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Cremona, 26 febbraio 2019 | Conferenza "Il Ventennio a Cremona: cronistorie architettoniche meno conosciute"

A Cremona, martedì 26 febbraio, alle ore 17, presso l’Archivio di Stato (via Antica Porta Tintoria, 2), si tiene la conferenza sul tema Il Ventennio a Cremona: cronistorie architettoniche meno conosciute. La relatrice Sonia Tassini illustrerà la storia di alcuni edifici cittadini meno noti, già oggetto di una serie di articoli della stessa studiosa apparsi sulla rivista «Cremona produce» dal gennaio 2013 al dicembre 2014, ora raccolti in una nuova pubblicazione che accompagnerà, dal 26 febbraio all’8 marzo, sempre presso la sede dell’Archivio, la mostra documentaria CremonArchitettura. Il Ventennio meno conosciuto, allestita con documenti, disegni e progetti di questi edifici, tutti appartenenti ai fondi dell’Istituto, e completata con l’esposizione di un bronzetto di Dante Ruffini, Lavoratore (1939); dalla copia in bronzo della Vittoria alata di Calvatone dello stesso scultore (1940); da un disegno di Mario Biazzi (1929), utilizzato come copertina della rivista «Cremona».

Il progetto di indagine è stato ideato e realizzato dal Lyceum Club Internazionale di Cremona e dall’AnisA (Ass. Naz. Insegnanti di Storia dell’Arte), sezione di Cremona, in collaborazione con lo stesso Archivio di Stato di Cremona. Alla sua origine si pone la convinzione che la storia dell’architettura del Ventennio a Cremona sia un tratto di storia urbana della città spesso analizzato in alcuni suoi monumenti (come la Galleria XXV Aprile o il Palazzo dell’Arte), ma non sempre affrontata nella sua totalità. Per contribuire alla costruzione di un quadro d’insieme più analitico e preciso, e sulla scorta anche del rinato interesse suscitato verso questo periodo dalla mostra Il Regime dell’Arte del Museo Civico “Ala Ponzone”, si è ritenuto di proporre all’attenzione, basandosi sulla documentazione archivistica, sui disegni progettuali e sulle fotografie d’epoca, alcuni edifici cittadini meno studiati, tutti realizzati tra il 1930 e il 1939 e ancora oggi presenti nella struttura urbana e sociale della città.

L’excursus prende le mosse dalla zona di piazza Castello - via Massarotti dove sono collocati, a breve distanza tra di loro, la caserma Marconi della Polizia, nel 1937 sede del Comando della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, e il Provveditorato agli Studi, nel 1939 sede della G.I.L., per proseguire poi con due edifici datati entrambi 1938, cioè il palazzo degli Uffici Governativi di corso Vittorio Emanuele e il palazzo del Consorzio Agrario, già sede del giornale di Roberto Farinacci «Il Regime Fascista». Si prosegue documentando la storia di due case del Fascio, la casa “V. Podestà” di viale Trento e Trieste, oggi trasformata nella sede del Catasto, e la casa “F. Cattadori”, demolita nel 1955 per fare posto alla nuova sede del comando della Guardia di Finanza. Si arriva, infine, a due opere monumentali: il Cavalcavia del cimitero, nel 1930 dedicato “ai caduti della rivoluzione”, e il Sacrario dei “ martiri fascisti”, già in palazzo Ala Ponzone, che, per le loro rispettive intitolazioni, dichiarano esplicitamente l’importante funzione di propaganda e, nel contempo, di controllo politico della vita cittadina a cui in gran parte rispondevano tutte queste realizzazioni edilizie.

L'invito 

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