Introduzione
Gli archivi dell’agricoltura di Roma e del Lazio rappresentano un complesso
di archivi di assai notevole importanza sia per l’interesse storico costituito,
che per le dimensioni quantitative dei loro materiali, il cui ammontare
globale risulta assommare, nell’insieme, a diverse decine (circa 50) chilometri
di scaffalature, riguardo agli spazi di contenimento.
Rispetto ad altre parti d’Italia, gli archivi dell’agricoltura di Roma
e del Lazio rivestono significati speciali: a Roma hanno sede, infatti,
alcuni dei principali organismi del settore agricolo di livello e portata
anche nazionale e altre istituzioni, soprattutto della ricerca nell’agricoltura,
operanti nell’intero Paese, oltre, evidentemente, agli enti e agli organismi
di carattere solo regionale.
A Roma si trovano ubicati in particolare gli uffici centrali delle più
importanti associazioni dei produttori agricoli italiani: della Confederazione
generale dell’agricoltura italiana-Confagricoltura (associazione storica
degli imprenditori agricoli nazionali); della Confederazione nazionale
dei coltivatori diretti-Coldiretti (l’associazione che è stata,
sino a pochi anni fa, anche la maggiore organizzazione di massa, per il
numero degli iscritti, di tutta Italia); della Cia-Confederazione italiana
agricoltori e alcuni significativi organismi della ricerca della intera
nostra agricoltura, come l’Inea-Istituto nazionale di economia agraria
o i principali organismi della sperimentazione agricola di tutto il Paese.
Infine vi operano pure diversi altri enti di carattere generale, impegnati
nello sviluppo dell’agricoltura o nel settore zootecnico, come l’Ismea–ex
Cassa per la formazione delle proprietà contadina o l’Unire e l’Enci,
per quanto concerne il comparto ippico.
Dato il fatto che il settore agricolo è stato, anche sino a buona
parte del 1900, quello prevalente nell’economia nazionale, per il prodotto
lordo complessivo e il numero degli addetti, gli archivi dell’agricoltura
del Lazio – che riguardano, nella cronologia trattata, soprattutto il
XX secolo (secolo anche della grande esplosione documentale e cartacea:
della proliferation de la paperesse, come è stato osservato in
Francia) -, risultano caratterizzati da masse documentarie veramente imponenti
e si contraddistinguono con volumi delle scaffalature di contenimento
non distanti, in metri lineari, per l’intera loro consistenza, addirittura
rispetto a quelli di alcuni grandi Archivi di Stato italiani.
Nei confronti di questo complesso di fondi il Servizio della Soprintendenza
archivistica per il Lazio ha operato con diverse iniziative e in varie
direzioni.
Censimento degli Archivi dei Consorzi di bonifica del Lazio
Dopo una prima ricognizione, conclusasi attorno all’anno 1995, di recente
è stato condotto un nuovo censimento approfondito sugli archivi
dei Consorzi di bonifica del Lazio; un settore di fonti di particolare
interesse senza dubbio in un territorio come il Lazio, caratterizzato
dagli assai vasti risamenti dell’ambiente, che sono stati compiuti, in
questa regione, dagli enti incaricati della bonifica. Sono state redatte
delle schede per ciascuno dei dieci Consorzi di bonifica tuttora operanti,
ricostruendone i profili storici e indicando soprattutto le consistenze
e le serie principali dei loro archivi, ammontanti a un totale di 35.000
pezzi per l’intero settore della bonifica del Lazio.
I consorzi sono i seguenti:
Consorzio di Bonifica del Tevere e Agro Romano
Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare
Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino
Consorzio di Bonifica a Sud di Anagni
Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca
Consorzio di Bonifica della Val di Paglia Superiore
Consorzio della Bonifica Reatina
Consorzio di Bonifica della Valle del Liri
Consorzio di Bonifica della Conca di Sora
Consorzio di Bonifica di Fondi e Monte S. Biagio
Il censimento, realizzato a livello informatico con i programmi Access
e Word, è consultabile presso la S A.
