in diverse stanze sotterranee, terranee, et superiori et sin al cielo, con corte, pozzo in essa, ed orto contiguo al che tutto confina a mattina strada maestra di esso Borgo S. Lorenzo, a mezzo dí parte la casa del fu nobile signor dottor collegiato Lanfranco Donati, parte la piazzetta esistente tra detta casa Donati, et quella del nobile signor Giuseppe Pezzoli, et parte la strada coperta da un volto, quale è di raggione di detto signor Pezzoli, et appoggiato sopra un muro, che alias era mura vecchia della Cittá, a sera il nobile reverendo signor canonico Alessandro Adelasio, et a monte parte l'orto de nobili signori conti conte Trussardo, e Giampauolo fratelli de Conti di Calepio, et parte l'orto delle case di raggione de nobili signori Flaminio, e Giuseppe fratelli Marchesi, salvis etc”. Giacomo Antonio Quarenghi risiede in questa casa dall’estate del 1771 fino al 1787, anno della morte. Qui vengono ospitati dalla nonna Maria Orsola Rota quattro figli minori di Giacomo rientrati dalla Russia dopo la morte della madre Fortunata Mazzoleni (1793). Qui fa testamento e muore (1795) Maria Orsola, madre di Giacomo Quarenghi. Il 10 settembre 1802, anno primo della Repubblica Italiana, l’avvocato Francesco Maria e il figlio Luigi, con il consenso del rispettivo genero e cognato Giuseppe di Antonio Craudi, compensano quanto dovuto per la dote della figlia e sorella Maria cedendo loro la casa ereditata da Giacomo Antonio Quarenghi. L’edificio risulta oggi molto trasformato e non presenta più le tre botteghe aperte su strada documentate nelle antiche carte. (Gianmario Petrò) ♦ ASBg, Catasto austriaco mapp. 925-932
8Casa di via Donizetti n. 21 - via S. Giacomo, già civico n.ro 347
Il 26 settembre 1739, il notaio Giacomo Antonio di Francesco Quarenghi, padre di Giacomo, prende in subaffitto l’ultimo piano della casa, che appartiene allora a don Alonso Vignati, abitante a Lodi. Il contratto di affitto è rinnovalibile di anno in anno e qui la famiglia Quarenghi risiede poi nei decenni successivi. Il 14 agosto 1772 l’avvocato Francesco Maria Quarenghi, fratello di Giacomo, acquista da Gerolamo fu Alonso Vignati la casa, un cui cortiletto è lo slargo di una antica stradina detta l’Inferno che collega la via Donizetti con la via S. Giacomo. Il padre Giacomo Antonio nel frattempo si è trasferito nella contrada di S. Lorenzo, in una sua casa da lui acquistata nel 1769. Il 24 marzo 1789, Francesco Maria Quarenghi acquista una porzione della casa confinante compresa oggi tra i numeri civici 21 e 23. Il 28 dicembre 1789 Francesco Maria acquistava una contigua casetta in via S. Giacomo, e commissionava la ristrutturazione degli edifici a Giuseppe Rossi e a G. Antonio Lucchini. Nel 1795, alla morte di Maria Orsola Rota, madre di Giacomo, Francesco Maria ospitava in casa i nipoti minorenni figli di Giacomo. Nel corso del 1807 Francesco Maria Quarenghi muore; il 18 settembre 1809 il figlio Luigi, “onde soddisfare gli debiti lasciati dal detto suo signor Padre, ed anco gli proprij”, sottoscrive il contratto di vendita al signor Giovanni Lorenzo Brini fu Giuseppe “della casa medesima, e varij mobili in essa essistenti”. (Gian Mario Petrò) ♦ ASBg, Catasto austriaco mapp. 1052 e 194
8/A La casa del vicolo del Pozzo Bianco, già n.ro civico 454, ora via Porta Dipinta e il palazzetto dei conti Sottocasa in via Osmano, già n.ro civico 440 I figli di Giacomo, che nel luglio del 1808 abitano ancora nella casa di S. Cassiano, nell’aprile del 1809 risultano trasferiti in una casa d’affitto nella vicinia di S. Michele del pozzo bianco, nel vicolo detto appunto di S. Michele del pozzo bianco, dove li incontriamo in alcuni documenti rogati tra il 1809 e il 1811. Qui si sposano le figlie Romilda e Caterina. “In una sala posta sul primo piano delle case d'abitazione d'essa signora Romilda futura sposa, e di lei sorella signora Cattarina, e fratelli Federico e Giulio, e di raggione del signor Ottavio Nighersoli, posta in città al Pozzo Bianco al civico n.ro 454”. La casa, che oggi si affaccia sulla via Porta Dipinta e sul vicolo S. Andrea, era stata per secoli l’abitazione della famiglia Seminati originaria di Albano, e sul portone che si apre sul vicolo si può ancora leggere il loro stemma, anche se abraso. Qui viene ad abitare l’architetto Giacomo tra la fine del 1810 e il luglio del 1811. Sposatosi il 26 luglio 1811 con Maria Bianca figlia del conte Girolamo Sottocasa, i due sposi eleggono il loro domicilio nel vicino palazzetto dei Sottocasa in via Osmano, oggi Trussardi, venduto a questa famiglia nel 1784 dai conti Colleoni. Nell’autunno 1811 Giacomo con la sposa riparte per la Russia. (Gianmario Petrò) ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza. 9656, atto n. 27
In qualità di rappresentante dell’autorità Francese in Russia, il Console Generale di Francia aveva facoltà di certificare la publica fides del Notaio Imperiale. Federico Quarenghi nasce a S. Pietroburgo nel 1789. Secondo figlio in vita di Giacomo e della moglie Maria Fortunata dopo Teodolinda, nata a Roma nel 1776 ed educata in Italia presso il convento della Guastalla di Milano, e primogenito maschio in vita. Giunge in Italia con i fratelli e le sorelle nel marzo del 1794 dopo la morte della madre, affidato alle cure della zia paterna Fiora, dei parenti e degli amici a Bergamo.
