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Antichi regimi

La documentazione relativa ai tre secoli ( 1050-1294 ) in cui si ebbe il governo dei marchesi d'Este è andata perduta. Alcune notizie sulla casa d'Este e sui beni si trovano, sia pure in copia posteriore, nell'archivio della magnifica comunità, ora presso il locale comune. Altre notizie, sia pure indirette, si possono ricavare dall'archivio segreto estense e dall'Archivio camerale, ambedue conservati presso l'AS di Modena ( vedi Guida II, pp. 1003-1023 ). Anche del periodo in cui Este, caduta la signoria estense, passava dapprima sotto il dominio del comune di Padova ( 1294-1318 ), successivamente sotto quello degli Scaligeri ( 1320-1338 ) e infine, sia pure con alterne vicende, sotto quello della signoria padovana dei Carraresi ( 1339-1405 ), non rimane alcuna traccia documentaria diretta nell'archivio del comune. Per quanto riguarda invece la condizione di Este durante il periodo della dominazione veneziana ( 1405-1797 ), vasta documentazione, sia pure non priva di lacune, i trova nel già ricordato archivio della comunità. Fondamentale è la carta di privilegio rilasciata dal doge Michele Steno nel 1405 e più volte riconfermata nei secoli successivi. Da essa derivò per Este, oltre al rispetto dei suoi statuti comunali, ampia autonomia civile e criminale e una mite imposizione fiscale. Este in tale periodo fu governata da un rettore, patrizio veneto governato dalla serenissima, che, oltre al titolo di podestà, come in passato, aveva, anche per concessione del maggior consiglio, il titolo di capitanio. Il rettore univa pertanto ad una piena giurisdizione di primo grado, in materia civile e criminale, anche il potere militare. Il rettore era affiancato da deputati, prescelti annualmente dal consiglio comunale che, oltre a presiedere, unitamente ai provveditori, all'annona, agli approvvigionamenti, ai pesi e alle misure, giudicavano in prima istanza su tali materie. Vi erano poi i tre consoli, uno per terziere della città, che presiedevano alle pubbliche fabbriche, i tre provveditori alla sanità, i presidenti dei luoghi pii, i conservatori preposti al monte di pietà ed altre cariche minori.

Podestà, mazzi e bb. 451 ( sec. XV-1817 ).

La sua giurisdizione in materia civile era molto ampia: si spingeva infatti fino a giudicare, sia pure in prima istanza, di reati capitali.

Costituiscono, per ora, un'appendice di tale archivio alcune buste relative agli organi che subentrano nell'attività giudiziaria del podestà durante il periodo 1798-1817.

 

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