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L’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio
di Stato di Udine nel 1955 fu preceduta e seguita da un intenso
lavoro di recupero e trasferimento di archivi di particolare
valore, fino a quel momento depositati presso altri istituti.
Da Venezia arrivarono gli atti dello Stato Civile Napoleonico,
della Contea di Belgrado e dei Monasteri soppressi; da Trieste
gli atti del Patriarcato di Aquileia, dell’Imperiale
Regia Delegazione, le Liste di leva e i Ruoli matricolari;
dalla Biblioteca Civica di Udine un consistente numero di
archivi familiari, una parte dell’archivio del Comune
di Udine, l’archivio delle Corporazioni Religiose Soppresse,
quello della Confraternita dei Calzolai e i Libri delle notifiche;
infine dall’Archivio notarile di Udine gli atti dei
notai friulani dalla metà del Duecento alla metà
dell’Ottocento, gli atti del Collegio dei notai e gli
atti dei tribunali feudali del periodo veneto.
Oggi trovano collocazione nel nostro Istituto
circa 170 fondi tra archivi di uffici statali, di enti pubblici,
di privati e di persone.
Per consentire l’accesso alla documentazione
sono a disposizione degli utenti di sala studio specifici
strumenti di corredo: inventari cartacei, schedari, indici,
repertori. E' a disposizione anche la banca dati CLIO per conoscere,
attraverso sintetiche schede descrittive, ogni complesso documentario
e consultare gli strumenti di corredo del passato e contemporanei
riprodotti in immagine digitale o su supporto informatico.
Sul WEB è inoltre presente la banca dati SIAS
creata dall’Istituto Centrale per gli Archivi. Costituisce
un panorama esaustivo e in continuo aggiornamento sulla consistenza
qualitativa e quantitativa del patrimonio conservato nel nostro
Archivio e in tutti gli Archivi di Stato italiani, del relativo
stato di ordinamento e inventariazione.
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