Criteri e strumenti per migliorare l'accessibilità
dei siti web e delle applicazioni informatiche a persone disabili
A tutte le Amministrazioni pubbliche
A seguito delle linee guida dettate nella materia dal Dipartimento della
funzione pubblica, con circolare n. 3/2001 del 13 marzo 2001 (pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2001, Serie generale, n. 65) vengono
indicati criteri e strumenti per favorire l'accesso ai siti web delle pubbliche
amministrazioni e l'uso delle applicazioni informatiche da parte delle
persone disabili.
In particolare, vengono specificati i criteri da rispettare nella progettazione
e manutenzione dei sistemi informatici pubblici, per favorire l'accessibilità
ai siti web che mettono a disposizione di cittadini e imprese informazioni
e servizi interattivi mediante tecnologie e protocolli Internet e alle
applicazioni informatiche utilizzate dal personale della pubblica amministrazione
e da cittadini e imprese per i servizi resi così fruibili.
Le amministrazioni che intendessero aderire integralmente agli
orientamenti espressi dal WAI "Web content accessibility guidelines 1.0"
del consorzio W3C, potranno raggiungere un miglior livello di accessibilità
dei propri siti.
Per quanto riguarda la progettazione o la riconversione di sistemi
applicativi rivolti ad un insieme limitato di utilizzatori, le amministrazioni
sono invitate in via preliminare a valutare il livello di effettiva e possibile
utilizzazione delle applicazioni da parte di soggetti disabili.
1. Disabilità e tecnologie assistive: principi generali di
intervento per favorire l’accessibilità
Per disabilità si intende qualsiasi restrizione o impedimento
nel normale svolgimento di un'attività derivante da una menomazione.
In questo contesto vengono considerati soltanto gli aspetti di interazione
con i sistemi informatici; il termine “accessibilità” va inteso
quindi come la proprietà dei sistemi informatici di essere fruibili
senza discriminazioni derivanti da disabilità.
Le disabilità possono essere:
a) fisiche, che comprendono le disabilità motorie, relative
al controllo dei movimenti degli arti, e sensoriali, che riguardano limitazioni
della vista e dell'udito;
b) cognitive, che possono eventualmente associarsi a menomazioni
motorie o sensoriali. Le limitazioni delle funzioni intellettive possono
assumere caratteristiche diverse (disturbi della parola, del linguaggio,
della coordinazione del pensiero ecc.), tali da ridurre i livelli di comunicazione,
attenzione e risposta agli stimoli esterni.
Le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono di superare
o ridurre le condizioni di svantaggio dovute ad una specifica disabilità,
vengono di seguito denominate “tecnologie assistive” o “ausili”.
Il grado più elevato di accessibilità si consegue attuando
il principio della “progettazione universale”, secondo il quale ogni attività
di progettazione deve tenere conto della varietà di esigenze di
tutti i potenziali utilizzatori. Questo principio, applicato ai sistemi
informatici, si traduce nella progettazione di sistemi, prodotti e servizi
fruibili da ogni utente, direttamente o in combinazione con tecnologie
assistive.
L’applicazione del principio di progettazione universale può
presentare dei limiti e, in alcuni casi, porre vincoli alla creatività.
Nel caso dei siti web, i vincoli riguardano le modalità di attuazione
delle varie soluzioni tecniche, piuttosto che il contenuto e l’estetica
dei documenti, per cui non si traducono in limitazioni della possibilità
espressiva. Nel caso di sistemi informatici dedicati a specifiche finalità
applicative, vi sono situazioni nelle quali non è possibile una
completa e generale applicazione del principio, in quanto le soluzioni
tecniche disponibili, allo stato, non permettono di rendere tutte le possibili
funzioni accessibili a qualunque utente, indipendentemente dalle sue capacità
fisiche e sensoriali. Le possibilità attuali coprono, tuttavia,
una casistica molto vasta e suscettibile di ulteriore continuo ampliamento
grazie all’evoluzione tecnologica.
La rispondenza ai requisiti di accessibilità deve essere interpretata
in maniera non limitativa: gli autori non devono essere scoraggiati ad
usare elementi multimediali, ma, al contrario, invitati a sfruttarli per
assicurare l’accesso alle informazioni a una sempre più vasta platea
di utenti.
