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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI ARCHIVI SISTEMA
ARCHIVISTICO NAZIONALE |
SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LA
LIGURIA
L'alluvione in Liguria
I DANNI AGLI ARCHIVI
Nell’autunno 2011, nell’arco di dieci giorni, la Liguria è stata colpita da due alluvioni: la prima, il 25 ottobre, nel Levante, la seconda, il 4 novembre, a Genova. Calamità di questo tipo, devastanti per persone e cose, sono estremamente dannose, anche per gli archivi: l’umidità favorisce lo sviluppo di muffe e batteri, le carte imbevute si compattano, gli inchiostri si sciolgono, le camicie dei fascicoli rilasciano colore, graffette e fermagli arrugginiscono e macchiano, il fango sporca e inquina...
Complessivamente - e si tratta di una stima per difetto - sono state sommersi dall'acqua e dal fango oltre 1.400 metri lineari di documentazione. La valutazione dei danni effettivi non è stata immediata, sia perché la Soprintendenza ha in servizio un solo archivista, sia perché alcuni enti non hanno dato comunicazione di quanto avvenuto ai loro archivi, e le segnalazioni sono giunte da altre fonti.
Dal momento che gli archivi sono parte del nostro patrimonio culturale, può essere importante farsi un'idea di quanto è successo, di quanto si è fatto, di quello che si sta continuando a fare, e di quello che, forse, non si riuscirà a salvare.
Ecco la situazione dell'archivio di deposito di Sarzana, invaso da oltre un metro d'acqua per l'esondazione del Magra il 25 ottobre:
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L'archivio di deposito di Sarzana era stato allestito e organizzato da un archivista, Riccardo Barotti, che opportunamente aveva collocato nei ripiani più bassi documentazione destinata allo scarto, o pubblicazioni. Il danno per l'archivio, quindi, è stato ridotto...
Nel Levante ligure l'archivio più danneggiato è stato quello del Comune di Borghetto Vara, dove l’archivio di deposito, contenente circa 130 metri lineari di documenti, è stato travolto dall’ondata di piena che ha asportato e disperso irrimediabilmente quasi metà della documentazione.
La valutazione della documentazione superstite, il recupero di quanto è opportuno conservare, lo scarto del materiale irrecuperabile o da non destinare alla conservazione permanente, la ricognizione generale per quantificare le perdite subite sono stati affidati ad una cooperativa di archivisti della zona.
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A Genova sono stati gravemente colpiti gli archivi di due istituti scolastici, di alcuni uffici dell'ASL 3 Genovese, e due locali utilizzati come archivio di deposito dal Comune di Genova, oltre a magazzini comunali dove era conservata documentazione del Museo Biblioteca dell'Attore..
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La Soprintendenza non è stata immediatamente coinvolta in alcuni dei primi interventi successivi al disastro, e non sono state fornite indicazioni corrette a chi materialmente ripuliva i depositi dall'acqua e dal fango.
Solo l'11 novembre, dopo una segnalazione da parte di uno degli “angeli del fango”, la Soprintendenza ha potuto constatare i danni riportati dal patrimonio archivistico conservato di via Oristano (oltre 550 metri lineari alluvionati), ed ha verificato che una notevole quantità di documentazione - asciutta - era stata gettata tra i rifiuti.
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Sono state immediatamente bloccate le operazioni in corso, e il soprintendente, insieme all'unico archivista in servizio, hanno provveduto a recuperare quanto possibile dallo scarrabile della nettezza urbana, e hanno poi riaffidato la documentazione all'ente proprietario.
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Per ricoverare e trattare parte della documentazione alluvionata, il Comando Militare Esercito "Liguria" ha permesso alla Soprintendenza Archivistica di utilizzare, all'interno di una caserma non più operativa, ampi spazi dell'ex mensa e una cella frigorifera, dove è possibile congelare il materiale troppo danneggiato per essere asciugato manualmente.
I manifesti, appartenenti al Museo Biblioteca dell'Attore, vengono stesi e fatti asciugare all'aria. I registri, separati e distesi orizzontalmente, sono interfoliati con carta asciutta.
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Tuttavia, per quanto l'esiguo personale della Soprintendenza si adoperi per intervenire con la massima celerità possibile, è tale la mole di documentazione alluvionata che si cerca di recuperare (solo il materiale del Comune ammonta a circa 1.500 faldoni) che, con le risorse attualmente a disposizione, non si può sperare di riuscire a salvare tutto.
Ecco alcuni esempi di degrado in atto (fotografie scattate il 24 novembre 2011 a documentazione presente in via Oristano)..
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... Ci si augura di avere presto immagini più rassicuranti da pubblicare. Ma il tempo vola, le muffe seguitano a svilupparsi, e continua ad non esserci attenzione sugli archivi e sul loro destino...