* MINISTERO PER I BENI  E LE ATTIVITA' CULTURALI
SISTEMA ARCHIVISTICO NAZIONALE

SOPRINTENDENZA
Archivistica per il Lazio



Gli archivi dell'agricoltura di Roma e del Lazio
e-mail: sa-laz@beniculturali.it

Gli archivi dell'agricoltura del territorio di Roma e del Lazio. Fonti per la storia agraria del paese (file pdf)
 

Il Servizio competente sugli archivi dell'agricoltura del territorio di Roma e del Lazio è stato costituito presso la Soprintendenza archivistica del Lazio a partire dall'anno 1990. Qui si traccia un quadro sintetico delle attività di vigilanza e d'inventariazione svolte dal Servizio, cui sono da aggiungersi anche le iniziative svolte riguardo alle pubblicazioni edite e a quelle convegnistiche.

 

Introduzione

Gli archivi dell’agricoltura di Roma e del Lazio rappresentano un complesso di archivi di assai notevole importanza sia per l’interesse storico costituito, che per le dimensioni quantitative dei loro materiali, il cui ammontare globale risulta assommare, nell’insieme, a diverse decine (circa 50) chilometri di scaffalature, riguardo agli spazi di contenimento.
Rispetto ad altre parti d’Italia, gli archivi dell’agricoltura di Roma e del Lazio rivestono significati speciali: a Roma hanno sede, infatti, alcuni dei principali organismi del settore agricolo di livello e portata anche nazionale e altre istituzioni, soprattutto della ricerca nell’agricoltura, operanti nell’intero Paese, oltre, evidentemente, agli enti e agli organismi di carattere solo regionale.
A Roma si trovano ubicati in particolare gli uffici centrali delle più importanti associazioni dei produttori agricoli italiani: della Confederazione generale dell’agricoltura italiana-Confagricoltura (associazione storica degli imprenditori agricoli nazionali); della Confederazione nazionale dei coltivatori diretti-Coldiretti (l’associazione che è stata, sino a pochi anni fa, anche la maggiore organizzazione di massa, per il numero degli iscritti, di tutta Italia); della Cia-Confederazione italiana agricoltori e alcuni significativi organismi della ricerca della intera nostra agricoltura, come l’Inea-Istituto nazionale di economia agraria o i principali organismi della sperimentazione agricola di tutto il Paese. Infine vi operano pure diversi altri enti di carattere generale, impegnati nello sviluppo dell’agricoltura o nel settore zootecnico, come l’Ismea–ex Cassa per la formazione delle proprietà contadina o l’Unire e l’Enci, per quanto concerne il comparto ippico.
Dato il fatto che il settore agricolo è stato, anche sino a buona parte del 1900, quello prevalente nell’economia nazionale, per il prodotto lordo complessivo e il numero degli addetti, gli archivi dell’agricoltura del Lazio – che riguardano, nella cronologia trattata, soprattutto il XX secolo (secolo anche della grande esplosione documentale e cartacea: della proliferation de la paperesse, come è stato osservato in Francia) -, risultano caratterizzati da masse documentarie veramente imponenti e si contraddistinguono con volumi delle scaffalature di contenimento non distanti, in metri lineari, per l’intera loro consistenza, addirittura rispetto a quelli di alcuni grandi Archivi di Stato italiani.
Nei confronti di questo complesso di fondi il Servizio della Soprintendenza archivistica per il Lazio ha operato con diverse iniziative e in varie direzioni.


Censimento degli Archivi dei Consorzi di bonifica del Lazio


Dopo una prima ricognizione, conclusasi attorno all’anno 1995, di recente è stato condotto un nuovo censimento approfondito sugli archivi dei Consorzi di bonifica del Lazio; un settore di fonti di particolare interesse senza dubbio in un territorio come il Lazio, caratterizzato dagli assai vasti risamenti dell’ambiente, che sono stati compiuti, in questa regione, dagli enti incaricati della bonifica. Sono state redatte delle schede per ciascuno dei dieci Consorzi di bonifica tuttora operanti, ricostruendone i profili storici e indicando soprattutto le consistenze e le serie principali dei loro archivi, ammontanti a un totale di 35.000 pezzi per l’intero settore della bonifica del Lazio.
I consorzi sono i seguenti:
Consorzio di Bonifica del Tevere e Agro Romano
Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare
Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino
Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni
Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca
Consorzio di Bonifica della Val di Paglia Superiore
Consorzio della Bonifica Reatina
Consorzio di Bonifica della Valle del Liri
Consorzio di Bonifica della Conca di Sora
Consorzio di Bonifica di Fondi e Monte S. Biagio

Il censimento, realizzato a livello informatico con i programmi Access e Word, è consultabile presso la S A.


