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MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI |
SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LA LOMBARDIA
La vigilanza si sostanzia nelle seguenti attività:
L'attività
della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia consiste nella vigilanza
sugli archivi di tutti gli enti pubblici e su quelli privati che siano
giudicati di interesse storico, presenti nella regione di competenza; tale
vigilanza si esplica attraverso una attività di tutela e di valorizzazione
degli archivi medesimi, mediante l'accertamento delle loro condizioni di
conservazione e l'organizzazione del loro ordinamento in modo da garantirne la
consultazione agli studiosi.
L'attività della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia è
articolata in settori di competenza
secondo il seguente schema:
1. Concessione del nulla osta allo
scarto di documentazione considerata di inutile conservazione. Tale nulla osta,
concesso agli enti pubblici, presuppone da parte di questi ultimi l'invio alla
Soprintendenza Archivistica dell'elenco dei documenti che si propongono per lo
scarto. Per i Comuni, le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere sono
disponibili appositi massimari di
conservazione e scarto di documentazione;
2. Vigilanza sulle modalità di
riordino ed inventariazione degli archivi pubblici e privati ed approvazione
delle professionalità che eseguono gli interventi;
3. Accertamento dell'esistenza di
archivi privati di notevole interesse storico e proposte per la relativa
dichiarazione di notevole interesse storico. I privati proprietari e/o
detentori, in caso di cambiamento di sede dei loro archivi per motivi
personali, devono darne notizia alla Soprintendenza Archivistica;
4. Predisposizione delle procedure
di deposito volontario di archivi e documenti da parte dei privati e degli enti
pubblici negli Archivi di Stato competenti, nonché di donazione da parte dei
privati;
5. Vigilanza sul commercio di
archivi e/o singoli documenti di comprovato valore storico. Tale attività si
esplica attraverso il controllo dei cataloghi delle librerie antiquarie, delle
case d'asta e più in generale attraverso contatti e rapporti con i privati
proprietari e, in caso di comprovato valore storico della documentazione, può
concludersi con:
5.1. l'esercizio del diritto di
prelazione a favore dello Stato, previsto dalla normativa vigente nel caso di
passaggio di proprietà tra privati;
5.2. la trattativa diretta per
l'acquisto a favore dell'Amministrazione Archivistica;
5.3. la dichiarazione di notevole
interesse storico nel caso di archivi e/o documenti che rimangano
di proprietà privata;
6. Rilascio di autorizzazione
preventiva al trasferimento ed all'esposizione temporanea di documenti in
occasione di mostre e manifestazioni culturali all'interno del territorio
nazionale nonché all'estero. Tale autorizzazione è necessaria sia per documenti
facenti parte di archivi di enti pubblici, sia per documenti provenienti da
archivi privati dichiarati di notevole interesse storico. In ogni caso anche
documenti appartenenti ad archivi non ancora dichiarati di notevole interesse
storico devono ottenere la suddetta autorizzazione preventiva prima di uscire
dal territorio nazionale;
7. Recupero di documenti soggetti
a regime di pubblico demanio, temporaneamente fuori dalla loro sede
storica;
8. Esportazione di documenti
all’estero;
9. Collaudo di interventi di
restauro;
10. Adozione di misure urgenti di
salvataggio e recupero, in caso di calamità naturali che abbiano provocato
danni al patrimonio archivistico vigilato;
11. Rilascio di autorizzazione
all’utilizzo di software riguardanti il protocollo informatizzato che, di
norma, vengono preceduti da un sopralluogo in loco per verificare le esatte
disposizioni impartite dal DPR 445/2000;
12. Rilascio
di idoneità di locali che vengono
utilizzati come archivi di depositi; anche
in questo caso l’autorizzazione è preceduta da un sopralluogo per
verificare le disposizioni impartite dalla Soprintendenza Archivistica;
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