Per quanto concerne i siti web e, più in generale, i programmi
di accesso a sorgenti separate di informazione, il requisito di accessibilità
sarà tanto più facilmente soddisfatto quanto più la
progettazione si sia basata sulla separazione dei contenuti dalle modalità
di presentazione. La separazione è resa oggi più agevole
dal diffondersi di linguaggi di marcatura e dall’utilizzo di style-sheet.
In generale, l’elemento architetturale di un sistema informatico che
viene maggiormente interessato dal problema dell’accessibilità è
l’interfaccia utente; pertanto, nella progettazione o nell’adattamento
di interfacce esistenti, è fondamentale un’adeguata conoscenza delle
opportunità offerte dalla tecnologie assistive per sfruttarle nel
modo migliore, tenendo conto delle finalità applicative.
Per favorire il rispetto dei principi illustrati, vengono fornite nel
seguito definizioni di accessibilità riferite a specifiche configurazioni
di postazione di lavoro e tecnologie assistive, sulle quali effettuare
i test appropriati.
2. Linee guida e criteri per l’accessibilità dei siti web
Un "sito web accessibile" è un sito Internet il cui contenuto
informativo multimediale e le cui procedure di interazione e navigazione
siano fruibili da utenti dotati di browser con diverse configurazioni,
che consentano di disabilitare le funzioni di caricamento di immagini,
animazione, suono, colore, temporizzazione e omettere l'uso di visualizzatori
addizionali.
Per rendere accessibile un sito web ci si deve attenere alle seguenti
indicazioni:
a) struttura del sito
- nel progettare il sito occorre prevedere una struttura comprensibile,
applicando quei criteri di usabilità che prescrivono di evitare
l’affollamento di link e strutture di pagina e di navigazione complesse;
- il sito deve essere dotato di una mappa di navigazione interattiva
per migliorare la comprensione della struttura e di un motore di ricerca
con controllo ortografico incorporato;
- è consigliabile mantenere una struttura omogenea delle pagine;
b) accessibilità
- è sconsigliabile il ricorso a versioni parallele (grafica,
solo testo, grandi caratteri, ecc.), per le conseguenti maggiori difficoltà
di aggiornamento, a meno che non sia questo l’unico modo per garantire
un miglioramento effettivo del grado di accessibilità. In questo
caso, deve essere assicurato l'allineamento del contenuto delle pagine
del sito accessibile e con quelle del sito principale. Nel caso di intervento
di recupero di accessibilità su un sito esistente, si raccomanda
di utilizzare la soluzione di restauro delle pagine, rispettando le regole
di accessibilità;
- nella realizzazione dei documenti, si devono ricercare soluzioni
che permettano la compresenza di componenti orientate a diverse necessità
degli utenti. Ad esempio, per i browser che non trattano queste componenti
occorre utilizzare le opzioni noframes e noscripts, che forniscono procedure
alternative; un’altra soluzione consiste negli "equivalenti testuali" che
consentono di fornire le stesse informazioni a coloro che non possono fruire
di una o più componenti multimediali. Gli equivalenti testuali vanno
applicati a componenti quali: immagini, rappresentazioni grafiche del testo
(inclusi i simboli), bottoni grafici, regioni delle mappe immagine, applets
e altri oggetti di programmazione, ASCII art, piccole immagini usate come
identificatori delle voci di una lista, spaziatori, disegni, grafi, filmati
o altre immagini in movimento, come GIF animate. Gli equivalenti testuali
potranno essere semplici etichette associate all'elemento o vere
e proprie descrizioni dettagliate inserite in una pagina separata e collegata
all'elemento grafico mediante un link, in funzione del contenuto informativo
dell’elemento grafico stesso: per una immagine, una vera descrizione è
necessaria soltanto se significativa per la comprensione del documento
nel quale è inserita; negli altri casi è sufficiente un’etichetta
testuale che ne indichi la funzione;
- si sconsiglia l’uso di figure di sfondo ad una pagina e di testi
realizzati in forma di immagine: una figura di sfondo disturba la percezione
del testo sovrapposto da parte dei disabili cognitivi e degli ipovedenti
e un’immagine di testo non possiede flessibilità sufficiente per
adattarsi alle esigenze degli utenti ipovedenti;