Inventari già compiutii o in corso di realizzazione

Archivi di Arsial

Gli archivi di Arsial–Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio, con sede a Roma, sono costituiti da un insieme di fondi di rilevante interesse documentario e storico, che si sono stratificati a partire dal primo nucleo di questi archivi, ch’è rappresentato dall’archivio dell’ex Ente Maremma, l’organismo che fu l’autore della riforma fondiaria attuata nel territorio già latifondistico della Maremma tosco-laziale dopo il 1951; per proseguire (estendendosi con una lunghezza di circa 3 km. in metri lineari, per lo sviluppo delle scaffalature) nella documentazione degli altri due enti, che sono subentrati in seguito all’originario ente di riforma. Ovvero l’Ersal, Ente regionale di sviluppo agricolo del Lazio, operante dal 1976 nel solo Lazio e adesso Arsial, l’Agenzia odierna, istituita nel 1996.
L’inventariazione degli archivi di Arsial – che è stata compiuta sulla base d’interventi programmati nell’anno 2000 e conclusi alla fine del 2001 - ha riguardato sia l’Archivio storico che quello di deposito, comprendendo un tempo che va dalla fine degli anni 1930 sino all’anno 1996. L’Archivio storico di Arsial prende inizio infatti da alcuni materiali documentari già dell’originaria Gestione Studi bonifiche Albania, poi Ente per le bonifiche albanesi (di cui l’Ente per la colonizzazione per la Maremma tosco-laziale e del territorio del Fucino, istituito nel 1951, ereditò alcune strutture), con documenti che hanno inizio dall’anno 1939, per proseguire colla riforma agraria vera e propria, decollata nel 1951 e terminare con l’anno 1966.
La schedatura dell’Archivio Storico ha riguardato 15.000 pezzi, mentre altre 25.000 unità circa sono costitutive dell’archivio di deposito, dall’anno 1967 in poi.
L’Inventario degli archivi di Arsial, realizzato con un programma informatico specifico, è raccolto su un cd che contiene quindi circa 40.000 records, susseguentisi sulla base di una scheda informatica comune. Questa riporta le indicazioni essenziali per ogni unità d’archivio, a cominciare dalle segnature archivistiche originarie dei pezzi; poi gli uffici produttori degli atti (sia per quanto riguarda gli enti successivamente operanti, che anche le singole gestioni amministrative o tecniche, come la Presidenza, la Ragioneria, il Servizio Lavori degli enti, ecc. ); le serie di appartenenza per ciascuna unità – ad esempio: gli espropri, gli assegnatari, ecc. – e gli estremi cronologici e i titoli o il contenuto, ovviamente, di ogni pezzo, accompagnati da delle ricche – spesso - note di descrizione.
Ogni scheda si conclude anche con le osservazioni che riguardano il carattere riservato o meno degli atti e delle descrizioni sulle condizioni materiali di conservazione dei pezzi. Riguardo a questi Archivi nel loro aspetto generale, si deve osservare che i settori più ricchi di documentazione sono il Servizio Lavori e la Ragioneria.
Gli Archivi di Arsial sono consultabili presso la sede dell’Agenzia, via R. Lanciani n.38.00162 Roma.
Responsabile dell’Archivio storico è la dott.ssa D. Dondoli. E’ da segnalare anche il sito web dell’Arsial, che riporta alcune notizie sull’Archivio storico.

