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In occasione della Domenica di carta 2021, l'Archivio di Stato di Pordenone propone la mostra documentaria Roba da donne. Il lavoro femminile nelle carte d'archivio, ispirata al tema Le storie delle donne nelle carte d'archivio e dedicata alla storia dell'occupazione femminile nei secoli. Maestre, levatrici, casalinghe, contadine: sin dall'antichità le donne hanno svolto i lavori che le società hanno destinato loro e i documenti di tutte le epoche ce ne raccontano le vicende.

La mostra, visitabile nella giornata di domenica 10 ottobre 2021 dalle ore 9 alle ore 13, sarà accessibile solo con prenotazione e previa esibizione della Certificazione verde Covid-19.
Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero 0434 364356 o scrivere all'indirizzo email as-pn@beniculturali.it lasciando il recapito telefonico a cui essere ricontattati per la conferma.

 

Archivio di Stato di Pordenone
[t] 0434 364356
[@] as-pn@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatopordenone.beniculturali.it

Domenica 10 ottobre, dalle 9 alle ore 13, l’Archivio di Stato di Bergamo partecipa alla Domenica di carta con l’esposizione documentale Tutte ESINCLUSE proposta sia in formato digitale sul sito web che in sede, con illustrazione dei documenti da parte del Funzionario archivista. Si è scelto di presentare una serie di documenti relativi a quella parte della società che è tradizionalmente rimasta penalizzata o marginalizzata, quando non completamente esclusa, da diversi aspetti della vita sociale nel mondo del lavoro, nella politica, nelle istituzioni: le donne.

Questa marginalizzazione appare evidente proprio dalla difficoltà di reperire fonti archivistiche che riguardino figure femminili, se non circoscritte a specifici ambiti e ruoli. L’esposizione presenta alcuni documenti che testimoniano storie di donne nei diversi aspetti della vita sociale: nella sfera politico-economica, nell’impegno civile e politico, nell’ambito lavorativo e domestico.
Per accedere all’Archivio è necessario essere in possesso del Green Pass (ai sensi del D.L. 23 luglio 2021, n. 105).

Archivio di Stato di Bergamo
[t] 035 233131
[@] as-bg@beniculturali.it
[w] www.asbergamo.beniculturali.it

 

 

 

In occasione della Domenica di carta, la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Abruzzo e del Molise e l’Archivio di Stato di Pescara presentano, domenica 10 ottobre, dalle ore 9 alle ore 13, presso i locali dell'Archivio di Stato di Pescara (via Cesare de Titta 1), la mostra storico-documentaria Le storie delle donne nelle carte d'archivio: Filomena Delli Castelli - Ondina Valla due percorsi di vita. La storia di due donne attraverso documenti e immagini: Filomena Delli Castelli, una delle 21 donne elette all'Assemblea costituente italiana il 2 giugno 1946 e Ondina Valla, primo oro femminile italiano alla Olimpiadi del 1936.
L’ingresso sarà contingentato e consentito previa prenotazione al n. 085 4549724 o tramite e-mail a as-pe@beniculturali.it. I visitatori dovranno indossare la mascherina ed esibire il green pass.

 

Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Abruzzo e del Molise
[t] 085 2924701 (PE) 0874 310124 (CB)

[@] sab-amo@beniculturali.it
[w] www.sa-abruzzo.beniculturali.it

Nelle sommosse e nelle guerre.
Gli archivi milanesi durante l’età napoleonica

Inaugurazione mostra in occasione della Domenica di Carta

Mostra visitabile dal 10 ottobre 2021 al 31 gennaio 2022

A 200 anni dalla morte di Napoleone, l’Archivio di Stato di Milano propone una mostra dedicata alle ricadute archivistiche di quel «turbine memorando piombato dalle Alpi», come lo avrebbe definito molti anni dopo il direttore degli archivi governativi lombardi Giuseppe Viglezzi. Mentre l’Italia era investita dall’ impetuosa avanzata delle truppe comandate dal generale Bonaparte, nel chiuso degli archivi prendeva il via una battaglia più silenziosa, ma destinata a produrre effetti duraturi nel tempo. Nel giro di un quarto di secolo, dal 1796 al 1821, molti archivi italiani subirono razzie, trasferimenti improvvisi, accorpamenti e smembramenti, frutto delle alterne vicende belliche che segnarono l’età napoleonica e i primi anni della Restaurazione.

La mostra segue quattro filoni narrativi intrecciati tra loro, ciascuno contraddistinto da un colore.

