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L’Archivio di Stato di Taranto, in collaborazione con la Fondazione Ammiraglio Michelagnoli, l’Istituto Talassografico di Taranto “A. Cerruti”, sezione di Taranto dello IAMC-CNR e i reparti Carabinieri Forestale di Taranto e Martina Franca, ha organizzato la mostra storico-documentaria Ulivo e bisso marino. Il Mediterraneo che unisce (inaugurata il 22 settmbre 2018, in occasione delle GEP 2018), privilegiando due importanti risorse ambientali condivise dai Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo ed entrambe minacciate da agenti patogeni a causa dei quali rischiano l’estinzione.
L’ulivo, significativo elemento dell’agricoltura mediterranea, simbolo universale di pace e concordia tra i popoli, e la pinna nobilis, il più grande mollusco bivalve del mar Mediterraneo, con i suoi filamenti di bisso, rappresentano infatti una metafora del rapporto tra uomo ed ecosistemi nel mondo mediterraneo, e sono testimonianze secolari del patrimonio europeo che hanno scolpito profonde tracce nella cultura mediterranea e nell’economia delle nostre antiche comunità.
Il tema della condivisione è raffigurato nella carta geografica dell’artista-cartografo, Filippo Girardi, posta in apertura della mostra, che si sviluppa poi in sale diverse.
Nella mostra sono esposti documenti conservati nell’Archivio di Stato, oltre a materiale fotografico ed oggetti messi a disposizione da collezionisti, privati e pubbliche istituzioni, legati alla simbologia dell’ulivo e all’uso dell’olio, alla pinna nobilis e alla lavorazione del bisso marino che da essa si ricava.

La mostra, allestita presso la sede dell’Archivio di Stato (via Federico di Palma, 4), sarà visitabile fino al 30 marzo 2019, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. L'ingresso è gratuito. Per prenotare una visita guidata, chiamare il numero [t] 099 4529412

La locandina
 

Archivio di Stato di Taranto
[t] 099 4529412
[@] as-ta@beniculturali.it
[w] www.astaranto.beniculturali.it

 

Venerdì 22 febbraio 2019, alle ore 16, a Modena, presso l'Archivio di Stato, si tiene la conferenza Armi ed armati estensi nell'ultimo quarto del XV secolo in rapporto con le raffigurazioni di Pellegrino Prisciani, a cura di Massimiliano Righini e realizzata in collaborazione con il Circolo culturale La Cinquedea di Finale Emilia e l’Associazione culturale Compagnia di San Martino di Rimini.

Nelle sue Historiae Ferrariae Pellegrino Prisciani descrive con precisione, anche grazie all’esperienza maturata durante la guerra con Venezia (1482-84), le armi ed il costume militare in uso nell’ambito estense negli ultimi decenni del XV secolo. Un contesto che permette di effettuare una analisi precisa degliarmamenti descritti in queste opere che verranno messe a confronto con altre fonti documentarie allo scopo di ricostruire l’organizzazione delle “genti d’arme” estensi, approfondire il loro armamento ed il loro impiego nei contesti bellici del tempo. In particolare verranno descritti gli armamenti offensivi e difensivi delle “genti” a cavallo e a piedi, la grande capacità produttiva e di impiego delle artiglierie, lo sviluppo delle fortificazioni e le tattiche militari impiegate. Nel contesto dell’iniziativa parteciperanno alcuni reenactor che riproporranno ricostruzioni, estremamente realistiche, di armati presenti nel contesto delle guerre italiane del tardo Quattrocento. La Compagnia di San Martino, di Rimini, presenterà la ricostruzione di: un uomo d’arme, un fante ed un bombardiere, mentre il Circolo Culturale La Cinquedea, di Finale Emilia, presenterà la figura di uno schioppettiere. Sarà possibile, in questo contesto, approfondire alcuni aspetti del vestiario, dell’armamento e dell’impiego di questi armati.

Ingresso libero

La locandina

 

Archivio di Stato di Modena
[t]  059 230549
[@] as-mo@beniculturali.it
[w] www.asmo.beniculturali.it

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