ARCHIVIO DI STATO DI MASSA


I fondi archivistici (prima parte)


    L'Archivio di Stato di Massa, divenuto Sezione di Archivio di Stato a seguito della legge del 22 dicembre 1939, per poi essere denominato di nuovo Archivio di Stato ai sensi del D.P.R. del 30 settembre 1963, n. 1409, conserva attualmente 41.170 unità tra volumi, registri, buste, filze, unitamente a 973 pergamene ed a 2.886 mappe e fogli di mappe.
    Cuore di questo patrimonio documentario è l'Archivio Ducale, o Segreto, che comprende, a sua volta, quello del Diplomatico (1204—1777). Quest'ultimo, costituito artificialmente dallo Sforza, è composto da 952 pergamene ricavate per buona parte dai registri notarili cui fungevano da coperta, e il rimanente dall'archivio Ducale, con quattro diverse provenienze: Archivio degli antichi Marchesi di Massa, Archivi dei Marchesi Malaspina di Fosdinovo, Pico e Cybo.
    Particolare interesse rivestono alcune pergamene tra cui quella del dicembre 1442 che contiene l'atto notarile rogato da Ser Giovanni di Antonio da Moncigoli con il quale i Marchesi Malaspina di Fosdinovo, tramite Antonio Alberico I, prima castellano della Rocca per conto della Repubblica di Firenze, poi signore di Massa, stipulò una convenzione con il popolo massese. I relativi capitoli furono letti solennemente nell'ambito del Consiglio pubblico radunatosi nella chiesa di S. Giacomo, ed in quella sede fu stabilito il patto fra Antonio Alberico ed i massesi, rappresentato dagli uomini di Balìa. Di particolare interesse risultano i numerosi privilegi imperiali tra i quali quelli concessi da Carlo V a Ricciarda Malaspina, marchesa di Massa e signora di Carrara, con i quali ottenne benefici per sé ed i suoi eredi (1533 e 1541).
    Così anche la raccolta degli Statuti, che comprendono 49 unità (1410—1774), realizzata per la maggior parte dallo Sforza sin dal primo anno della sua direzione, poi dal medesimo ampliata, nel 1892, con l'acquisto di 5 esemplari, cui infine, nel 1963, furono aggiunti ulteriori 6. Questi Statuti sono da riferirsi sia agli Stati di Massa e di Carrara che alle diverse comunità della Lunigiana del periodo preunitario.
    Nel corso del 1999, a seguito di restauro di atti degli archivi notarili di Massa, Carrara e Pontremoli, sono state rinvenute numerosissime pergamene e frammenti di esse, che fungevano da coperta di protocolli, filze e volumi. La loro individuazione ha permesso di restituire in parte testi liturgici preconciliari, quali antifonari, graduali, etc., testi musicali, risalenti al XII secolo, oltrechè frammenti del Talmud e della Halacha.
    Particolarmente interessante risulta l'Archivio Malaspina di Fosdinovo marchesi di Massa (1334—1556). Il nucleo iniziale dell'Archivio Ducale, conserva documentazione relativa alle vicende politiche della Lunigiana, sia anteriori al dominio dei marchesi stessi a Massa e a Carrara, che posteriori a quel periodo.
    Considerevole importanza storica rivestono, seppur conservate in copia, una lettera inviata da Macchiavelli, segretario della Repubblica, al marchese Antonio Alberico, per la secolare questione di confine fra Forno e Vinca (1499), ed altre di Giuliano de' Medici, indirizzate sempre al marchese di Massa il 31 gennaio 1512. Questa documentazione venne donata dal duca Francesco IV d'Este, duca di Massa, al brigadiere della guardia nobile.


Graduale. Proprio dei Santi (sec XIV).


    L'Archivio Cybo—Malaspina (1490—sec. XVIII), raccoglie importante documentazione relativa sia al governo degli stati di Massa e di Carrara, che alla famiglia Cybo Malaspina. Numerose sono le serie che formano questo prestigioso archivio di cui si segnala quella relativa ai Negozi dello Stato e della Casa (1553—1796) e del Carteggio Cybo (1552—1731).
    La prima conserva materiale documentario inerente sia al potere politico che a questioni puramente familiari mentre la seconda racchiude tutta la corrispondenza sia su copialettere che in minuta, inviata dai principi Cybo, poi duchi, a sovrani italiani, ma anche europei, unitamente a lettere originali indirizzate ai Cybo—Malaspina.
    Questa serie è di fondamentale importanza non solo per uno studio dell'evoluzione politica dei minuscoli Stati di Massa e di Carrara, ma anche dello sviluppo della situazione politica europea che copre un arco di tempo di quasi due secoli.
    Così pure i Rescritti e dispacci sovrani (1569—1800) sono indispensabili per una corretta lettura della politica del Ducato di Massa e Principato di Carrara durante il governo di Maria Teresa Cybo D'Este (1741—1790) e della di lei figlia Beatrice D'Este Asburgo (1790—1829, fatta eccezione per la parentesi napoleonica, le quali governavano, ma non risiedevano nel ducato, bensì rispettivamente a Modena e a Vienna.
    L'Appendice dell'Archivio Cybo—Malaspina (1450—1850) comprende altri archivi inerenti ai Malaspina e ai Cybo. Di particolare importanza risultano l'Archivio Cybo avanti il Principato (1450—1551) e l'Archivio del Cardinale Innocenzo Cybo (1447—1550) che conserva il carteggio del prelato, intercorso con lo Stato Pontificio nella persona di Leone X e Clemente VII, e con il collegio cardinalizio.
    Da segnalare per il suo prezioso contenuto, l'Archivio del Cardinale Alderano Cybo (1609—1700). Figlio di Carlo I Cybo Malaspina, avviato alla carriera ecclesiastica, Alderano era segretario di Stato di Innocenzo IX e, proprio per questo prestigioso e delicato incarico, nell'archivio sono conservate, unitamente alla documentazione puramente privata, lettere e memoriali al pontefice Paolo V e al cardinale Borghese.
    Prestigiosi risultano i corrispondenti del cardinale, quali Luigi XIV, Carlo I di Spagna, Carlo II , Carlo II Stewart, oltreché personalità politiche e culturali quali Colbert, Bossuet, Arnaud.
    Di notevole interesse risulta l'Archivio della Camera Ducale (1472—1860), poi Tribunale Camerale, per istituzione della marchesa Maria Teresa Cybo, che prevedeva l'amministrazione regolata delle rendite del principato e del patrimonio privato della duchessa con il compito di salvaguardare tali rendite. Non ripristinato con la restaurazione, il Tribunale Camerale venne sostituito da un Ministro camerale le cui prerogative sarebbero passate, nel 1836, alla Deputazione di Finanza e poi, nel 1849, all'Intendenza di Finanza.