  • Il contesto storico che fa da sfondo alle vicende archivistiche, indicato con il colore giallo e introdotto attraverso una cronologia essenziale, è illustrato da Maria Pia Bortolotti con una selezione di documenti dall’alto significato simbolico: intestazioni finemente decorate per esaltare l’avvio di una nuova era di uguaglianza e libertà, progetti di monumenti e stampe dedicati all’esaltazione e alla caduta dell’imperatore, sigilli e molti altri pezzi rari tratti dai fondi più preziosi del nostro patrimonio.
  • Marco Lanzini ci guida alla scoperta delle vicende interne dell’Archivio, nella sezione di colore rosso, mostrandoci tutte le contraddizioni di un periodo nel quale l’istituto, non ancora affrancato dalla sua antica veste di Archivio segreto, tentò di aprirsi a un nuovo pubblico di eruditi e studiosi.
  • Allo stesso Lanzini è stato dato il percorso verde, dedicato alle peripezie subite dalla documentazione nel corso di quella travagliata epoca. A emergere è una Milano crocevia di un continuo flusso di casse ricolme di documenti, protagonisti di un ideale tour tra Venezia, Parigi, Vienna e molte altre città italiane ed europee, le cui tappe furono scandite dai trionfi e dalle sconfitte francesi.
  • La nostra storia non poteva che concludersi con l’esilio del suo protagonista assoluto sulla sperduta isola di Sant’Elena. Nell’ultima stanza dell’esposizione, di colore azzurro, Carmela Santoro ci racconta il curioso destino di tre ciocche di capelli di Napoleone, sequestrate nel 1817 a Natale Santini, suo collaboratore giunto in Italia con il singolare “cimelio”. I capelli entrarono dunque a far parte del fascicolo archivistico relativo alle indagini sul Santini, arrivando sino a noi all’interno del fondo Presidenza di Governo. Un destino assai beffardo per Napoleone, idealmente “archiviato” proprio tra quelle stesse carte di cui egli era stato per quasi quindici anni padrone assoluto.

Nel corso delle visite guidate tenute in occasione dell’inaugurazione della mostra, domenica 10 ottobre, celebri personaggi venuti dal passato accompagneranno i visitatori lungo il percorso della mostra. La Storia prende vita all’Archivio di Stato!

Visite gratuite per l’inaugurazione prenotabili su Eventbrite:
https://bit.ly/PrenotazioneMostraAsmi
Orari visite: 15, 16, 17 e 18.

La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 31 gennaio, prenotandosi su Eventbrite:
https://bit.ly/PrenotazioneMostraAsmi
Nelle seguenti giornate:
- giovedì e venerdì, ore 11 e ore 13, con la formula "prenota la tua visita guidata alla mostra in pausa pranzo".

Aperture straordinarie in occasione delle Giornate d’Autunno del FAI:

- sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle 10 alle 18, prenotandosi su: https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/ (link attivo a partire da venerdì 8 ottobre)

Per altre aperture straordinarie seguici sul sito: www.archiviodistatomilano.beniculturali.it

La mostra, organizzata dall'Archivio di Stato di Milano, rientra nel palinsesto delle iniziative del Comitato per il bicentenario napoleonico (www.napoleone21.eu), con il supporto dei media partner Rai Storia e Rai Cultura.

 

Per informazioni: as-mi.comunicazione@beniculturali.it

Il manifesto

 

Archivio di Stato di Milano
[t] 02 7742161
[@] as-mi@beniculturali.itas-mi.comunicazione@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatomilano.beniculturali.it

In occasione della Domenica di Carta 2021, l’Archivio di Stato di Frosinone propone alcuni documenti storici, scelti tra i più significativi conservati presso la sede dell'Istituto, per mostrare il ruolo avuto dalle donne nella società nel corso degli ultimi secoli e, in particolare, per evidenziare il percorso evolutivo della storia femminile e il passaggio da una posizione subalterna alla parità dei diritti. Il raggiungimento di tale parità, però, non è stato accompagnato da una eguale consapevolezza nella società dal momento che, ancora oggi, nel mondo del lavoro si trovano ancora discriminazioni di genere.
Certo, strada ne è stata fatta se pensiamo che fino al secolo scorso le donne erano sotto la tutela dei genitori, prima, e, in loro assenza, dei fratelli maschi e del marito, poi. Ed ancora, risultavano assenti da atti fondamentali per la loro vita come quelli relativi ai contratti matrimoniali e, solo nel 1919 si è finalmente superato l'anacronismo storico, riconoscendo alla donna la capacità giuridica di agire in proprio. Limitazione che però non impediva alle donne di svolgere una serie di attività lavorative oltre quelle domestiche partecipando al sollievo dei bilanci familiari: erano balie, operaie, artiste, contadine, mammane. Così come nel periodo del cosiddetto brigantaggio, non poche sono state le donne che hanno seguito i compagni sulle montagne, vivendo con essi una vita di ristrettezze e di pericolo.
È dopo la fine della Seconda guerra mondiale che è avvenuta la definitiva equiparazione dei diritti tra i due sessi, con l'estensione del diritto di voto alle donne e, quindi, della possibilità di leggere e di essere elette nelle cariche pubbliche. È stato un percorso lungo e faticoso che finalmente ha riconosciuto l'importanza delle donne nella società.
Il nostro pensiero va a tutte coloro che nel passato hanno dovuto chinare il capo, anteponendo interessi di altri ai propri ed a quelle che, con ostinazione, hanno permesso con il loro agire di superare questo arcaico retaggio.
Attraverso queste immagini, scelte tra le carte d’archivio, si vuole, quindi, mostrare il cammino compiuto dalle donne fino ad arrivare alla conquista del diritto di voto e ripercorrere quei momenti che, una volta superate le discriminazioni, fornirono gli strumenti culturali per giungere alla parità.