9 1808 aprile 19, Bergamo Istromento di saldo della dote di Maria Mazzoleni in Quarenghi, sottoscritto dal di lei fratello avvocato Gian Paolo Mazzoleni, dalla moglie di questi Livia Bettoni e dal loro figlio avvocato Fortunato Mazzoleni; Federico Quarenghi figlio di Giacomo in qualità di procuratore del padre sottoscrive l’atto e confessa ricevuta di saldo. Cm 20x29 cc. 6
10 In allegato: “inserto B” 1807 ottobre 25, San Pietroburgo. Nomina da parte di Quarenghi del figlio Federico a proprio procuratore nelle pratiche relative al saldo della dote materna, alla vendita di alcuni beni di famiglia in Valle Imagna e all’investimento del ricavato in migliorie da apportare al patrimonio famigliare costituito da beni immobili. Firma autografa e sigillo aderente. Atto autenticato, in pari data, con apposizione del sigillo del Notariato, dal Notaio Imperiale Henry Kremprien, e certificazione della qualità di Notaio Imperiale del sopracitato da parte del Console Generale di Francia. Sigilli aderenti Cm 21x35 cc. 2 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza. 9656, atto n. 32
11 1808 luglio 15, Bergamo Vendita ad Antonio Passera di Zanica, da parte di Federico Quarenghi e Don Anselmo Quarenghi “ex monaco, ora sacerdote”, procuratori di Giacomo Quarenghi, di un pezzo di terra posto nel comune di Azzano. Cm 21x29 cc. 2
12 Allegato A 1808 febbraio 11, S. Pietroburgo Nomina da parte di Quarenghi del figlio Federico e del fratello Anselmo a suoi procuratori nelle pratiche relative alla compravendita di beni di famiglia ed alla gestione di beni mobili e immobili di sua proprietà. Firma autografa. Atto autenticato in pari data dal Notaio Imperiale Henry Kremprien, con convalida per mezzo dell’apposizione del Sigillo del Notariato, con ulteriore certificazione da parte del Console Generale di Francia a S. Pietroburgo della qualità di Notaio Imperiale del sopracitato. Sigillo aderente Cm 31x41 cc. 2 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza 9656, atto n. 77
13 1809 aprile 17, Bergamo Atto di rinuncia di Federico Quarenghi alla procura paterna datata 25 ottobre 1807, trovandosi “insufficiente, ed incapace a’ poter esaudire le incombenze addossatemi da mio Padre”. Cm 21x29 cc. 3
14 Allegato A 1809 aprile 17, Bergamo Dichiarazione di rinuncia della procura paterna per incapacità sottoscritta da Federico Quarenghi. In calce nota dell’avvenuta registrazione presso l’Ufficio del Registro (“Bergamo li 17 aprile 1809. Registrato alla sezione V foglio 224 n. 2912 e pagato il diritto in lire tre centesimi 84 come da bolletta n. 2912 d’oggi”) Cm 21x29 c. 1 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza. 9656, atto n. 145
15 1810 febbraio 24, Bergamo Contratto di Matrimonio fra Romilda Quarenghi di Giacomo e l’Avvocato Nicola Curtoni di Bergamo. Cm 21x29 cc. 4
16 Allegato A 1808 ottobre 6, San Pietroburgo Atto di nomina da parte di Quarenghi del figlio Federico e del fratello Anselmo a propri procuratori nelle pratiche relative al matrimonio della figlia Romilda con l’Avvocato Nicola Curtoni di Bergamo e definizione della dote assegnata alla figlia, con firma autografa. Atto autenticato dal Notaio Imperiale in S. Pietroburgo Henry Kremprien (1808 ottobre 6, S. Pietroburgo), con convalida per mezzo dell’apposizione del Sigillo del Notariato, e ulteriore attestazione (1809 ottobre 7/19, S. Pietroburgo) del Console Generale di Francia che certifica la qualità di Notaio Imperiale del sopraccitato. Sigillo aderente Cm 31x34 cc. 2