Antifonario. Proprio del Tempo (sec XII).


    Particolarmente interessanti risultano i fondi archivistici inerenti al periodo napoleonico, nelle varie fasi della sua evoluzione politico-amministrativa.
    Massa, a seguito dell'occupazione da parte delle truppe francesi verificatasi il 30 giugno 1796, fu annessa alla Repubblica Cispadana divenendo capoluogo del Dipartimento di Luni. Con la fusione della Repubblica Cispadana con quella Cisalpina, Massa divenne capoluogo del Dipartimento delle Alpi Apuane, il cui archivio comprende documentazione prodotta nel periodo agosto 1797 — dicembre 1798.
    A questo gruppo di carte fa seguito l'Archivio del Commissario esecutivo nel Dipartimento delle Alpi Apuane (1797—1798).
    Dopo la breve parentesi della Imperiale e reale Provvisoria Reggenza di Massa Carrara (28 luglio 1799 — 20 luglio 1800), i Francesi rioccuparono la Lunigiana ripristinando il precedente ordinamento, come previsto dalla Repubblica Cisalpina, che si concretò nella figura del Commissario aggiunto di Governo per le Alpi Apuane (1800—1802), per poi passare alle dipendenze del Dipartimento del Crostolo, come Distretto di Massa — Carrara, a seguito della legge 26 maggio 1802, che prevedeva un Viceprefetto (1802 — 1805), quale capo del distretto stesso durante il Regno Italico.
    A seguito di decreto imperiale del 30 marzo 1806, la Lunigiana e la Garfagnana furono assorbite dal Principato di Lucca e Piombino, retto da Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte (1806 — 1814).
    Il territorio fu diviso in tre Prefetture: Lucca, Massa e Castelnuovo Garfagnana; più tardi, nel 1808, Massa da Prefettura venne declassata a Viceprefettura e, nel 1810, divenne Suddelegazione.
    Di questo importante fondo è d'obbligo segnalare unitamente ai rispettivi archivi del Prefetto, Viceprefetto e Suddelegato, che rispecchiano l'attività politica e socio—economica del governo, la Miscellanea di carte relative all'Amministrazione francese (1797—1819) dove si conserva documentazione relativa all'Accademia di Belle Arti di Carrara, a cui la principessa Elisa diede impulso e vitalità, ed alla controversa e complessa vicenda delle Vicinanze di Carrara, una realtà dell'organizzazione amministrativa del territorio carrarese risalente al medioevo, che vide la sua abolizione nel 1812, ad opera della Baciocchi.
    Con la sconfitta e l'esilio di Napoleone, a seguito del Congresso di Vienna e relativo trattato, il Ducato di Massa ed il Principato di Carrara ritornarono in possesso di Maria Beatrice d'Este, che li governò sino al 1829, anno della sua morte.
    Di questo periodo, è conservato il materiale archivistico prodotto dalla Delegazione governativa provvisoria degli Stati di Massa e di Carrara (1814—1815), rappresentata dal conte Ceccopieri. Abolita la medesima dalla duchessa con legge del dicembre 1815, furono attribuiti ad un Governatore ducale coadiuvato da un Consultore di governo e da un Ministro Camerale, i poteri di governo. Il relativo archivio comprende tutta la documentazione prodotta amministrativamente in quel periodo.
    Nel 1829, con la morte di Maria Beatrice d'Este, i due staterelli di Massa e Carrara divennero dipendenti del Ducato di Modena, il cui sovrano Francesco IV era figlio ed erede legittimo di Maria Beatrice.
    Gli ex feudi imperiali Lunigianesi furono riuniti nella Provincia della Lunigiana Estense nel 1816, come si evince dal relativo archivio (1816 — 1846); più tardi, nell'aprile del 1840, i territori lunigianesi furono annessi agli Stati di Massa e di Carrara, guidati da un governatore ducale (1840—1848).
    Degno di nota risulta anche l'archivio del Governo Provvisorio di Massa Carrara (12 marzo — 20 maggio 1840), poi Delegazione della Provincia di Massa e Carrara e del Governo toscano, sia pur di brevissima durata (20 maggio 1848 — aprile 1849).
    Con il ripristino del governo estense , venne introdotto un Delegato del Ministero dell'Interno di Massa, Carrara e Lunigiana, il cui archivio conserva documentazione inerente a tutta la vita amministrativa della delegazione dal 1849 al 1859, anno della cacciata degli Estensi.



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