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ARCHIVIO DI STATO DI MASSA
La sede
La sede originaria dell'Archivio di Stato, al momento della sua
istituzione ed apertura al pubblico nel 1887, si componeva di cinque sale ubicate al
primo piano di Palazzo Ducale.
Negli anni successivi furono assegnate all'Istituto altre stanze,
adibite a depositi. Seguirono vari spostamenti, con soluzioni provvisorie e provvedimenti
di ripiego.
Nel 1934 venne addirittura istituita fuori del palazzo, in uno
stabile privato preso in affitto dall'Amministrazione provinciale, una sezione
distaccata di sei vani, con oltre 260 metri di scaffalatura. In conseguenza di
ciò, i locali archivistici che alla fine del 1931 erano ventitre, raggiunsero
il numero di trentaquattro, in maggioranza concentrati al secondo ed ultimo piano
dell'edificio.
Malgrado ciò essi finirono per dimostrarsi insufficienti.
Costruiti per altro impiego ed adattati per ragioni di necessità a sede di
Archivio di Stato, non presentavano né la possibilità di una razionale
disposizione e neppure la sicurezza richiesta dalla pesantissima mole della
documentazione conservata che costituiva, secondo i tecnici, un serio pericolo per
la stabilità del palazzo stesso.
Palazzo Ducale, antica sede dell'Archivio
Tale situazione di estrema precarietà fu evidenziata fin
dal 1931, quando alla direzione dell'Archivio fu nominato Gaetano Pappaianni. Questi
pose subito in rilievo la necessità di provvedere ad una sede più adatta
per l'Istituto da lui diretto.
Nel 1932 accordi concreti e risolutivi in proposito vennero presi
tra l'Amministrazione provinciale e la direzione dell'Archivio di Stato. L'ingegner
Aldo Pellegrini, capo dell'Ufficio Tecnico Provinciale, predispose l'elaborazione
del progetto del nuovo edificio archivistico che fu approvato dal Rettorato provinciale
nella seduta del 16 gennaio 1936, tenendo fede al solenne impegno assunto nel 1887
dal Consiglio Provinciale di Massa e Carrara "di assumere l'obbligo permanente
della sede e dei servizi per l'Archivio di Stato".
Dapprima l'opera progettata doveva sorgere in via Marina, più
o meno dove poi è stata costruita l'ex caserma dei Vigili del fuoco. Il progetto
si concretizzò infine con la costruzione dell'Archivio in una località
più adatta ed opportuna, nell'attuale via Giovanni Sforza. I lavori ebbero
inizio il 21 febbraio 1940, con un preventivo di spesa di quasi due milioni di lire
dell'epoca.
Progetto (attuato) di costruzione della sede dell'Archivio (1940)
L'edificio fu costituito da due corpi ed ali laterali a tre piani
e da un padiglione centrale ad un piano. L'ossatura muraria era composta in generale
da muratura in pietrame listata con laterizi, muratura a mattoni con malta di
agglomerante cementizio e da pilastri in cemento armato. Il prosieguo dei lavori
venne rallentato dall'entrata in guerra dell'Italia, ma essi continuarono, pur tra
mille difficoltà, e terminarono circa tre anni dopo.
Essendo pronta anche la scaffalatura destinata ad accogliere
le carte che sarebbero state collocate secondo il nuovo sistema "a magazzino",
nell'aprile del 1943 iniziò il trasferimento dell'Archivio di Stato nella
nuova sede, ultimato nel settembre dello stesso anno, sotto la continua minaccia
dei bombardamenti.
Il materiale archivistico fortunatamente non subì alcun
danno a causa delle azioni belliche.Gli atti più pregevoli, rinchiusi in
oltre 100 casse, furono ricoverati a suo tempo nei locali seminterrati della sede.
L'edificio invece fu ripetutamente colpito e danneggiato dalle incursioni aeree.
Dal settembre 1944 al maggio 1945 l'Archivio rimase chiuso in
seguito all'evacuazione della città di Massa. Nell'immediato dopoguerra si
provvide alla riparazione e ristrutturazione dello stabile. Così la ripristinata
sede, trasformata nel suo aspetto esteriore ed anche internamente, venne ad occupare
una superficie di 1.150 metri quadri, comprendendo, tra il corpo centrale e le due
ali rialzate, ben trentasei vani. Tale aspetto ha conservato fino all'ultima
ristrutturazione del 1985 che ha contribuito, attraverso ulteriori modifiche, a dare
al fabbricato l'immagine prospettica e le valenze architettoniche che ancora oggi
conserva.
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