17 Allegato B 1808 ottobre 18, San Pietroburgo Atto di nomina da parte di Quarenghi della sorella Anselma a propria procuratrice generale. Segue l’atto di consenso concesso dal Quarenghi al matrimonio fra la figlia Romilda e l’Avvocato Nicola Curtoni di Bergamo. Firma autografa. Atto autenticato dal Console Generale di Francia che certifica la firma del Quarenghi. Sigillo aderente Cm 31x34 cc. 2
18 Allegato C/D 1810 febbraio 20, Bergamo Estratti di 2 lettere, datate 7 settembre 1809 e 19 ottobre 1809, del Quarenghi all’avvocato Nicola Curtoni, in copia conforme su carta bollata, autenticate dal notaio Poletti per mezzo dell’apposizione del suo segno di tabellionato. Cm 31x34 cc. 2 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza 9657, atto n. 251
19 1811 maggio 31, Bergamo Atto autografo di revoca ed annullamento della donazione compiuta da Giacomo Quarenghi a favore dei figli Caterina, Romilda, Federico e Giulio, in data primo marzo 1810 “cessato il motivo pel quale determinato si era (…) per avere le prime due collocate in matrimonio, e per avere altrimenti proveduto al sostentamento de secondi”. Cm 20x31 cc.4
20 Allegato come “Inserto unito al n. 251” 1810 marzo 1, Bergamo “Istromento di donazione fatta dal Cavalier Signor Giacomo Quarenghi di S. Pietroburgo, a sua figlia Signora Cattarina Quarenghi di Bergamo”. Copia autentica di prima edizione certificata dal notaio Poletti che appone il proprio Segno di Tabellionato Cm 20x31 cc. 28 legatura a spago ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza 9657, atto n. 270
Giacomo Quarenghi sposa in terze nozze Maria Bianca Sottocasa a Bergamo, nel luglio del 1811, poco prima del suo ritorno a S. Pietroburgo; aveva, a quella data, 67 anni. Fissa la propria dimora al 440 del luogo denominato Pozzo Bianco, probabilmente di proprietà della famiglia Sottocasa. Tornato in Russia con la moglie ha rapidamente modo di dirsi pentito della scelta fatta.
21 1811 luglio 13, Bergamo Contratto di matrimonio fra Giacomo Quarenghi e Maria Bianca Sottocasa. Il Quarenghi fissa la proprio domicilio e della moglie in Bergamo, luogo del Pozzo Bianco al civico 440. Cm 20x30 cc. 4
ASBg, Archivio Notarile, Giacomo Maisis, filza 9406, atto n. 33
22 1775 luglio 29, Bergamo Contratto di matrimonio fra Maria Mazzoleni di Fortunato della città di Bergamo e Giacomo Quarenghi “abitante nell’alma città di Roma”. Definita la dote della sposa. Cm 20x30 cc.3 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza 9663, atto n. 280
23 1804 maggio 10, S. Pietroburgo Nomina autografa scritta “di mano propria” da Giacomo Quarenghi dell’avvocato Francesco Maria Quarenghi di Bergamo, di lui fratello, a suo procuratore, con “facoltà amplissime di poterlo rappresentare” nello svolgimento delle pratiche inerenti la liquidazione della dote della defunta prima moglie Maria Fortunata Mazzoleni. Atto autenticato dal Notaio Imperiale Henry Kremprien, in pari data, con convalida per mezzo dell’apposizione del Sigillo del Notariato. Sigillo aderente Cm 21x32 c. 1 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza 9656, atto n. 37
Il Console generale dell’Imperatore d’Austria, nel datare la propria autenticazione, riporta la doppia data del calendario giuliano e del calendario gregoriano (30 aprile/12 maggio 1807) In quanto stato non belligerante l’Austria aveva, a questa data, personale diplomatico presso la corte imperiale la cui autorità era evidentemente riconosciuta anche in merito a questioni strettamente legate all’attività della cancelleria.