Inventari già compiutii o in corso di realizzazione
Archivi di Arsial
Gli archivi di Arsial–Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione
dell’agricoltura del Lazio, con sede a Roma, sono costituiti da un insieme
di fondi di rilevante interesse documentario e storico, che si sono stratificati
a partire dal primo nucleo di questi archivi, ch’è rappresentato
dall’archivio dell’ex Ente Maremma, l’organismo che fu l’autore della
riforma fondiaria attuata nel territorio già latifondistico della
Maremma tosco-laziale dopo il 1951; per proseguire (estendendosi con una
lunghezza di circa 3 km. in metri lineari, per lo sviluppo delle scaffalature)
nella documentazione degli altri due enti, che sono subentrati in seguito
all’originario ente di riforma. Ovvero l’Ersal, Ente regionale di sviluppo
agricolo del Lazio, operante dal 1976 nel solo Lazio e adesso Arsial,
l’Agenzia odierna, istituita nel 1996.
L’inventariazione degli archivi di Arsial – che è stata compiuta
sulla base d’interventi programmati nell’anno 2000 e conclusi alla fine
del 2001 - ha riguardato sia l’Archivio storico che quello di deposito,
comprendendo un tempo che va dalla fine degli anni 1930 sino all’anno
1996. L’Archivio storico di Arsial prende inizio infatti da alcuni materiali
documentari già dell’originaria Gestione Studi bonifiche Albania,
poi Ente per le bonifiche albanesi (di cui l’Ente per la colonizzazione
per la Maremma tosco-laziale e del territorio del Fucino, istituito nel
1951, ereditò alcune strutture), con documenti che hanno inizio
dall’anno 1939, per proseguire colla riforma agraria vera e propria, decollata
nel 1951 e terminare con l’anno 1966.
La schedatura dell’Archivio Storico ha riguardato 15.000 pezzi, mentre
altre 25.000 unità circa sono costitutive dell’archivio di deposito,
dall’anno 1967 in poi.
L’Inventario degli archivi di Arsial, realizzato con un programma informatico
specifico, è raccolto su un cd che contiene quindi circa 40.000
records, susseguentisi sulla base di una scheda informatica comune. Questa
riporta le indicazioni essenziali per ogni unità d’archivio, a
cominciare dalle segnature archivistiche originarie dei pezzi; poi gli
uffici produttori degli atti (sia per quanto riguarda gli enti successivamente
operanti, che anche le singole gestioni amministrative o tecniche, come
la Presidenza, la Ragioneria, il Servizio Lavori degli enti, ecc. ); le
serie di appartenenza per ciascuna unità – ad esempio: gli espropri,
gli assegnatari, ecc. – e gli estremi cronologici e i titoli o il contenuto,
ovviamente, di ogni pezzo, accompagnati da delle ricche – spesso - note
di descrizione.
Ogni scheda si conclude anche con le osservazioni che riguardano il carattere
riservato o meno degli atti e delle descrizioni sulle condizioni materiali
di conservazione dei pezzi. Riguardo a questi Archivi nel loro aspetto
generale, si deve osservare che i settori più ricchi di documentazione
sono il Servizio Lavori e la Ragioneria.
Gli Archivi di Arsial sono consultabili presso la sede dell’Agenzia, via
R. Lanciani n.38.00162 Roma.
Responsabile dell’Archivio storico è la dott.ssa D. Dondoli. E’
da segnalare anche il sito web dell’Arsial, che riporta alcune notizie
sull’Archivio storico.
Archivio storico della Coldiretti
L’Archivio storico della Coldiretti è costituito più che
altro da una raccolta, per ora, di numerosi pezzi documentari di particolare
interesse, compiuta qualche anno fa dagli operatori della Confederazione.
