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INTRODUZIONE Il censimento degli archivi degli architetti dei '900, i cui risultati vengono presentati su Internet, è stato realizzato dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio e con l'ausilio di funzionari dei diversi settori del Ministero, che hanno materialmente operato il censimento ed il recupero di tali fonti. Tutti gli addetti ai lavori sanno quanto sia difficile reperire le fonti archivistiche private e non, di questo secolo, vuoi per il proliferare dei supporti informatici che le più recenti tecnologie hanno messo a disposizione dei produttori di tali archivi con la conseguente distruzione o dispersione di gran parte dei materiali, vuoi per le difficoltà oggettive di conservare materiali ingombranti privi di quel fascino proprio di altri beni culturali quali ad esempio le opere d'arte, i reperti archeologici, le stesse opere architettoniche. Nel caso degli archivi degli architetti tali problemi sono ancora più accentuati. I disegni tecnici vengono di solito conservati in rotoli o in cartelle di grande formato e, una volta utilizzati per gli scopi per cui sono stati creati, vengono messi da parte in luoghi inidonei quali quelli disponibili in una casa privata: dietro gli armadi, sopra la parte alta di alcuni scaffali, in cantina, in soffitta, nei locali di risulta di case di campagna, luoghi spesso privi dei requisiti necessari a garantire la conservazione nel tempo dei disegni tecnici, spesso realizzati su carta da lucido o su altri supporti cartacei che hanno sacrificato alle dimensioni la buona qualità dei materiali. Eppure si tratta di una documentazione che racchiude in sé due momenti ugualmente rilevanti per i beni culturali: quello archivistico e quello tecnico-artistico. Proprio per la salvaguardia degli archivi di architettura che corrono gravi rischi di deperimento, distruzione e smembramento la Soprintendenza ha avviato ormai da diversi anni un'azione di censimento e di recupero di tali fonti sul territorio di Roma e del Lazio, che ha dato risultati sorprendenti. Circa 60 archivi sono stati dichiarati di notevole interesse storico. Una decina di tali archivi sono stati dai legittimi proprietari donati allo Stato, che ha provveduto a trovare loro idonea sistemazione presso l'Archivio Centrale dello Stato. Molti sono ancora in attesa di essere censiti. Per alcuni di essi è logico prevedere idonea collocazione presso l'istituendo Museo per le arti contemporanee, all'interno del quale dovrebbe essere previsto un centro di documentazione per la storia dell'architettura
del '900. Tutto un mondo di studiosi si aspetta di poter consultare tali archivi che rappresentano il meglio che la creatività italiana ha prodotto in questo secolo. lo vorrei sottolineare, in proposito, che molto, anzi moltissimo c'è ancora da fare e che la Soprintendenza, anche attraverso un programma di valorizzazione di tali fonti, approvato e già in parte finanziato dall'Ufficio Centrale per i Beni archivistici, cercherà di creare strumenti informatici e riproduzioni di tali materiali in grado di soddisfare le esigenze del mondo degli studi senza dover mettere a repentaglio i fragili originali. |