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Podcast Lucciolina, un faro luminoso dal Fondo Marianna Montale: giornalino di giovani talentuose (Archivio di Stato di Milano)

Quanto spazio e quale voce per le giovani donne nell'Italia del primo 900? Il progetto Lucciolina ci restituisce una risposta autentica, di talento e sensibilità, quella di un gruppo di ragazze desiderose di raccontarsi in una rivista autoprodotta molto singolare. Teresa Feltrinelli la fondò; Marianna Montale (sorella di Eugenio) e Luisa Guglielmini ne furono redattrici responsabili. Tra il 1911 e il 1913 il numero unico prodotto artigianalmente viaggiò per tutta Italia, di socia in socia. L'universo di creatività e affetti di Marianna e delle altre Luccioline si tradusse in scritti, disegni, dipinti, foto e ricami. Quest'iniziativa vuole presentare brevemente il Fondo Marianna Montale, conservato in Archivio di Stato di Milano, condividendo alcune tracce manoscritte del prezioso itinerario di questi quindici volumetti. Il podcast sarà disponibile a partire dalle ore 18 del 5 giugno al seguente link: https://bit.ly/Podcast_Lucciolina.

Archivissima 2020 e la rete di MilanoAttraverso, 5-8 giugno

All’interno del festival di Archivissima, per la prima volta aperto a tutto il territorio nazionale, otto archivi della rete di MilanoAttraverso raccontano con dei podcast otto storie di donne fra lavoro e impegno sociale dall’Unità d’Italia ad oggi, coadiuvati dalle lettrici del Patto di Milano per la Lettura. Partecipano l’ASP Golgi Redaelli, l’Archivio del Lavoro, l’Archivio di Stato di Milano, l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, l’Archivio Storico della Società Umanitaria, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, la Cittadella degli Archivi, l’Unione Femminile Nazionale (https://bit.ly/Otto_storie_riscoperte_MilanoAttraverso).
Oltre ai podcast di ogni archivio, un podcast della giornalista e scrittrice Eliana Liotta racconta la rete e fa da trait d’union fra le singole storie. L’iniziativa è inserita anche nel palinsesto I Talenti delle Donne del Comune di Milano, dedicato alle protagoniste del pensiero creativo, dalle figure esemplari del passato alle molte testimoni di oggi nel mondo dell’arte, della cultura, dell’imprenditoria, dello sport, della scienza.

Sabato 6 giugno 2020, alle ore 11, presso il chiostro dell’Abbazia di Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle, sarà inaugurata la mostra storico-documentaria Le sigaraie della Manifattura Tabacchi di Chiaravalle”, curata dall’Archivio di Stato di Ancona.
La mostra ripercorre la storia della Manifattura Tabacchi attraverso i documenti dell’archivio storico dell’opificio oggetto di un recente lavoro di riordino e inventariazione. Il percorso si articola in una prima sezione dedicata ai lavori di ricostruzione del secondo dopoguerra che videro protagonista l’ingegnere Pier Luigi Nervi, per poi porre l’accento sulla figura delle sigaraie, centrale nella produzione manifatturiera.
Dai documenti emergono, da un lato, le dure condizioni di lavoro in un ambiente nocivo per la salute e caratterizzato da una rigida disciplina, dall’altro, lo sviluppo di un welfare aziendale decisamente all’avanguardia per l’epoca, con la creazione di una sala materna.
La mostra resterà aperta dal 6 giugno al 21 giugno (dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19).
La mostra sarà visitabile nel rispetto delle normative sull’emergenza Covid-19.
  

Il manifesto

L'invito

                                    

 

Archivio di Stato di Ancona
[t] 071 2800356
[@] as-an@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatoancona.beniculturali.it

 

 

 

 

 

 

Il 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente, quest’anno dedicata alla biodiversità. L’Italia è ricca di biodiversità, un patrimonio da tutelare e difendere attraverso il mutamento del  complesso rapporto tra l’uomo e la natura.

Anche il patrimonio calabrese è considerevole, in particolare l’olivo conta una biodiversità molto ampia. L’oliva Carolea, la Roggianella, la Grossa di Cassano,  la Dolce di Rossano, la Nostrana di Amendolara, la Mafra di Cerchiara, la Corniola di Villapiana caratterizzano il paesaggio della provincia di Cosenza a testimonianza  di una grande importanza che l’olivo e l’olio hanno avuto nella storia rurale, agricola, economica, alimentare.

Le fonti archivistiche evidenziano quanto il consumo di olio di oliva sia radicato nella tradizione agro-alimentare della Calabria, quanto sia stato importante il ruolo della produzione olivicola nell’economia delle nostre antiche comunità, non ultimo come l’olio sia stato utilizzato anche nei preparati dell’antica farmacopea.

Nei numerosi inventari di spezierie, presenti nei volumi notarili, la presenza dell’olio di oliva è una costante nella preparazione di unguenti ed altri medicamenti.

Nel 1588 il notaio Tullio Gatti redige l’inventario della merce esistente nella spezieria “aromataria” di Giovanni Battista Tauro in Cosenza. Nell’elenco compaiono sia l’olio cosiddetto comune, che era quello ricavato dalle olive, sia l’olio rosato e l’olio violato, ottenuti dalla macerazione nell’olio d’oliva dei petali dei fiori, e altri oli ricavati da diverse piante, quali  l’olio di cotogne, di mirtilli, di giglio bianco, di camomilla, di mandorle amare.  (ASCS, Notaio Tullio Gatti, n. 43, 1588,  cc. 23 – 31).

L’olio di rosa veniva usato per disinfettare le ferite e alleviare le infiammazioni cutanee, per le irritazioni gastriche o intestinali, per lenire otiti e mal di denti; in cosmesi era ricercato per la pulizia del corpo e per la composizione dei profumi.

L’olio violato era usato per lenire le infiammazioni e, in un preparato a base di rosso d’uovo e latte materno, per combattere l’insonnia.

 

Archivio di Stato di Cosenza
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[@] as-cs@beniculturali.it
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