Archivio storico della Coldiretti

L’Archivio storico della Coldiretti è costituito più che altro da una raccolta, per ora, di numerosi pezzi documentari di particolare interesse, compiuta qualche anno fa dagli operatori della Confederazione. La raccolta creata contiene la documentazione istituzionale più importante sull'origine e sulle vicende della Coldiretti, costituita dai Libri verbali delle riunioni di Giunta e dei Consigli nazionali; dagli Atti delle assemblee e di tutti i Congressi svolti, dai materiali di studio e sulle ricerche d’interesse agrario, politico e tecnico, promosse dall’Associazione, dalla raccolta completa delle Circolari confederali inviate ai quadri dirigenti e alle strutture periferiche, per un totale di circa 8.000 pezzi compresi in 42 volumi. La collezione contiene anche le raccolte del quindicinale «Il Coltivatore», organo ufficiale della Coldiretti, divenuto successivamente settimanale; del mensile il «Coltivatore Italiano», destinato a tutti i soci e quella del quindicinnale «Bollettino per Dirigenti», indirizzato agli operatori della periferia.
L’Archivio storico è ubicato a Palazzo Rospigliosi, sede nazionale della Coldiretti. Esso è dotato di un regolamento per la consultazione al pubblico ed è arricchito anche da un pregevole fondo fotografico, in fase di riordino e dalla rilevante raccolta della Cineteca della Confederazione, che comprende circa 500.000 m. di pellicola in fase di selezione e trascodifica.
Nell’Archivio della Confederazione si possono trovare materiali relativi anche ai Movimenti giovanili e femminile dell’Associazione, agli Organismi collaterali e attorno alle importanti Casse Mutue di malattia contadine. Per approfondire le vicende locali e territoriali si dovrà consultare però gli archivi delle Federazioni provinciali della Confederazione, per lo più non ancora riordinati.
Si segnala che è in corso di realizzazione, in questa fase, un censimento di quella cospicua
documentazione d’archivio – costituita da quasi 10.000 buste prima dello scarto-, che si trova ubicata ancora senza ordine presso la sede centrale della Confederazione in conseguenza di un progetto apposito elaborato, per questo importante fondo, dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio con il finanziamento della Direzione per gli archivi.
Sede dell’Archivio storico della Coldiretti: Via XXIV Maggio n.43. 00187 Roma.
Incaricata dell’Archivio: dott.ssa Ester Gaetano.

Archivio della Federconsorzi


La Federconsorzi – società fondata fin dalla fine del 1800 per le sue origini, divenuta poi ente pubblico e di nuovo privata nel secondo dopoguerra; posta, dopo molte vicende, in fase di liquidazione giudiziaria agli inizi degli anni 1990 - ha rappresentato un ganglio fondamentale nell’agricoltura italiana durante il XX secolo, nella sua funzione di organismo d’interscambio essenziale fra l’industria e l’agricoltura, per la commercializzazione e la vendita dei prodotti industriali per gli agricoltori
L’importanza economica e sociale della Federconsorzi si rispecchia anche nel suo archivio, il quale rappresenta di fatto un vero e proprio grandissimo giacimento documentario di portata nazionale, costituito, come risulta, da oltre 400.000 pezzi tra i faldoni, i registri, le scatole e gli altri materiali che lo caratterizzano, per un’estensione di ben 40 km circa in metri lineari di tutti questi insiemi.
L’Archivio, dislocato originariamente in svariate località, è stato censito per una buona parte di esso già negli anni scorsi busta per busta, riversando la schedatura realizzata su alcuni supporti informatici. In questo periodo si sta attuando la ricollocatura di tutti i pezzi dalla sede della Protezione Civile di Castelnuovo di Porto presso Roma, dove l’archivio era stato ubicato nella sua massima parte, presso i depositi di una società di outsourcing documentale della provincia di Frosinone, la quale curerà anche la conclusione del censimento archivistico già iniziato, per poi aprire il fondo – cosa che in parte è già avvenuta - alla consultazione al pubblico, in appositi locali idonei a questa funzione.
La notevole importanza che ha l’archivio della Federconsorzi riguarda non solo la storia economica e politica nazionale, ma anche quella locale, la quale si rispecchia nelle serie specifiche delle Federazioni provinciali di questo colosso dell’agricoltura italiana (facenti parte dell’archivio generale): ad esempio come avvenne nella distribuzione a livello locale degli aiuti americani del Piano Marshall all’Italia, nell’immediato secondo dopoguerra.