La raccolta creata contiene la documentazione istituzionale più
importante sull'origine e sulle vicende della Coldiretti, costituita dai
Libri verbali delle riunioni di Giunta e dei Consigli nazionali; dagli
Atti delle assemblee e di tutti i Congressi svolti, dai materiali di studio
e sulle ricerche d’interesse agrario, politico e tecnico, promosse dall’Associazione,
dalla raccolta completa delle Circolari confederali inviate ai quadri
dirigenti e alle strutture periferiche, per un totale di circa 8.000 pezzi
compresi in 42 volumi. La collezione contiene anche le raccolte del quindicinale
«Il Coltivatore», organo ufficiale della Coldiretti, divenuto
successivamente settimanale; del mensile il «Coltivatore Italiano»,
destinato a tutti i soci e quella del quindicinnale «Bollettino
per Dirigenti», indirizzato agli operatori della periferia.
L’Archivio storico è ubicato a Palazzo Rospigliosi, sede nazionale
della Coldiretti. Esso è dotato di un regolamento per la consultazione
al pubblico ed è arricchito anche da un pregevole fondo fotografico,
in fase di riordino e dalla rilevante raccolta della Cineteca della Confederazione,
che comprende circa 500.000 m. di pellicola in fase di selezione e trascodifica.
Nell’Archivio della Confederazione si possono trovare materiali relativi
anche ai Movimenti giovanili e femminile dell’Associazione, agli Organismi
collaterali e attorno alle importanti Casse Mutue di malattia contadine.
Per approfondire le vicende locali e territoriali si dovrà consultare
però gli archivi delle Federazioni provinciali della Confederazione,
per lo più non ancora riordinati.
Si segnala che è in corso di realizzazione, in questa fase, un
censimento di quella cospicua
documentazione d’archivio – costituita da quasi 10.000 buste prima dello
scarto-, che si trova ubicata ancora senza ordine presso la sede centrale
della Confederazione in conseguenza di un progetto apposito elaborato,
per questo importante fondo, dalla Soprintendenza Archivistica per il
Lazio con il finanziamento della Direzione per gli archivi.
Sede dell’Archivio storico della Coldiretti: Via XXIV Maggio n.43. 00187
Roma.
Incaricata dell’Archivio: dott.ssa Ester Gaetano.
Archivio della Federconsorzi
La Federconsorzi – società fondata fin dalla fine del 1800 per
le sue origini, divenuta poi ente pubblico e di nuovo privata nel secondo
dopoguerra; posta, dopo molte vicende, in fase di liquidazione giudiziaria
agli inizi degli anni 1990 - ha rappresentato un ganglio fondamentale
nell’agricoltura italiana durante il XX secolo, nella sua funzione di
organismo d’interscambio essenziale fra l’industria e l’agricoltura, per
la commercializzazione e la vendita dei prodotti industriali per gli agricoltori
L’importanza economica e sociale della Federconsorzi si rispecchia anche
nel suo archivio, il quale rappresenta di fatto un vero e proprio grandissimo
giacimento documentario di portata nazionale, costituito, come risulta,
da oltre 400.000 pezzi tra i faldoni, i registri, le scatole e gli altri
materiali che lo caratterizzano, per un’estensione di ben 40 km circa
in metri lineari di tutti questi insiemi.
L’Archivio, dislocato originariamente in svariate località, è
stato censito per una buona parte di esso già negli anni scorsi
busta per busta, riversando la schedatura realizzata su alcuni supporti
informatici. In questo periodo si sta attuando la ricollocatura di tutti
i pezzi dalla sede della Protezione Civile di Castelnuovo di Porto presso
Roma, dove l’archivio era stato ubicato nella sua massima parte, presso
i depositi di una società di outsourcing documentale della provincia
di Frosinone, la quale curerà anche la conclusione del censimento
archivistico già iniziato, per poi aprire il fondo – cosa che in
parte è già avvenuta - alla consultazione al pubblico, in
appositi locali idonei a questa funzione.
La notevole importanza che ha l’archivio della Federconsorzi riguarda
non solo la storia economica e politica nazionale, ma anche quella locale,
la quale si rispecchia nelle serie specifiche delle Federazioni provinciali
di questo colosso dell’agricoltura italiana (facenti parte dell’archivio
generale): ad esempio come avvenne nella distribuzione a livello locale
degli aiuti americani del Piano Marshall all’Italia, nell’immediato secondo
dopoguerra.
