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Riapertura Archivi di Stato: AgCult intervista il Direttore Generale Anna Maria Buzzi

Covid, Buzzi (Mibact): Riapertura Archivi di Stato al pubblico è riscossa della cultura

Da circa una settimana è partita la “riscossa” dei luoghi della cultura nei confronti delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Lo scorso 3 dicembre, infatti, il Dpcm emanato da Palazzo Chigi ha permesso la riapertura degli Archivi di Stato dislocati su tutto il territorio nazionale, con le consuete modalità e assicurando pieno servizio a tutti gli utenti. Un importante segnale di rinascita che forse avrebbe meritato più risalto.
“Gli Archivi di Stato sono a oggi gli unici luoghi della cultura aperti, però si fa fatica a far passare il messaggio. In televisione si continua a parlare dei musei che aprono in maniera virtuale e non si dice dei nostri istituti che sono aperti in maniera autentica - dichiara ad AgCult il direttore generale Archivi del Mibact, Anna Maria Buzzi -. Pagano lo scotto di una visione elitaria, per pochi addetti, della cultura. Mentre per i musei si è fatto lo sforzo di renderli aperti a tutti i cittadini, gli archivi continuano a restare nell’immaginario un luogo chiuso”.

“Il ministro Franceschini ha dato una risposta alle istanze che venivano da studiosi e ricercatori che possono tornare a consultare i documenti custoditi – sottolinea Buzzi -. Ma non solo. La riapertura è venuta incontro anche a tutti quei professionisti che, per usufruire delle agevolazioni fiscali, come il Superbonus del 110% inserito nel Decreto Rilancio, trovavano gli archivi chiusi e avevano difficoltà ad avviare le pratiche”. Non a caso, spiega Buzzi, “il nostro simbolo è la medaglia del Giano Bifronte che guarda sia al passato, come gli archivi che custodiscono documenti storici, sia al futuro, come gli archivi che diventano essenziali per il rilancio del Paese tramite le agevolazioni fiscali introdotte dalle ultime normative”.

“Durante il lockdown - ricorda Buzzi - abbiamo tirato avanti in maniera virtuale, come gli altri luoghi della cultura: quindi attività sul web e ricerche per corrispondenza. Siamo stati chiusi al pubblico, ma gli impiegati hanno seguitato a lavorare in presenza, chiaramente con il contingentamento. Adesso, per la riapertura, è doveroso un ringraziamento ai direttori e al personale di tutte le sedi per il grande senso del dovere, dal momento che sono gli unici lavoratori del Mibact che in presenza stanno offrendo servizi all’utenza. Senza dimenticare le organizzazioni sindacali perché senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile”.

Come sarà il futuro degli archivi una volta terminata l’emergenza Covid? “Non si tornerà indietro rispetto alle opportunità offerte dal web – risponde Buzzi -. Anzi, il nostro sforzo sarà quello di proseguire su questa strada per rendere sempre più praticabile la fruizione da remoto della documentazione archivistica”. In modo particolare, quella più consultata dal pubblico: le mappe catastali. “Si tratta di documenti fragili e propensi a usurarsi con facilità – rimarca Buzzi -. Da qui la necessità di avviare un grande progetto di digitalizzazione di tutte le mappe catastali che sono conservate negli oltre cento Archivi di Stato. Uno sforzo che comporterà un impegno economico molto importante, ma il ministro Franceschini ci ha già assicurato la copertura per realizzarlo. Un ulteriore passo a vantaggio degli utenti per facilitare loro sempre più la consultazione da remoto”.
 

(fonte: Ag|Cult)

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