Per notizie sull’archivio rivolgersi alla SA Lazio


Archivio della Confagricoltura


La Confederazione generale dell’agricoltura italiana–Confagricoltura venne ricostruita, dopo le esperienze di associazionismo padronale agrario già del periodo giolittiano e di quelle del periodo fascista, subito dopo il secondo conflitto mondiale, per costituire la principale organizzazione degli imprenditori agricoli italiani e il suo Archivio rappresenta senza dubbio una fonte storica e sociale di ampio interesse.
Il fondo, costituito da circa 3.500 pezzi, è stato completamente inventariato e ora si sta provvedendo al suo riordinamento definitivo. Le serie principali sono: la Corrispondenza di questo sindacato agrario con le federazioni provinciali e con gli altri organismi periferici; la documentazione sugli ammassi svolti e sulle produzioni agricole, i materiali sui Convegni e sugli interventi dell’Associazione nella stesura delle leggi e anche nelle Tribune Stampa, la documentazione attorno alle relazioni e ai rapporti internazionali e quanto riguarda inoltre i gruppi di studio e le attività svolte dalle Associazioni dei Giovani agricoltori, collegati coll’Associazione generale. L’Archivio storico è in deposito ora presso l’Archivio Centrale dello Stato: al momento attuale, per ragioni logistiche, esso non è però ancora consultabile.
Per ulteriori notizie su questo fondo rivolgersi alla SA Lazio.

 

Bibliografia originale

Si segnalano anche alcune pubblicazioni, a cura dal Servizio per gli archivi dell’agricoltura della S A Lazio:

S. Lepre, I Consorzi di bonifica nelle fonti della Soprintendenza Archivistica per il Lazio, in M. G. Grillotti Di Giacomo e L. Moretti (a cura) Atti del Convegno I valori dell’agricoltura nel tempo e nello spazio, Genova, Brigati, 1998, vol.II, pp.537-555;

idem, Archivio storico riforma fondiaria: verso il futuro, confronto con il passato, in «Innovazione e agricoltura», Roma 1999, n.4, pp.41-44, sugli archivi di Arsial;

idem, La valorizzazione delle fonti per la storia delle bonifiche e della riforma agraria nel Lazio, in «Innovazione e agricoltura», Roma 1999, n.5, pp.23-38;

idem, I geografi per un’agricoltura sostenibile, in «Innovazione e agricoltura», Roma 2001, n. 4-5, pp.105-114;

idem, Les sources d’archives pour l’histoire contemporaine de l’agricolture de la règion du Latium, nel volume di L. Laurens e C. Bryant (a cura) La durabilité des systèmes ruraux, une construction sociale ed culturelle–The sustainability of rural systems. A social and cultural construction, Montpellier 2003, pp. 115-126;

idem, Giovanni Lorenzoni e i problemi della piccola proprietà agricola nel primo dopoguerra in Italia, in «Rivista di Storia Economica», 2004, n.1, pp.3-36;

idem, il saggio Le fonti, nel volume di L. Barozzi (a cura) Storia del Lazio rurale: ‘900, Arsial, Roma 2005, pp.431-451;

idem, Materiali d’archivio attorno alla realizzazione dell’intervento di bonifica della Piana Reatina, in M.G. Grillotti Di Giacomo-L. Mastroberardino (a cura) Geografie dell’acqua: la gestione di una risorsa fondamentale per la costruzione del territorio. Atti del Convegno Scientifico Internazionale, Rieti 5-7 dicembre 2003, Genova, Brigati 2006, pp.635-658.

idem, Fonti archivistiche per la storia delle acque, in M.G. Grillotti Di Giacomo (a cura) Atlante tematico delle acque d’Italia, Genova, Brigati 2008, pp.97-98


Si segnala anche l’organizzazione del Convegno, a cura di questo Servizio, Gli archivi dell’agricoltura del territorio di Roma e del Lazio: fonti per la storia agraria e del Paese, Roma 26-27 novembre 1998, la cui raccolta degli atti è in corso di pubblicazione.