La locandina

 

Archivio di Stato di Frosinone
[t] 0775 872522
[@] as-fr@beniculturali.it
[w] www.asfrosinone.beniculturali.it

In occasione della Domenica di Carta 2021, domenica 10 ottobre l’Archivio di Stato di Ancona proporrà una mostra documentaria dal titolo Repubblicane, comuniste, antifasciste, anarchiche o “di facili costumi”: le sorvegliate politiche nelle carte dell’Archivio di Stato. I documenti esposti sono per la maggior parte conservati nella serie “Sorvegliati politici” del fondo Questura di Ancona. Tra i “sovversivi”  figurano anche molte donne: alcune di esse sono sottoposte a controllo delle autorità di Pubblica Sicurezza perché mogli o figlie di sovversivi, o perché dedite ad attività considerate moralmente disdicevoli, ma altre erano in prima persona dedite alla politica e alla propaganda antifascista. Dalla consultazione di questi fascicoli si ricava uno spaccato interessante delle persone finite sotto l’occhio della Questura, dall’insegnante controllata perché ascolta “Radio Londra” alla donna “circondata da parenti che professano sentimenti anarchici”.

La mostra sarà aperta dalle 9 alle 13. Per partecipare all'evento è obbligatorio prenotare scrivendo all'indirizzo email as-an@beniculturali.it o telefonando al n. 071 2800356. È inoltre necessario essere in possesso del Green Pass. Nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria previste dalla normativa nazionale, l’ingresso sarà contingentato.

 

Archivio di Stato di Ancona
[t] 071 2800356
[@] as-an@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatoancona.beniculturali.it

 

 

In occasione della Domenica di carta, l'Archivio di Stato di Rimini organizza un’iniziativa dal titolo Una donna alla corte dei Malatesta: dialogo su Isotta degli Atti e Sigismondo Pandolfo Malatesta, che prevede l’intervento di due autori: Elisa Tosi Brandi, autrice del libro Sigismondo Pandolfo Malatesta: oggetti, relazioni e consumi alla corte di un signore del tardo medioevo e Oreste Delucca, autore del libro Isotta degli Atti: L’amore e il potere. Al centro della conversazione, una delle cosiddette “donne malatestiane”: Isotta degli Atti. L’evento sarà accompagnato dall’esposizione di una selezione di documenti significativi appartenenti al Fondo Notarile e al Fondo Diplomatico.


Archivio di Stato di Rimini

[t] 0541 784474
[@] as-rn@beniculturali.it
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Per l’evento Domenica di Carta 2021 l’Archivio di Stato di Rovigo intende proporre la presentazione del film documentario La Storia Vergognosa prodotto dalla regista Nella Condorelli con documenti del fondo Adolfo Rossi conservato presso il medesimo Istituto, ad illustrazione del tema proposto dalla DGA: “La storia delle donne nelle carte d’archivio”.

Dopo l'illustrazione della figura di Adolfo Rossi ad opera di Pier Luigi Bagatin, in ideale collegamento con la mostra documentaria visitabile fino al 10 ottobre 2021, la regista introdurrà il proprio lavoro, che verrà proiettato a seguire. Il film, riconosciuto "d'interesse culturale" dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura, racconta la ricerca di una giovane donna, Fiorella, quarta generazione di emigranti nel continente americano, modella affermata nel mondo dell’alta moda, che torna in Sicilia da dove i suoi bisnonni emigrarono nel 1910, spinta dal desiderio di conoscere a fondo una storia che la riguarda: la Grande Emigrazione italiana, l'ondata migratoria che, a cavallo tra fine Ottocento e primi del Novecento, portò nel continente americano più di cinque milioni di italiani. Uomini, donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine, famiglie di contadini in maggioranza, che partivano da tutte le regioni, Nord e Sud.

Sempre in tema di "donne nelle carte d'archivio", sarà infine ricordata anche la ricerca condotta sulle cartelle cliniche dell’Ospedale Psichiatrico provinciale dal titolo Carte da S-legare Le donne dell’OPP. Adami Lavinia, con lettura di lettere e drammatizzazione di Roberto Costa e Giorgia Brandolese.


