Direzione generale per gli archivi

A Salerno, presso l'atrio dell'Archivio di Stato (piazza Abate Conforti, 7), da mercoledì 1° marzo a sabato 30 aprile 2017, come contributo alla Giornata nazionale del Paesaggio (14 marzo 2017), si tiene la mostra cartografica intitolata Paesaggi di carta. Il disegno del territorio nella documentazione dell'Archivio di Stato di Salerno.

L'esposizione riguarda i documenti cartografici rinvenuti all’interno della documentazione archivistica. L’attività di agrimensori, architetti, periti, geografi, che si si sono misurati nel corso del tempo col territorio per i motivi più disparati, rende possibile oggi ammirarne le tante rappresentazioni e le diverse tecniche usate per realizzarle.

I documenti sono nella grande maggioranza su supporto cartaceo; soltanto tre cartine, le più antiche, riguardanti la bonifica del Vallo di Diano, sono disegnate su pergamena; una di esse è stata rinvenuta in maniera casuale, poiché era stata in antico usata come copertina di un protocollo notarile.

Provengono da diversi fondi: Atti demaniali, Tribunale Civile, Intendenza, Gran Corte Criminale, Genio Civile, Registro e Bollo, Corpo forestale dello Stato. Alcune sono strettamente connesse alla storia del territorio, come le grandi piante che fanno parte degli Atti demaniali, altre, invece, non sono nate espressamente come rilievi ma come prove e testimonianze in eventi di altro tipo, amministrativo o giudiziario (Intendenza, Gran Corte CriminalePerizie del Tribunale Civile, Registro e Bollo, Corpo Forestale dello Stato).  

Le differenti tipologie di piante e l’epoca in cui sono realizzate determinano differenze notevoli nella mano del disegnatore. Si va dal tratto quasi elementare, naïf e per questo tanto più suggestivo, delle carte più antiche, prodotte dagli agrimensori addetti ai rilievi degli atti demaniali, o dai periti dei tribunali, dei veri e propri paesaggi in cui il territorio è meticolosamente rappresentato, al tratto preciso e tecnico degli architetti di fine XIX secolo, in cui il territorio stesso quasi svanisce intorno all’oggetto centrale. In entrambi, bene in vista e quasi ad aggiungere elementi decorativi imprevisti, rose dei venti, bussole, frecce (che a volte trafiggono animali), punti cardinali riempiono spesso gli spazi vuoti delle carte, quelli che non è necessario riempire perché inutili all’economia della loro funzione.

Le carte precedenti l’Unità d’Italia sono realizzate sulla base di un sistema non metrico. Nel regno di Napoli, infatti, esistevano diverse forme di misure agrarie, e molte zone del regno usavano propri sistemi di misurazione (palmi, passi, tomola, pertiche, etc).  L’uso del sistema metrico decimale è invalso in Italia a partire dal 1861.

Le carte sono esposte per località di appartenenza. Si sarebbe potuto scegliere un raggruppamento sulla base dei fondi di provenienza, che ne avrebbe consentito una lettura più “archivistica”; o una disposizione diacronica, che avrebbe reso possibile seguire l’evoluzione del disegno nel corso del tempo. O, ancora, mettere in rilievo i nomi dei disegnatori. Si è scelto invece il taglio di una mostra non esaustiva né strettamente scientifica, ma rivolta a privilegiare l’aspetto visivo della documentazione, il sottile piacere che prende gli addetti ai lavori tanto quanto i semplici visitatori alla vista di questi prodotti dell’ingegno umano che ravvivano intere serie di documenti all’apparenza tutti uguali.

La locandina

 

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