c) formati e fruibilità delle informazioni
- è utile predisporre una versione compressa dei documenti di
grandi dimensioni da scaricare, la quale comprenda i file collegati indispensabili
alla navigazione fuori linea, usando link di tipo relativo. I nomi dei
file e delle directory devono essere compatibili con tutti i programmi
di navigazione. I formati dovrebbero essere accessibili e non proprietari:
HTML, RTF, testo. Se fossero necessari altri formati, come PDF, GIF, JPG,
sarebbe necessario accompagnarli con una versione accessibile;
- si raccomanda l'uso di fogli di stile, in applicazione del principio
di separazione fra contenuto e visualizzazione delle pagine. La flessibilità
e intercambiabilità dei fogli di stile consentono di personalizzare
la presentazione dei documenti secondo le esigenze dell'utente, attraverso
la scelta dei font, le loro dimensioni e il più adatto contrasto
cromatico. In generale, è consigliabile che la rappresentazione
grafica, per i testi e per le immagini, sia semplice: vanno evitati caratteri
troppo piccoli, righe compresse, font bizzarri, colori sfumati o con tenui
contrasti con lo sfondo;
- si sconsiglia l’uso di tabelle ai fini dell'organizzazione della
struttura delle pagine, almeno quando il contenuto perda senso se la tabella
venga linearizzata. Riguardo all’uso delle tabelle per la presentazione
e la tabulazione dei dati, occorre comporre i documenti con i marcatori
necessari per l'individuazione della cella all’interno della griglia. In
particolare, è utile inserire le intestazioni di riga e di colonna,
affinché i dispositivi alternativi di visualizzazione possano procedere
ad una corretta individuazione della cella. Risulta anche utile una descrizione
dell’organizzazione dei dati, fornita ad esempio come didascalia della
tabella. Quando si debbano creare tabelle complesse (ad esempio con struttura
nidificata), è consigliabile fornire una pagina alternativa con
una versione linearizzata delle tabelle stesse.
La procedura di verifica di accessibilità deve simulare le condizioni
di utilizzo da parte dell'utente disabile.
Si considera accessibile un sito che non ostacoli l’orientamento, la
navigazione, la lettura di pagine e documenti, lo scaricamento di file
e l’interazione con form o quant'altro richieda introduzione di dati e
gestione di comandi, quando tali operazioni siano eseguite da una persona
sufficientemente addestrata nell'uso di una postazione di lavoro, con una
configurazione dotata di uno o più dei seguenti software e ausili:
1) browser grafico, anche se privo di visualizzatori speciali, con
capacità di gestione di fogli di stile o di componenti multimediali
disabilitate (immagini, animazioni, suoni, colore): MS Internet Explorer,
Netscape Navigator, Opera, Amaya;
2) browser testuale Lynx 2.8 o superiore, in versione per Unix, Dos
o "Prompt di Dos" di Windows 95 o superiore;
3) come al punto 2), in combinazione con uno screen reader testuale
per Dos;
4) come al punto 1), in combinazione con uno screen reader per ciechi
operante sotto Windows 95 o superiore;
5) come al punto 1), in combinazione con un ingranditore di schermo
per ipovedenti;
6) come al punto 1), in combinazione con un ausilio per disabili motori,
con tastiera e/o mouse alternativi;
7) come al punto 1), in combinazione con un sistema di input vocale
a controllo completo dell’interfaccia utente.
Gli ausili si intendono in “versione italiana recente”, cioè
disponibile in Italia da gennaio 2000 o successivamente.
I browser ai punti 1) e 2), essendo svincolati dalla tecnologia assistiva,
rispondono all'esigenza di una verifica di prima approssimazione, effettuabile
direttamente dallo sviluppatore, e coprono le necessità di quegli
utenti che, pur non essendo affetti da minorazioni motorie o sensoriali,
si trovano in condizione di non poter fruire pienamente di tutte le componenti
multimediali di un sito, a causa di condizioni ambientali o di limitazioni
tecnologiche.
Le verifiche di accessibilità con le configurazioni indicate
al punto 1) potranno simulare varie condizioni di disabilità, attraverso
la disattivazione selettiva di una o dell'altra funzione multimediale (ad
esempio: immagini e grafica per simulare la cecità, suoni per la
sordità, colori per i difetti di percezione cromatica).