Per notizie sull’archivio rivolgersi alla SA Lazio
Archivio della Confagricoltura
La Confederazione generale dell’agricoltura italiana–Confagricoltura venne
ricostruita, dopo le esperienze di associazionismo padronale agrario già
del periodo giolittiano e di quelle del periodo fascista, subito dopo
il secondo conflitto mondiale, per costituire la principale organizzazione
degli imprenditori agricoli italiani e il suo Archivio rappresenta senza
dubbio una fonte storica e sociale di ampio interesse.
Il fondo, costituito da circa 3.500 pezzi, è stato completamente
inventariato e ora si sta provvedendo al suo riordinamento definitivo.
Le serie principali sono: la Corrispondenza di questo sindacato agrario
con le federazioni provinciali e con gli altri organismi periferici; la
documentazione sugli ammassi svolti e sulle produzioni agricole, i materiali
sui Convegni e sugli interventi dell’Associazione nella stesura delle
leggi e anche nelle Tribune Stampa, la documentazione attorno alle relazioni
e ai rapporti internazionali e quanto riguarda inoltre i gruppi di studio
e le attività svolte dalle Associazioni dei Giovani agricoltori,
collegati coll’Associazione generale. L’Archivio storico è in deposito
ora presso l’Archivio Centrale dello Stato: al momento attuale, per ragioni
logistiche, esso non è però ancora consultabile.
Per ulteriori notizie su questo fondo rivolgersi alla SA Lazio.
|
|
Bibliografia originale
Si segnalano anche alcune pubblicazioni, a cura dal
Servizio per gli archivi dell’agricoltura della S A Lazio:
S. Lepre, I Consorzi di bonifica nelle fonti della
Soprintendenza Archivistica per il Lazio, in M. G. Grillotti Di Giacomo
e L. Moretti (a cura) Atti del Convegno I valori dell’agricoltura nel
tempo e nello spazio, Genova, Brigati, 1998, vol.II, pp.537-555;
idem, Archivio storico riforma fondiaria: verso il
futuro, confronto con il passato, in «Innovazione e agricoltura»,
Roma 1999, n.4, pp.41-44, sugli archivi di Arsial;
idem, La valorizzazione delle fonti per la storia delle
bonifiche e della riforma agraria nel Lazio, in «Innovazione e agricoltura»,
Roma 1999, n.5, pp.23-38;
idem, I geografi per un’agricoltura sostenibile, in «Innovazione
e agricoltura», Roma 2001, n. 4-5, pp.105-114;
idem, Les sources d’archives pour l’histoire contemporaine de l’agricolture
de la règion du Latium, nel volume di L. Laurens e C. Bryant (a
cura) La durabilité des systèmes ruraux, une construction
sociale ed culturelle–The sustainability of rural systems. A social and
cultural construction, Montpellier 2003, pp. 115-126;
idem, Giovanni Lorenzoni e i problemi della piccola
proprietà agricola nel primo dopoguerra in Italia, in «Rivista
di Storia Economica», 2004, n.1, pp.3-36;
idem, il saggio Le fonti, nel volume di L. Barozzi
(a cura) Storia del Lazio rurale: ‘900, Arsial, Roma 2005, pp.431-451;
idem, Materiali d’archivio attorno alla realizzazione
dell’intervento di bonifica della Piana Reatina, in M.G. Grillotti Di
Giacomo-L. Mastroberardino (a cura) Geografie dell’acqua: la gestione
di una risorsa fondamentale per la costruzione del territorio. Atti del
Convegno Scientifico Internazionale, Rieti 5-7 dicembre 2003, Genova,
Brigati 2006, pp.635-658.
idem, Fonti archivistiche per la storia delle acque,
in M.G. Grillotti Di Giacomo (a cura) Atlante tematico delle acque d’Italia,
Genova, Brigati 2008, pp.97-98
Si segnala anche l’organizzazione del Convegno, a cura di questo Servizio,
Gli archivi dell’agricoltura del territorio di Roma e del Lazio: fonti
per la storia agraria e del Paese, Roma 26-27 novembre 1998, la cui raccolta
degli atti è in corso di pubblicazione.
|