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"La cultura non si ferma!" è la nuova pagina del sito Mibact che in questo periodo di chiusura dei luoghi della cultura, per emergenza coronavirus, permette agli italiani di rimanere in contatto on line con l’arte e la cultura direttamente da casa.

L’Archivio di Stato di Perugia partecipa all’iniziativa presentando sul sito e sui social un saggio del suo ricco patrimonio documentario.

A fine agosto 1938, alla Regia Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna dell’Umbria pervennero dal Ministero dell’Educazione Nazionale delle schede per il censimento del personale di razza ebraica che il Soprintendente doveva aver cura di far compilare e far sottoscrivere. Tale penoso adempimento toccò anche a Giovanni Cecchini, all’epoca dipendente della Regia Soprintendenza, ma che si ricorda soprattutto per essere stato un egregio direttore della Biblioteca comunale Augusta e, al contempo, primo direttore dell’Archivio di Stato di Perugia. Infaticabile e scrupoloso funzionario, a lui si deve l’inventario dell’archivio storico del Comune di Perugia (1956), strumento preziosissimo per chiunque si avvicini allo studio della storia del Comune dal medioevo all’Unità d’Italia.

La sua “colpa” fu quella di aver sposato l’ebrea Elena Modigliani e per questo motivo fu costretto a dare le dimissioni dall’esclusiva Accademia dei Filedoni, di cui era socio.

 

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"La cultura non si ferma!" è la nuova pagina del sito Mibact che in questo periodo di chiusura dei luoghi della cultura, per emergenza coronavirus, permette agli italiani di rimanere in contatto on line con l’arte e la cultura direttamente da casa.

L’Archivio di Stato di Cosenza propone nel suo sito un atto notarile del 1775 in cui traspare il dolore di una madre che ha assistito impotente alla malattia della propria figlia, colpita e uccisa in carcere dal morbo “d’Etticia”,  privata anche del diritto di essere ascoltata per il timore di diffondere il morbo.

Dalle cronache del tempo, si legge che il morbo d’Etticia  attaccava i polmoni e si manifestava con febbre lentissima, spesso non percepita, dolore e oppressione al petto, dimagrimento, aridità della bocca e flusso di sangue.

1775, novembre 28
Giovanna [Gramigna] di Belmonte, vedova di  Gennaro Veltri,  al presente abitante in questo casale di Grimaldo … con giuramento tactis scripturis  asserisce, testifica e fa fede, alla presenza di testimoni, che nel 1768 sua figlia Antonia, giovane obbediente, onesta e d’ottimi costumi, fu accusata ingiustamente di furto e rinchiusa nelle carceri su ordine del Governatore locale, a seguito di istanza dell’allora Agente generale di Belmonte. Colpita da  grave indisposizione che fu stimata febre sottile, cioè ettica per essere dimagrata dopo piccola febbre venutali in quelle Carceri, passò da questa a miglior vita.  Con grande dolore, la madre dichiara ancora che si sarebbe riavuta se solo fosse stata ascoltata dall’Agente che però si rifiutò di riceverla, per preservare se stesso e la sua famiglia dal contagio.  

La cultura non si ferma! - La pagina dedicata, nel sito dell'Archivio di Stato di Cosenza

 

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