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Nel percorso di avvicinamento al 2021, anno in cui ricorre il VII Centenario della morte di Dante Alighieri, l'Archivio di Stato di Perugia annuncia proprie iniziative. Nel frattempo, continua l'indagine negli archivi alla ricerca di memorie dantesche. Si presentano dei frammenti conosciuti, come quelli perugini, e inediti, ma di prossima pubblicazione, come quello spoletino.

È uno dei frammenti recuperati dalla rilegatura di due bastardelli del notaio perugino Antonio di Baldo, attivo a cavallo tra i secoli XV e XVI secolo. Si fanno risalire ad un codice membranaceo, la cui stesura è attribuita ad un umbro, forse perugino, attorno all’anno 1370. Le copertine una volta staccate furono restaurate dagli addetti del Laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato di Perugia. Quello che si pubblica è un frammento dell’Inferno, canto V, 25-40; il copista ha saltato i versi 41-46 e ha ripreso dal 47.

Il secondo frammento, recentemente individuato in un foglio di guardia del protocollo del notaio Pietropaolo di Antonio di Paolo di Norcia (1443-1444), riporta in una vulgata locale, i celebri versi (103-105) del canto V dell’Inferno:

Amor, ch’(a) nullo amato amar perdona,
Mi strençe de costuy cotanto forte
Che como vidi, anchor non me abandona

Coperta del bastardello del notaio perugino ser Antonio di Baldo, attivo a cavallo tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500.

I notai, professionisti della cultura giuridica, talvolta erano anche fini letterati come il perugino Bovicello, a cui A. Bartoli Langeli attribuisce i versi iscritti nella Fontana dei Pisano. Non è il caso di Antonio che fa scempio di una copia della Divina Commedia per riutilizzarla come coperta dei suoi bastardelli. Forse, questa poca attenzione è da attribuire alla circolazione, a queste date, di copie a stampa del poema dantesco.
Inferno, Canti XII-XIII, VII Cerchio.

 

 

 

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In seguito alle misure di contenimento del contagio da COVID-19 varate dal governo, l’apertura fisica dell’Istituto è ad oggi sospesa al pubblico. L'Archivio di Stato di Vercelli ha immediatamente recepito l’importanza di una comunicazione efficace nella sensibilizzazione alle misure urgenti varate dal Governo e nell’offrire un servizio per la fruizione a distanza del patrimonio documentario dell’Istituto attraverso i canali social network ufficiali, facebook e instagram. Nell'ambito della campagna promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo "La cultura non si ferma!" #iorestoacasa #museichiusimuseiaperti #archiviaperti, i funzionari archivisti proporranno, con aggiornamenti quotidiani, testimonianze documentarie attinte dal notevole patrimonio conservato nei depositi dell'archivio, curando in particolare la realizzazione di due mostre virtuali.

La cultura non si ferma! - Le iniziative dell'Archivio di Stato di Vercelli

 

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"La cultura non si ferma!" è la nuova pagina del sito Mibact che in questo periodo di chiusura dei luoghi della cultura, per emergenza coronavirus, permette agli italiani di rimanere in contatto on line con l’arte e la cultura direttamente da casa.

L’Archivio di Stato di Cosenza partecipa all’iniziativa presentando sul sito e sui social un saggio del suo ricco patrimonio documentario.

L’Archivio di Stato di Cosenza vuole rendere omaggio, ancora una volta, ai fratelli veneziani Attilio ed Emilio Bandiera per riaccendere la memoria su valori e  ideali quanto mai attuali, che caratterizzarono i protagonisti di un episodio amaro del Risorgimento italiano.  Al di là della propria storia e dei propri confini, i Bandiera furono trasportati dalla fortissima fede in un’Italia unita democraticamente in repubblica e con coraggio affrontarono l’ignoto nella nostra terra calabra, per difendere l’idea di un popolo libero raccolto dietro una sola bandiera.

La cultura non si ferma! - La pagina dedicata, nel sito dell'Archivio di Stato di Cosenza
 

 

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