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Sabato 19 gennaio 2019, alle ore 10, nella sede dell’Archivio di Stato di Benevento, la Commissione regionale escursionismo e il Raggruppamento regionale della Campania presenteranno il programma regionale C.A.I. delle attività per l’anno 2019.
Da decenni, ormai, centinaia di persone, in Campania, attraverso le sezioni del Club Alpino Italiano, operano, da volontari e senza alcun tornaconto economico, per la tutela, la valorizzazione e la promozione delle montagne della regione. Accomunati dalla stessa passione per la montagna e per il proprio territorio, essi spendono il proprio tempo libero tracciando sentieri e curandone la manutenzione e la pulizia, promuovono e stimolano la pratica in sicurezza di tutte le attività che possono essere svolte in ambiente montano, riscoprono e valorizzano le antiche vie di comunicazione e di passaggio percorse da pastori, pellegrini e viandanti, promuovono convegni, studi ed iniziative volte alla salvaguardia del mondo rurale.
Frutto di tutto questo lavoro è il Calendario regionale delle attività, che quest'anno è giunto alla sua sedicesima edizione, e che racchiude tutte le iniziative che saranno realizzate nel 2019 dalle singole Sezioni, in associazione tra esse o con altre associazioni e/o istituzioni presenti sul territorio.
In Campania il Club Alpino Italiano vanta otto sezioni: Avellino, Benevento, Caserta, Castellammare di Stabia, Cava de' Tirreni, Napoli, Piedimonte Matese e Salerno; e tre sottosezioni: Nusco, Montano Antilia e Ischia-Procida. Esse svolgono attività di escursionismo, alpinismo, alpinismo giovanile, arrampicata, scientifico-culturali, di tutela dell'ambiente montano, speleologia e sci.

La locandina

 

Archivio di Stato di Benevento
[t] 0824 21513
[@] as-bn@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatobenevento.beniculturali.it

A Modena, sabato 19 gennaio, alle ore 10.30, si svolge la visita guidata all'esposizione allestita presso la Biblioteca Estense di Modena Pellegrino Prisciani nella vita e nella storia della Ducal Libraria e nelle testimonianze di oggi, a cura di Anna Rosa Venturi.
 
Alla fine del Quattrocento, la torre di Rigobello nel castello di Ferrara era la sede fisica di tutte le preziose documentazioni cartacee e membranacee dei Duchi d'Este. Entro armaria e capsae si trovavano le carte dell’archivio e i libri della biblioteca. Vi si applicavano custodi, catalogatori, miniatori, cartolari, rilegatori, ma l’apothecarius, il custos chartarum era il sovrintendente a capo di questa piramide e Pellegrino Prisciani fu forse il primo a ricoprire appunto questo duplice incarico e a strutturarne la fisionomia. In quello scorcio di anni a cavallo fra i secoli XV e XVI la biblioteca dei Duchi aveva assunto una peculiare rilevanza: infatti, al di là dell’interesse culturale e letterario dei duchi, si proponeva come una fonte di notizie di informazioni, di cultura per quella sempre più numerosa schiera di artisti, letterati, scienziati gravitanti a corte e nominati all’università. Sono gli anni della grande rinascita e la biblioteca si configura come una prestigiosa vetrina, un apparato che dà lustro e decoro alla casata, e Prisciani, con meticolosa prudenza e con sagacia biblioteconomia, realizza cataloghi di sorprendente modernità. Oggi la Biblioteca Estense, che tanto gli deve, ben poco conserva di Prisciani.

Un solo codice autografo, la preziosa silloge di Orthopascha e Spectacula, una lettera autografa al Duca Ercole I, la trascrizione di una sua operetta sulle beate Beatrice. Poi cenni di terzi su di lui e molteplici parziali trascrizioni dalle sue storie, a conferma di quanto egli abbia pesato sulla storiografia successiva.  Queste modeste ma preziose sillogi, dovute in gran parte all’attività dei bibliotecari estensi del Settecento, in primis Girolamo Tiraboschi, hanno consentito la sopravvivenza organica anche di minime testimonianze scritte, raggruppate e rilegate in genere per soggetto e che per la ricostruzione della storia estense e non solo risultano oggi una miniera di dati in disparati settori.

 

Archivio di Stato di Modena
[t]  059 230549
[@] as-mo@beniculturali.it
[w] www.asmo.beniculturali.it

A Bologna, sabato 19 gennaio 2019, alle ore 10.30, si svolge la visita guidata alla mostra storico-documentaria Teodorico Borgognoni, vescovo e medico del Duecento. Nuovi apporti documentari dall’Archivio di Stato di Bologna, a cura di Massimo Giansante, Lorenza Iannacci, Diana Tura e Annafelicia Zuffrano.

Attraverso l’esposizione di alcune recenti scoperte archivistiche, la mostra intende richiamare l'attenzione sulla figura e sull'opera di Teodorico Borgognoni, frate domenicano, vescovo e chirurgo del XIII secolo. Personaggio noto oggi solo agli specialisti, Borgognoni ebbe in realtà un ruolo non secondario nella storia europea della medicina e della veterinaria, ed in particolare nello sviluppo delle tecniche chirurgiche. L'esposizione sarà anche un'occasione per valorizzare le fonti dell’Archivio di Stato di Bologna e riflettere, da un lato, sul contributo fondamentale che la scuola medica bolognese del Duecento e del Trecento offrì allo studio scientifico dell'anatomia umana, della fisiologia e della patologia, nonché all'affermazione di consolidate pratiche terapeutiche, dall'altro sugli esordi dalla medicina legale, favoriti dai precoci rapporti fra i medici bolognesi e le istituzioni comunali.

In collaborazione con Il Chiostro dei Celestini. Amici dell’Archivio di Stato di Bologna, Associazione Rabisch, Centro RAM (Ricerche e Analisi Manoscritti), Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
Con il patrocinio di Comune di Bologna, Dipartimento Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

La partecipazione è gratuita ma è necessario prenotarsi obbligatoriamente all’indirizzo prenotazioni.amici.asbo@gmail.com (massimo 25 persone).

Ritrovo: ingresso della Sala di Studio dell’Archivio di Stato di Bologna: Vicolo Spirito Santo 4.

Archivio di Stato di Bologna
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[@] as-bo@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatobologna.it

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