La verifica, allorché siano adottate le diverse forme di tecnologia
assistiva nei punti da 3) a 7), consente di riprodurre meglio le condizioni
operative di utenti disabili. È raccomandata la compatibilità
con tutti i modelli o versioni delle tipologie di ausilio elencate; tuttavia
il livello minimo di accessibilità si potrà considerare raggiunto
anche se assicurato soltanto con gli ausili più avanzati.
3. Linee guida e criteri per l’accessibilità delle applicazioni
software
Le barriere presenti nelle applicazioni software costituiscono uno
degli ostacoli all’integrazione del personale disabile nelle attività
degli uffici ed una fonte di discriminazione per i cittadini disabili che
vengono esclusi o limitati nella fruizione dei servizi disponibili per
via telematica. Una tipologia particolarmente importante è quella
delle applicazioni didattiche multimediali, per le conseguenze che ha sull’integrazione
dei ragazzi disabili nella scuola. Per le applicazioni multimediali che
adottino le medesime modalità di presentazione del web, le
problematiche di accessibilità si riconducono a quelle esposte in
precedenza.
Ai fini dell’accessibilità, i criteri fondamentali ai quali
le amministrazioni sono invitate ad attenersi nello sviluppo di applicazioni
informatiche sono i seguenti:
a) accessibilità dalla tastiera
- tutte le funzioni dell’applicazione devono essere gestibili da tastiera.
Tutte le azioni previste con l'uso di dispositivi di puntamento e manipolazione
di oggetti devono essere rese possibili anche con equivalenti comandi di
tastiera e devono essere chiaramente descritte nella documentazione dell'applicazione;
- i comandi impartiti con combinazione di tasti di scelta rapida devono
rispettare, per le operazioni più comuni, le scelte abituali del
sistema operativo e devono essere ridefinibili dall'utente per risolvere
eventuali problemi di conflitto con quelli della tecnologia assistiva.
Vanno inoltre preferite combinazioni semplici di tasti che risultino di
facile memorizzazione e richiedano una modesta abilità manuale per
l'esecuzione;
- l’applicazione deve prevedere una successione logica delle operazioni
di interazione. La successione deve essere chiaramente individuabile dalla
tecnologia assistiva, per seguirne il percorso e consentire l'interpretazione
alternativa delle operazioni;
- l’applicazione non deve interferire con le funzioni di accessibilità
eventualmente disponibili nel sistema operativo;
- i comandi che prevedono una risposta a tempo devono essere evitati,
oppure deve essere prevista la possibilità, per l’utilizzatore,
di regolare il tempo di risposta;
b) icone
- tutte le icone devono avere una chiara etichetta testuale o un'alternativa
testuale selezionabile dall'utilizzatore;
- ad ogni icona deve essere associata una combinazione di tasti di
scelta rapida. Per le barre di icone deve essere disponibile anche un menù
a tendina con comandi equivalenti;
c) oggetti
- l’applicazione deve usare le routine di sistema per la presentazione
del testo, in modo da permetterne l'interpretazione alla tecnologia assistiva.
L'informazione minima da fornire per tale interpretazione è costituita
dal contenuto testuale dello schermo, dagli attributi del testo e dalla
posizione del cursore;
- l’applicazione deve rendere disponibili sufficienti informazioni
sugli oggetti usati dall'interfaccia utente, affinché la tecnologia
assistiva possa identificarli e interpretarne la funzione;
d) multimedia
- l’applicazione deve prevedere opzioni alternative di segnalazione
visiva di avvertimento e rinforzo delle segnalazioni sonore di allarme
del programma;
- l’applicazione deve prevedere opzioni di presentazione sincronizzata
in formato testuale di tutte le informazioni audio, per mezzo di didascalie,
sotto-titolazioni o altro, se questo non sia palesemente in contrasto con
le funzioni del programma o oggettivamente impossibile da realizzare o
non sufficiente per un utilizzatore non udente;
- l’applicazione deve prevedere opzioni di descrizione vocale o presentazione
sincronizzata in formato testuale di tutte le informazioni di tipo video
se questo non è palesemente in contrasto con le funzioni del programma
o oggettivamente impossibile da realizzare o non sufficiente per un utilizzatore
non vedente (ad esempio programmi CAD o di montaggio fotografico);
e) presentazione a video