24 1807 aprile 30, S. Pietroburgo Nomina a “procuratore speciale” di Don Anselmo, ex monaco benedettino, operata da Giacomo Quarenghi suo fratello, con il compito di “ritirare dal Regio Monte Napoleone in Milano la Cartella d’iscrizione e rescrizioni precedenti dei crediti di mia spettanza verso li già Bianchi di Venezia, nonché ad esigere li relativi interessi decorsi”. Autografo. Atto autenticato dal Notaio Imperiale a S. Pietroburgo Henry Kremprien S. Pietroburgo 30 aprile 1807, con convalida per mezzo dell’apposizione del Sigillo del Notariato. Seguono autentica del Console Generale dell’ Imperatore d’Austria Giacinto Viazzoli S. Pietroburgo, sottoscrizione di un testimone e ulteriore autentica a firma E. Radaelli, che certificano la qualità di Notaio Imperiale del sopracitato. Quattro sigilli aderenti di cui uno del Cesareo Regio Consolato Austriaco. Cm 21x35 cc. 2 ♦ ASBg, Archivio notarile, Poletti Bortolo, filza 9657, atto n. 148 Giacomo Quarenghi contrasse fra il 1796 ed il 1806 un secondo matrimonio a S. Pietroburgo con Anna Caterina Konradi, una protestante luterana che non venne mai presentata alla famiglia in Italia. I vincoli legali sanciti da questo legame spiegano, probabilmente, la copia in lingua russa della donazione ai figli di primo letto e la solennità dei certificati accompagnatorii. Il principe Alexandre – Boris Kourakin nasce il 18 gennaio 1752 e muore a Weimar il 25 giugno 1818. Compagno di studi dell’arciduca Paolo poi Zar col titolo di Paolo I, viene nominato vice cancelliere da Alessandro I; dal 1806 al 1808 fu ambasciatore plenipotenziario a Vienna e come tale sottoscrisse il trattato di Tilsit nel giugno del 1807. In data 18 settembre 1809 ricopriva la carica di Ambasciatore straordinario e plenipotenziario di Russia a Parigi, ricoprendo inoltre l’incarico di Consigliere Privato di Prima Classe dell’Imperatore, membro del Consiglio di Stato, Senatore, Chancelier de tous les ordres de Russies, inoltre cavaliere di innumerevoli ordini. Mantenne questo incarico fino al 1812. Vittima dell’incendio scoppiato al ballo del principe Schwarzenberg, mori fra atroci sofferenze. Dopo la sconfitta dalle armate imperiali russe a Friedland il 14 giugno 1807, Alessandro I si vide costretto a firmare la pace con Napoleone siglata nel luglio dello stesso anno con i Trattati di Tilsit. Tuttavia, sebbene Alessandro avesse dovuto accettare che Napoleone ridisegnasse la mappa d’Europa, la Russia emerse quale potenza egemone di gran parte dell’Europa Orientale e quale unica grande potenza del continente accanto alla Francia.
25 1810 febbraio 18, Bergamo “Instromento di donazione del Kr. Sig. Giacomo Quarenghi dimorante a S. Pietroburgo fatto alli di lui figli domiciliati qui in Bergamo”. Istromento di donazione delle proprietà e dei beni mobili e immobili posseduti dal Quarenghi ai figli Caterina, Romilda, Federico e Giulio. Procuratore per Giacomo Quarenghi il nipote Avvocato Fortunato Mazzoleni. Cm 21x31 cc. 8
26 Allegato A 1808 novembre 14, San Pietroburgo Atto di donazione di Giacomo Quarenghi, autografo, delle sue proprietà ai figli Caterina, Romilda, Giulio e Federico, con nomina a suo procuratore del nipote avvocato Fortunato Mazzoleni. Atto redatto in italiano. All’elenco autografo dei testimoni segue una annotazione in russo; in calce all’atto annotazione del notaio Poletti che indica la registrazione presso l’Ufficio del Registro dell’atto stesso: “Bergamo li 26 febbraio 1810, registrato in libro della Sezione X n. 88 pagato il diritto in lire 84, come da bolletta n. 1361”. Legato ai successivi con filo serico Cm 20x35 cc. 2
26/A 1809, S. Pietroburgo Copia dell’atto precedente, in lingua russa, autenticata, munita di 2 sigilli aderenti di cui il secondo è il sigillo del Notariato Imperiale. Legato al precedente e al successivo con filo serico Due sigilli aderenti Cm 20x31 cc. 8 profilate in oro
26/B 1809 novembre 18, Parigi Dichiarazione in lingua francese, autografa, del principe Kourakin, ambasciatore plenipotenziario dello Zar a Parigi, che certifica l’autenticità dell’atto redatto da Quarenghi e la traduzione legale in lingua russa effettuata presso il Dipartimento degli Affari Esteri, munita di sigillo aderente cum filo serico. Segue certificazione, del Ministro degli Affari esteri del Regno d’Italia a Parigi Marescalchi, di autenticità della firma del Plenipotenziario principe Kourakin. Legato ai precedenti con filo serico Sigillo aderente cum filo serico Cm 20x31 cc. 2
27 Allegati B, C, D, E, F, H 1810 marzo 1, Bergamo Inventari delle proprietà menzionate. Cm 21x31 cc. 20
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