Direzione generale per gli archivi

DGA News

Biblioteca digitale

Storico News

« Gennaio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      

Giovedì 31 gennaio 2019, alle ore 16, presso l’Archivio di Stato di Catania si tiene la cerimonia ufficiale della donazione della cartella artistica Onore e Gloria ad Agata la Santa del Maestro Dina Viglianisi. La cartella artistica contiene due serigrafie, tre acqueforti e acquetinte, offerte alla Santa Martire di Catania, ed esprime la grande devozione e la “giusta umiltà cristiana” per Sant’Agata, la Patrona di Catania, attraverso l’abile arte incisoria dell’artista.

Nell’occasione si inaugura anche la mostra Agata in Arte, curata da Maria Nunzia Villarosa, e dedicata alle opere donate da Dina Viglianisi. L’esposizione sarà arricchita da documenti dell’Archivio di Stato di Catania, che riprendono alcuni temi principali della cartella: richieste di fuochisti, avvisi, ordinanze per regolamentare gli spari e la circolazione urbana durante la processione e programmi della festa di Sant’Agata. Saranno esposte, inoltre, diverse fotografie sulla Santa degli artisti emergenti Stefania Di Filippo (serie “Symbolon”) e Alessandro Romeo (serie “Gente di Agata”), di cui sono state selezionate le più attinenti ai soggetti presenti nelle opere di Dina Viglianisi. Le foto dei due artisti, provenienti dalla Galleria KŌART di Catania, diretta da Aurelia Nicolosi, nell'esaltare «una tradizione che si tramanda di padre in figlio», riescono egregiamente a valorizzare, da un lato, la memoria del culto agatino e, dall’altro, a far affiorare ed immortalare “l’attimo fuggente” della festa, ossia quei momenti indimenticabili di devozione e di emozioni vissuti tra, da e con il “Popolo di Agata”.

orari
Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.30
Sabato dalle 9 alle ore 12.30.

La locandina

 

Archivio di Stato di Catania
[t] 0957159860
[@] as-ct@beniculturali.it
[w] www.ascatania.beniculturali.it

Giovedì 31 gennaio 2019, a Roma, alle ore 16, presso la sala Alessandrina dell'Archivio di Stato (Complesso di Sant'Ivo alla Sapienza, corso Rinascimento 40), si tiene la presentazione del volume Officina della storia (n. 19/2018).

Interverranno i relatori Antonio Martorano e Leonardo Mineo, insieme ai curatori del volume, Gilda Nicolai e Federico Valacchi.

Il volume è dedicato alle trasformazioni degli archivi e dei contesti all'interno dei quali essi si generano. Il termine trasformazione è stato declinato, dagli autori, secondo modalità e sensibilità diverse, all'interno di una continuità di valori e metodologie che rimangono l'unica garanzia per governare il nuovo. 

La locandina

 

Archivio di Stato di Roma
[t] 06 67235631-49
[@] as-rm.mostre@beniculturali.it 
[w] www.archiviodistatoroma.beniculturali.it

A Venezia, giovedì 31 gennaio 2019, in occasione della Giornata della memoria, alle ore 15, presso la Scuola Grande di S. Marco (Campo Santi Giovanni e Paolo) si tiene l'inaugurazione della mostra Medici ebrei a Venezia. Tra scienza e umanità, tra integrazione e persecuzione, curata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige, insieme all’Archivio di Stato di Venezia, alla Scuola Grande di S. Marco ULSS 3 Serenissima e alla Comunità Ebraica di Venezia.

L’esposizione ha l’intento di esaminare l’assidua e continuativa presenza dei medici ebrei in Venezia e all’interno del suo ospedale civile antico e nuovo. Una presenza documentata ancor prima dell’istituzione del ghetto di Venezia che, com’è noto, è il più antico d’Europa e fondato per volontà del Consiglio dei Pregadi alla data del 29 marzo 1516. La professione del medico è l’unica nella quale, fatta salva quella “politicamente imposta” del prestatore di denaro, gli ebrei possono affermarsi. Le ragioni di questa eccellenza sono da ricollegarsi ad uno degli elementi che distinguono gli ebrei dai cristiani fin da subito: gli ebrei leggono, scrivono, studiano i Testi Sacri per imparare, conoscere e far tramandare ai loro discendenti la fede e la propria cultura e non è un caso che il medico sia spesso anche Rabbino. L’internazionalità dei rapporti delle comunità ebraiche europee, apparentemente relegate in ambiti ristretti ma invece capaci di relazioni fra di loro, è anche la ragione dell’aggiornamento in molte discipline, inclusa quella medica, che porteranno alla creazione di una classe medica autonoma riconosciuta e assimilata dalle maggiori Università Europe.

Per i motivi già illustrati i medici ebrei, a dispetto di quanto già indicato in una delle prime deliberazioni in materia, la deliberazione del IV Concilio Lateranense (1215) che decretava l’obbligo per gli ebrei di portare un segno distintivo, furono esentati da tale degradante ordinaria prassi. Poterono uscire dai ghetti e curare malati potenti e famosi ma pure semplici cittadini infermi e questo fino a quando l’emancipazione li rese, almeno sulla carta, uguali ai loro concittadini. Tale uguaglianza, in particolare dopo l’emancipazione, portò nel 1832 alla istituzione di un reparto di cura vigilato da un custode e dotato di cucina Koscher, dedicato agli israeliti all’interno dell’Ospedale Civile di Venezia, realtà che attesta il tentativo di una più equa integrazione sociale e politica della comunità ebraica in città. La storia dell’Ospedale Civile (1825-1980) sarà comunque sempre accompagnata dalla presenza di medici ebrei. Giacinto Namias, Michelangelo Asson, Giuseppe Jona, Umberto Saravalche con il proprio operato e con la propria preparazione umana e professionale hanno qualificato l’ospedale stesso anche se questo non poté bastare contro le leggi razziali del 1938. In particolare, Giuseppe Jona fu illustre medico dell’Ospedale civile di Venezia, benefattore e presidente dell’Ateneo Veneto e della Comunità ebraica di Venezia. Sacrificò la sua vita per non consegnare l’elenco degli ebrei della Comunità ebraica ai nazifascisti. Umberto Saraval fu il fondatore di uno dei primi reparti di odontostomatologia in Italia ma questo non gli evitò, dopo la promulgazione delle leggi razziali, di subire le discriminazioni inflitte alla “razza ebraica”. Poté dopo la guerra riprendere, non senza qualche difficoltà, la propria attività di primario. Di tale memoria si vuole con questa mostra documentaria ribadire il valore e la peculiarità.

Ingresso all'inaugurazione gratuito.

Durata della mostra: 31 gennaio - 31 marzo 2019; orari di apertura: 9:30 – 17:30; giorni di chiusura: domenica e lunedì (esclusa prima domenica del mese).

La locandina

Soprintendenza archivistica e bibliografica per il Veneto e il Trentino Alto Adige
Venezia
[t] 041 5222491 / 041 5225384
[@] sab-vta@beniculturali.it
Trento
[t] 0461 980049

[@] sab-vta@beniculturali.it

[w] http://www.sab-vta.beniculturali.it
 

Direzione Generale Archivi
Via di San Michele 22- 00153 Roma IT
Copyright © 2012
Disclaimer
+39 06 672361 
+39 06 4882358
posta elettronica