La locandina

 

Archivio di Stato di Rovigo
[t] 0425 24051
[@] as-ro@beniculturali.it
[w] www.archiviodistatorovigo.beniculturali.it

In occasione della Domenica di carta, l'Archivio di Stato di Novara organizza visite guidate alla mostra documentaria La difesa della donna. I reati di violenza nelle carte processuali del Tribunale di Novara (1892-1914).

Apertura dalle 9 alle 17. Visite guidate alla mostra e ai depositi, su prenotazione, per gruppi di massimo 10 persone alle ore 10, 11.30, 14 e 15.30. In caso di elevata affluenza potranno essere aggiunte ulteriori visite.

 

Archivio di Stato di Novara
[t] 0321 398229
[@] as-no@beniculturali.it
[w] archiviodistatonovara.beniculturali.it

Mercoledì 6 ottobre 2021, alle ore 16, nella sede dell'Archivio di Stato di Siena, si presenta il volume La Sboba. Diario dell’internato militare n. 30067 dall’8 settembre 1943 al 5 settembre 1945 di Giulio Prunai, a cura di Maria Prunai (Firenze, Polistampa 2020).

Mille pagine di testo manoscritto per raccontare oltre settecento giorni trascorsi nei lager nazisti: il diario di Giulio Prunai è una delle testimonianze più estese e dettagliate mai rese da un prigioniero di guerra italiano. Dopo un lungo lavoro di trascrizione, annotazioni e indici a cura della figlia Maria – a partire da una versione dattiloscritta preparata dallo stesso Prunai negli anni Settanta e conservata nell’Archivio di Stato di Siena (Manoscritti C 78-80) – il documento è oggi finalmente pubblicato (3 tomi per 1096 pagine complessive) dall’editrice fiorentina Polistampa.

La presentazione di mercoledì 6 ottobre è a cura  di Stefano Moscadelli (Università di Siena). Interverranno Cinzia Cardinali, direttrice dell’Archivio di Stato, Mauro Perini, presidente della sezione fiorentina dell’ANEI (Associazione nazionale ex internati) e Nicola Labanca (Università di Siena), autore dell’ampio testo introduttivo al volume.
Sarà presente la curatrice Maria Prunai.

Giulio Prunai (Siena 1906 – Firenze 2002), soprintendente archivistico per la Toscana dal 1954 al 1971, era tenente commissario della Regia Marina quando l’8 settembre 1943 fu catturato a Tolone, andando incontro alla deportazione dopo essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Farà ritorno a casa soltanto alla fine della guerra, nel settembre 1945, dopo due anni di internamento tra Germania e Polonia. Nel suo diario, scritto con mezzi di fortuna e mantenuto segreto per tutta la durata della prigionia, traccia un affresco quanto mai nitido e minuzioso della vita nei campi di concentramento: una storia giornaliera della fame, del freddo, del lavoro coatto, delle violenze, dei crimini di guerra e degli altri avvenimenti che costarono la vita a circa cinquantamila internati e segnarono per sempre tutti gli altri.
Il diario di Giulio Prunai ha alcune caratteristiche non comuni: è veramente scritto giorno per giorno, da una persona che, per professione, si dedicava alla conservazione della memoria e che copre il periodo dall’8 settembre 1943 al settembre 1945 data del suo ritorno a casa. Quasi una telecamera puntata giorno e notte sulla vita dei prigionieri. L’autore vi registra tutti gli eventi dei quali viene a conoscenza e riporta lunghe liste di nomi di prigionieri incontrati, con particolare cura quelli di Siena e i toscani. Oltre le varie tematiche che vi si trovano, il diario può inoltre essere di ausilio per lo studioso della lingua in quanto contiene molte espressioni in vernacolo senese, altre usate nella campagna fra Siena e Grosseto e nell’Amiata. Siena è lo sfondo sul quale si muove la vicenda personale del prigioniero, l’amore per la sua città emerge ovunque: il convento dell’Osservanza, la piazza del Campo, il Castellare, La Lizza, Il Palio ecc. Anche alcuni famosi negozi del tempo sono citati per criptare il nome di ciò che vi si vende: il Masignani (pasta), il Soldatini (sapone, profumi), la sora Paolina (tabacco). Il desiderio di riabbracciare la famiglia, di riprendere i propri studi e di ritornare a Siena, lo spingono a mettere in essere tutti gli espedienti possibili per non cedere ai tedeschi e soccombere alla guerra alla quale era contrario, come molti dei suoi compagni di sventura.

La locandina

 

Archivio di Stato di Siena
[t] 0577 247145
[@] as-si.comunicazione@beniculturali.it
[w] www.archiviodistato.siena.it

 

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