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Siena, 6 ottobre 2021 | Presentazione del libro "La Sboba. Diario dell’internato militare n. 30067"

La copertina del libro La copertina del libro

Mercoledì 6 ottobre 2021, alle ore 16, nella sede dell'Archivio di Stato di Siena, si presenta il volume La Sboba. Diario dell’internato militare n. 30067 dall’8 settembre 1943 al 5 settembre 1945 di Giulio Prunai, a cura di Maria Prunai (Firenze, Polistampa 2020).

Mille pagine di testo manoscritto per raccontare oltre settecento giorni trascorsi nei lager nazisti: il diario di Giulio Prunai è una delle testimonianze più estese e dettagliate mai rese da un prigioniero di guerra italiano. Dopo un lungo lavoro di trascrizione, annotazioni e indici a cura della figlia Maria – a partire da una versione dattiloscritta preparata dallo stesso Prunai negli anni Settanta e conservata nell’Archivio di Stato di Siena (Manoscritti C 78-80) – il documento è oggi finalmente pubblicato (3 tomi per 1096 pagine complessive) dall’editrice fiorentina Polistampa.

La presentazione di mercoledì 6 ottobre è a cura  di Stefano Moscadelli (Università di Siena). Interverranno Cinzia Cardinali, direttrice dell’Archivio di Stato, Mauro Perini, presidente della sezione fiorentina dell’ANEI (Associazione nazionale ex internati) e Nicola Labanca (Università di Siena), autore dell’ampio testo introduttivo al volume.
Sarà presente la curatrice Maria Prunai.

Giulio Prunai (Siena 1906 – Firenze 2002), soprintendente archivistico per la Toscana dal 1954 al 1971, era tenente commissario della Regia Marina quando l’8 settembre 1943 fu catturato a Tolone, andando incontro alla deportazione dopo essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Farà ritorno a casa soltanto alla fine della guerra, nel settembre 1945, dopo due anni di internamento tra Germania e Polonia. Nel suo diario, scritto con mezzi di fortuna e mantenuto segreto per tutta la durata della prigionia, traccia un affresco quanto mai nitido e minuzioso della vita nei campi di concentramento: una storia giornaliera della fame, del freddo, del lavoro coatto, delle violenze, dei crimini di guerra e degli altri avvenimenti che costarono la vita a circa cinquantamila internati e segnarono per sempre tutti gli altri.
Il diario di Giulio Prunai ha alcune caratteristiche non comuni: è veramente scritto giorno per giorno, da una persona che, per professione, si dedicava alla conservazione della memoria e che copre il periodo dall’8 settembre 1943 al settembre 1945 data del suo ritorno a casa. Quasi una telecamera puntata giorno e notte sulla vita dei prigionieri. L’autore vi registra tutti gli eventi dei quali viene a conoscenza e riporta lunghe liste di nomi di prigionieri incontrati, con particolare cura quelli di Siena e i toscani. Oltre le varie tematiche che vi si trovano, il diario può inoltre essere di ausilio per lo studioso della lingua in quanto contiene molte espressioni in vernacolo senese, altre usate nella campagna fra Siena e Grosseto e nell’Amiata. Siena è lo sfondo sul quale si muove la vicenda personale del prigioniero, l’amore per la sua città emerge ovunque: il convento dell’Osservanza, la piazza del Campo, il Castellare, La Lizza, Il Palio ecc. Anche alcuni famosi negozi del tempo sono citati per criptare il nome di ciò che vi si vende: il Masignani (pasta), il Soldatini (sapone, profumi), la sora Paolina (tabacco). Il desiderio di riabbracciare la famiglia, di riprendere i propri studi e di ritornare a Siena, lo spingono a mettere in essere tutti gli espedienti possibili per non cedere ai tedeschi e soccombere alla guerra alla quale era contrario, come molti dei suoi compagni di sventura.

La locandina

 

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