Criteri di redazione delle schede degli archivi
(Margherita Guccione, Daniela Pesce, Elisabetta Reale)


in ordine alfabetico, senza indicazioni di priorità, per ogni architetto il cui archivio è soggetto a tutela è stata redatta una scheda.

La scheda si articola in tre sezioni: nella prima parte vengono fornite sintetiche notizie biografiche riguardanti i settori prevalenti dell'attività professionale e di ricerca dell'architetto e le cariche ricoperte; a titolo puramente esemplificativo, si sono indicati alcuni progetti e opere realizzate con un criterio di scelta che non ha alcuna pretesa di essere significativo di un giudizio critico, di essere esaustivo o di presentare una selezione mirata, ma che è stato sostanzialmente orientato dalla ricorrenza delle opere e dei progetti nei riferimenti bibliografici citati. Analogamente è stata selezionata una immagine che fosse rappresentativa dei lavoro dell'architetto o di una fase di esso, cercando, laddove possibile, di effettuare la scelta tra quelle conservate nell'archivio. Nella seconda sezione sono riportati i dati concernenti l'archivio: consistenza, stato di conservazione e di ordinamento, data della " dichiarazione di notevole interesse storico", condizioni di accesso. Per quanto riguarda la consistenza è opportuno sottolineare che una delle principali difficoltà è stata quella di dover descrivere con criteri il più possibile omogenei realtà estremamente diversificate per quanto riguarda sia il grado di ordinamento che le condizioni dei materiale. Si forniscono dati quantitativi indicando le unità di conservazione e/o le unità archivistiche, e dati qualitativi relativi alle diverse tipologie documentarie; data la specificità di questi archivi, si è ritenuto opportuno descrivere per primo il materiale grafico, di seguito la documentazione tradizionale (allegati ai progetti, perizie, relazioni, capitolati, corrispondenza, materiale didattico e di studio); quindi il materiale fotografico ed audiovisivo; infine i plastici. Per quanto riguarda il materiale grafico, si è reso necessario ricorrere a una semplificazione indicando con il termine "disegni" gli elaborati aventi diverso supporto (lucido, radex, cartoncino etc.) e diverso contenuto (disegno preliminare, esecutivo, prospettiva, etc.) Gli estremi cronologici dell'archivio vengono indicati dove possibile. Ovviamente le date dei documenti sono, in linea di massima, incluse nell'arco cronologico dell'attività dell'architetto o dell'ingegnere, ma possono non rappresentarlo con continuità qualora vi siano lacune dovute a scarti o dispersioni di documenti, o a smembramenti dell'archivio. In questo ultimo caso, quando è noto, si è indicato in nota il luogo e l'istituto di conservazione. Nelle note pertanto sono contenute informazioni aggiuntive, tra cui quelle relative ad altri nuclei documentari appartenenti allo stesso archivio, conservati in una diversa sede, o fuori dei Lazio o presso altri detentori, nell'intento di fornire delle indicazioni utili alla ricostruzione ideale di un certo complesso documentario che si trovi fisicamente frazionato sul territorio.

Per lo stato di ordinamento, viene definito "ordinato" un archivio in cui è rimasta inalterata l'origìnaria disposizione che il professionista ha dato alle carte; "riordinato" un archivio, che avendo perso tale ordine, è stato oggetto di una risistemazione secondo criteri archivistici; prevalenti sono i casi in cui gli archivi si sono dovuti definire, "ordinati parzialmente", "ordinati sommariamente" e "disordinati"; si indicano inoltre gli interventi di riordinamento in corso.

Accanto alla definizione dello stato di ordinamento è stata segnalata tra parentesi l'eventuale presenza di strumenti di ricerca: elenco, catalogo, inventario: La definizione di "catalogo" si riferisce a quegli strumenti che descrivono analiticamente i documenti grafici presenti nel fondo senza includere la restante documentazione, a differenza degli inventari che danno invece il quadro completo dell'intero complesso documentario.

Per gli archivi conservati presso enti privati o pubblici viene indicato l'istituto di conservazione ed in una lista a parte presente in appendice i relativi indirizzi, mentre per quelli che si trovano presso eredi o studi professionali si indica, per motivi di riservatezza, solo la città, facendo riferimento alla Soprintendenza archivistica, per conoscere le modalità di accesso, secondo quanto previsto dall' art. 38 dei D.P.R 1409/63.

Per quanto riguarda la questione della consultabilità dell'archivio che per il privato costituisce uno degli oneri più impegnativi, è opportuno sottolineare che la Soprintendenza si pone come tramite tra i detentori degli archivi e gli studiosi, i quali per poter accedere ai fondi, sono tenuti a presentare una motivata domanda di consultazione e a concordarne le modalità. Ovviamente la consultabilità non deve pregiudicare la salvaguardia delle carte per cui dipende sempre dalle condizioni di conservazione ed ordinamento, oltre che dalla possibilità che i detentori hanno di accogliere gli studiosi: spesso problemi di tempo e di spazio rendono questo compito difficile.

La terza sezione comprende i riferimenti bibliografici, con una selezione dei testi a carattere monografico; per i criteri si rimanda alla introduzione della bibliografia generale

Nell'intento di fornire indicazioni utili agli studiosi,  viene pubblicata una lista di archivi di architetti che hanno operato a Roma, per i quali si è potuta accertare l'ubicazione delle documentazioni fuori dal Lazio.