- l’applicazione non deve usare il colore come mezzo per fornire informazione
o indicare una azione selezionabile in un menu oppure deve prevedere un
metodo alternativo utilizzabile anche da chi non percepisce i colori;
- l’applicazione deve permettere all'utilizzatore di scegliere i colori
e regolare il loro contrasto, sia nell'interfaccia utente sia nelle aree
di lavoro e presentazione dei dati;
- l’applicazione non deve contenere immagini di sfondo in presenza
di un testo o un grafico importante, oppure deve essere fornita di una
opzione per eliminare tale sfondo;
- l’applicazione deve permettere all'utilizzatore di cambiare dimensioni
e tipo di caratteri, per mezzo del sistema operativo, per la presentazione
a video e per la stampa;
- l’applicazione deve permettere all'utilizzatore di regolare o bloccare
gli effetti di lampeggio, rotazione o movimento delle presentazioni a video,
se questo non interferisce con lo scopo dell'applicazione;
- l’applicazione deve permettere all'utente di selezionare la definizione
di schermo preferita;
- l’applicazione deve rispettare le scelte dell'utente relative ai
puntatori di sistema del mouse;
- per gli elementi selezionabili, si deve prevedere una distanza minima
di almeno il 4% della larghezza o altezza dello schermo, oppure deve essere
prevista un’opzione di ridimensionamento;
f) etichette dei campi
- le etichette relative ai campi dei dati devono trovarsi immediatamente
vicine ai campi stessi, preferibilmente a sinistra, in modo da facilitare
la loro lettura, e l'associazione al campo relativo, da parte degli screen
reader per i ciechi;
g) documentazione
- tutta la documentazione deve essere fornita anche in formato elettronico
accessibile e deve includere anche descrizioni testuali di figure e grafici;
- qualunque uscita prodotta dall’applicazione deve essere disponibile
in formato accessibile.
La procedura di verifica di accessibilità deve simulare le condizioni
di utilizzo da parte dell'utente disabile.
Si considera accessibile un’applicazione informatica dotata di un’interfaccia
utente che, con l'eventuale ausilio di tecnologia assistiva, non presenti
difficoltà di: lettura del contenuto di tutte le finestre visualizzabili
sullo schermo, controllo dell'inserimento di dati e dell'interazione con
elementi o oggetti dell'interfaccia (menu orizzontali o a tendina, bottoni,
campi di editing, check box, radio box, ecc.), quando tali operazioni siano
eseguite da una persona sufficientemente addestrata nell'uso di una postazione
di lavoro, con una configurazione dotata, a seconda dei casi, di strumenti
di tecnologia assistiva quali:
- screen reader per ciechi, con sintesi vocale o display Braille;
- funzioni di ausilio per ipovedenti e disabili motori fornite dal
sistema;
- applicativo specifico di ingrandimento di schermo;
- sistema di input vocale, con dettatura di testo e emulazione di comandi
di tastiera e/o mouse;
- ausilio per disabili motori, con tastiera e/o mouse alternativi.
Gli ausili si intendono in “versione italiana recente”, cioè
disponibile in Italia da gennaio 2000 o successivamente.
Le caratteristiche di accessibilità devono essere possedute
dal software applicativo, indipendentemente dalla piattaforma hardware
e software di destinazione, purché sia disponibile la specifica
tecnologia assistiva. Nel caso di applicativi per sistemi multi-utente
le condizioni di accessibilità si possono applicare all'emulatore
di terminale, il quale può funzionare sotto altro sistema operativo,
permettendo di scegliere la soluzione più favorevole.
Sul sito dell’Aipa, all’indirizzo www.aipa.it è pubblicata una
selezione di riferimenti sul tema dell’accessibilità. L’Aipa, anche
in collaborazione con altre amministrazioni, sta progettando la realizzazione
di un sito specificatamente dedicato alla accessibilità. Nel frattempo,
chiunque volesse inviare osservazioni, contributi, richieste, può
inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo accesso@aipa.it.
Si confida che le Amministrazioni vogliano adottare le iniziative necessarie
per migliorare la accessibilità dei siti web e delle applicazioni
software ad operatori ed utenti disabili.
Entro un anno si procederà ad aggiornare la presente circolare,
sulla base dell'esperienza maturata nel frattempo e degli avanzamenti tecnologici.
Si rimane a disposizione per ogni necessario ragguaglio.
Roma, 6 settembre 2001
Il Presidente: ZULIANI